venerdì 18 novembre

di | 17 Novembre 2016

fioriSiracide 41,1- 13

1 O morte, com’è amaro il tuo ricordo
per l’uomo che vive sereno nella sua agiatezza,
per l’uomo senza assilli e fortunato in tutto
e ancora in forze per provare il piacere.
2O morte, è gradita la tua sentenza
all’uomo indigente e privo di forze,
al vecchio decrepito e preoccupato di tutto,
a colui che è indocile e ha perduto ogni speranza.
3Non temere la sentenza della morte,
ricòrdati di chi ti ha preceduto e di chi ti seguirà.
4Questo è il decreto del Signore per ogni uomo;
perché ribellarsi al volere dell’Altissimo?
Siano dieci, cento, mille anni:
negli inferi non ci sono recriminazioni sulla vita.

5Figli d’infamia sono i figli dei peccatori,
frequentano le case degli empi.
6L’eredità dei figli dei peccatori andrà in rovina,
con la loro discendenza continuerà il disonore.
7Contro un padre empio imprecano i figli,
perché a causa sua sono disonorati.
8Guai a voi, uomini empi,
che avete abbandonato la legge dell’Altissimo!
9Se vi moltiplicate, è per la rovina, 
se nascete, nascete per la maledizione,
e se morite, la maledizione sarà la vostra sorte.
10Quanto è dalla terra alla terra ritornerà,
così gli empi passano dalla maledizione alla rovina.

11Il lutto degli uomini riguarda i loro corpi,
la cattiva fama dei peccatori sarà cancellata.
12Abbi cura del tuo nome, perché esso sopravviverà a te
più di mille grandi tesori d’oro.
13I giorni di una vita felice sono contati,
ma il buon nome dura per sempre.

Commento

Ci sono situazioni diverse della vita che spingono l’uomo a riflettere sul senso della sua stessa esistenza. Sono le situazioni – limite, quelle che stanno al limite del senso, della ragionevolezza. Quelle di cui è difficile rendere ragione. Una di queste situazioni che oggi Siracide descrive è la morte. Viene descritta come il più grande terrore dell’uomo. Teniamo presente che per l’uomo del siracide non esiste nulla dopo la morte. Si dice che si va nel mondo delle ombre e niente di più. Al tempo non esisteva un pensiero sulla resurrezione. Si accenna a qualcosa, ma non viene elaborata chiaramente una teologia della resurrezione. Noi sappiamo invece che la morte e la resurrezione di Gesù e dell’uomo stanno al centro della fede cristiana. Che cosa dice allora siracide della morte? La morte è destino di tutti gli uomini, ma ciascuno affronta questo passa a proprio modo. Noi diciamo che si muore soli. C’è chi pensa alla morte come sfortuna, come angoscia, come liberazione. Da alcuni è accettata, da altri è odiata. Certo sorella morte sta al fondo della nostra vita. Il saggio esorta a non temere la morte. Perché questo? Ben sirà menziona il motivo della memoria della posterità come elemento che bilancia il tema dell’interruzione della vita. Tutto è puntato sul ricordo, sulla memoria. Possiamo quasi dire che il ricordo rimane per sempre. Questo in poche e povere parole mie personali è il pensiero di Siracide circa la morte.

Preghiamo

Preghiamo per Roberto e Marco

3 pensieri su “venerdì 18 novembre

  1. sr Rita

    “Abbi cura del tuo nome, perché esso sopravviverà a te più di mille grandi tesori d’oro.” Il nome, l’identità dell’uomo sopravvive alla morte. Lasciare un nome, un ricordo, un affetto nel cuore di chi ci ha incontrato è un modo per non morire del tutto. Ma la sopravvivenza del nostro spirito è il tesoro che fa di noi esseri immortali. Siamo parte di Dio, entriamo nel suo mistero. La nostra piccola storia entra nella sua grande storia di salvezza. Preghiamo affinché la morte sia quella mano che passando sul nostro corpo rende splendido e immortale il nostro nome.

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  2. Elena

    Mi piace pensare alla morte come ad una nuova nascita, come ad un passaggio obbligato, ma bello. Verso qualcosa di cui avverto nostalgia, come un tornare a casa.Sento la paura delle persone per la morte. Quando l’ho dovuta affrontare per la prima volta, ho pensato che avesse una sua bellezza, restituiva dignità a chi l’aveva perduta a causa del dolore, che sa essere osceno, o della malattia, che deforma ed altera anche l’identità di una persona. Credere nella vita eterna del nostro essere in Cristo ed in Dio, è di grande speranza e consolazione. Ci accompagni questa consapevolezza di fede.
    Prego secondo le intenzioni comuni e ricordo chi sente tanta paura di questa.nostra “compagna di vita”!

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  3. sr.Alida

    I giorni di una vita felice sono contati,ma il buon nome dura per sempre . I gesti di bene compiuti durano sempre e vengono ricordati..
    pensare al senso della vita ,potrebbe essere pensiero dentro al quotidiano senza aspettare eventi ecclatanti..Mi manca questo pensare a ciò che non passa ,anche vivendo con i piedi per terra ,e a dir il vero, in me la paura di morire c’è Mentre prego per Roberto e Marco e per le nostre intenzioni…Chiediamo al Signore il gusto delle cose che non passano ,per rinascere a nuova vita.

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