giovedì 17 novembre

di | 16 Novembre 2016

fiorisiracide 40, 18- 30

La vita di chi basta a se stesso e del lavoratore è dolce,
ma più ancora lo è per chi trova un tesoro.
19I figli e la fondazione di una città consolidano un nome,
ma più ancora è apprezzata una donna irreprensibile.
20Vino e musica rallegrano il cuore,
ma più ancora l’amore della sapienza.
21Il flauto e l’arpa rendono piacevole il canto,
ma più ancora una voce soave.
22L’occhio desidera grazia e bellezza,
ma più ancora il verde dei campi.
23Il compagno e l’amico s’incontrano a tempo opportuno,
ma più ancora moglie e marito.
24Fratelli e soccorritori aiutano nella tribolazione,
ma più ancora l’elemosina.
25Oro e argento rendono sicuro il piede,
ma più ancora è stimato un consiglio.
26Ricchezze e potenza sollevano il cuore,
ma più ancora il timore del Signore.
Con il timore del Signore non manca nulla,
con esso non c’è bisogno di cercare un altro aiuto.
27Il timore del Signore è come un giardino di benedizioni
e protegge più di qualsiasi gloria.

28Figlio, non vivere una vita da mendicante:
è meglio morire piuttosto che mendicare.
29Un uomo che guarda alla tavola altrui
ha una vita che non si può chiamare tale;
si contaminerà con cibi estranei,
l’uomo sapiente ed educato se ne guarderà.
30Il mendicare è dolce nella bocca dello sfrontato,
ma dentro di lui c’è un fuoco che brucia.

Commento

Se la sofferenza è presente nel mondo a maggior ragione l’uomo deve essere in grado di cercare beni che rimangono per sempre, beni più grandi. Il testo fa molti esempi di come esistono cose buone, ma ci sono beni più grandi. Per es: Vino e musica rallegrano il cuore, ma più ancora l’amore della sapienza. Vorrei con voi provare a leggere di seguito tutte queste contrapposizioni che il testo di siracide mette in evidenza. Una donna sapiente che è circondata da beni materiali. Però vale la sua saggezza. Bellezza e gioia dell’uomo che derivano  da un uso saggio di occhio, orecchio, cuore e lingua. Tutti elementi legati al corpo umano. L’aiuto nei momenti di difficoltà con al centro l’elemosina e il buon consiglio.  Partendo da queste considerazioni il saggio invita l’uomo a stare bene attento a cosa sceglie e a chi sceglie. Si tratta di scegliere tutto quanto è fonte della vita, del timore di Dio e della saggezza. Detto in questo modo tutto è semplice, in realtà sappiamo bene quanto è difficile un percorso di questo tipo, dove si valorizza quello che è importante e si abbandona quello che non serve a molto.  Se il percorso della vita di una persona fosse così lineare come lo descrive siracide tutti gli uomini diventerebbero saggi di colpo. In realtà non c’è niente di più affascinante e di più complesso della ricerca della saggezza.

Preghiamo

Preghiamo per Danilo.

4 pensieri su “giovedì 17 novembre

  1. sr Rita

    “Un uomo che guarda alla tavola altrui ha una vita che non si può chiamare tale.”Come è vera e frequente questa realtà qui dove vivo. Mamma mia quanta gente vive una vita che non è vita. Oggi siamo andate in ospedale a trovare Andreza e il suo bambino. Lunedi abbiamo pagato una visita privata da un ginecologo perché ogni volta che la ragazzina andava in ospedale la rimandavano a casa a piedi perché non era ancora ora. Il ginecologo si è arrabbiato perché è una gravidanza a rischio e una bambina di 13 anni non era nelle condizioni di partorire naturalmente. L’ha fatta ricoverare e ieri mattina le hanno fatto il cesareo. Oggi le abbiamo portato un regalino per il bimbo, uno di quei completini per neonati che ci arrivano dall’Italia nei pacchi. Il papà ha detto: se non ci fossero le suore questo bambino non avrebbe ricevuto neppure un dono. Abbiamo detto alla mammina di non comprare indumenti quando il bambino cresce che noi possiamo dare qualcosa E lei: Non c’è pericolo che compri qualcosa, non ho un soldo. Ed è vero, perché la famiglia mangia se noi gliene diamo. Penso a cosa si muove attorno a una gravidanza e a una nascita in Italia e altrove. E vedo cosa succede qui. 3 settimana fa un bambino è morto nel grembo della mamma perché non si decidevano a farlo nascere. I poveri sono poveri in vita e in morte. Che Dio abbia pietà di noi.

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  2. Elena

    Come conciliare le cose belle della vita e le esperienze drammatiche che si attraversano? E cisa pensare, in saggezza, di racconti come i tuoi, sr Rita?
    Che il Signore ci dia la forza di guardare oltre il nostro, bello, caro e sicuro orticello. E ci apra il cuore. E, davvero abbia pietà di noi! Prego per la vostra comunità, per il bene silente che vi si sviluppa, prego per tutti noi che mal conciliamo, a volte, le nostre vite su quelle altrui….

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  3. Anonimo

    Vi chiedo una preghiera per un mio vicino di casa, un amico di 47 anni che ieri sera ha avuto un ictus. Il suo bimbo, tanto atteso e voluto di 3 anni, continuava a chiamarlo mentre non stava bene, capiva che qualcosa non andava. La vita è proprio appesa a un filo. Devo ricordarmi ancor più oggi di Ringraziare il Signore ogni giorno per quello che ho, che non è scontato

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  4. sr.Alida

    Il timore del Signore è consiglio al cuore..con Lui nulla manca…Ci sono beni grandi che non passano e la vita è piena di contrapposti…Ci conceda il Signore di sentire ,guardare,parlare con la saggezza del cuore ,onde comprendere chi e che cosa scegliamo ..concordo che è una complicata, ma bella ricerca della saggezza .Prego per Danilo ,per l’amico di 47 anni ,il suo bimbo e famiglia ,con affetto prego per il piccolo Raison e la sua giovane mamma ,per Andresa e il suo piccolo,per le giovani ospiti della comunità di sr.Rita e il paese che abitano .

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