sabato 22 gennaio

di | 21 Gennaio 2022

Gen. 11,1-9

Tutta la terra aveva un’unica lingua e uniche parole. Emigrando dall’oriente, gli uomini capitarono in una pianura nella regione di Sinar e vi si stabilirono. 3Si dissero l’un l’altro: “Venite, facciamoci mattoni e cuociamoli al fuoco”. Il mattone servì loro da pietra e il bitume da malta. 4Poi dissero: “Venite, costruiamoci una città e una torre, la cui cima tocchi il cielo, e facciamoci un nome, per non disperderci su tutta la terra”. 5Ma il Signore scese a vedere la città e la torre che i figli degli uomini stavano costruendo. 6Il Signore disse: “Ecco, essi sono un unico popolo e hanno tutti un’unica lingua; questo è l’inizio della loro opera, e ora quanto avranno in progetto di fare non sarà loro impossibile. 7Scendiamo dunque e confondiamo la loro lingua, perché non comprendano più l’uno la lingua dell’altro”. 8Il Signore li disperse di là su tutta la terra ed essi cessarono di costruire la città. 9Per questo la si chiamò Babele, perché là il Signore confuse la lingua di tutta la terra e di là il Signore li disperse su tutta la terra.

Commento

Con tutti i nomi delle genealogie abbiamo scoperta che la terra si ricrea e si ripopola. Se prendiamo l’azione di Dio nel suo aspetto più generale possibile vediamo che Dio è il grande ricominciatore e sarà così sempre. Ora ci imbattiamo nel famoso racconto della torre di Babele. Che significato ha questo racconto? Babele ci racconta di un’umanità che un giorno decise di costruire una città e di fare una torre alta fino al cielo, tutti fabbricanti di mattoni. Qui c’è un’umanità che è concorde in un progetto unico, costruirsi una torre che arrivi fino al cielo, sicuramente ci sarà anche il tema della scalata al cielo, il mito di raggiungere Dio, ma qui c’è soprattutto il tema di un’umanità omologata, sono tutti uguali, tutti muratori, tutti fatti con lo stampino come i mattoni. Qui non c’è un conflitto, ma c’è l’omogeneizzazione, tutti uguali, tutti uniti in un progetto unico, questa non è vita, questa è la morte. Allora il mito dice che questa è morte perché è la diversità e la differenziazione che è necessaria per la vita. Di fatto Dio scende, e boicotta questo progetto e lo boicotta come? Attraverso la differenziazione delle lingue. Qui è importante notare che per alcuni, questo atto di Dio è un atto di punizione, ma per la mentalità biblica questo atto di Dio è un atto di ricreazione, ridare un’altra possibilità all’umanità che ha tradito la sua vocazione: chiamata ad espandersi si è tutta radunata in un buco e cresce in verticale in un unico progetto, Dio non fa altro che rimettere in atto quel principio della diversità.

Preghiamo

Preghiamo per Giulia

3 pensieri su “sabato 22 gennaio

  1. Elena

    Mi piacciono le differenze. Mi piacciono le differenze linguistiche, quelle di cui non capisco niente e ma nelle quali mi devo sforzare moltissimo per entrare in comunicazione con gli altri. O anche solo per ascoltare e cercare di capire un senso lontano. O resto isolata o cerco di affrontare la diversità. Ne viene fuori un mix meravigliosamente complesso di esperienze, di conoscenze, di aperture del cuore e della mente. Allora, pur nella complessità dell’affrontare una differenza linguistica e culturale, riscopro l’umiltà, il dover apprendere, il voler scambiare idiomi, gesti, movimenti che mi permettono di farmi capire e di capire. A volte ci vuole coraggio, ma soprattutto capacità di ascolto e osservazione attenta! E tanta, tanta umiltà e pazienza!
    Il Signore ci vuole sempre in movimento, credo! Se mi fermo mi appiattisco, se mi muovo evolvo.

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  2. sr Alida

    Mi piace questa ricreazione di Dio perché mi fa cogliere che ci son sempre possibilità di ricominciare, nuove opportunità, nella diversita`… Condivido il bel commento di Elena. Grazie! Pregando per Giulia, prego per l’unità dei cristiani, nei diversi cammini, trovino sempre un punto comune un significato alto per il loro vivere.

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  3. Giovanna

    Che bello questo Dio che boicotta e confonde un’umanità grigia e omologata spronandola a mettersi in gioco per scoprire la propria e altrui unicità, per capire e valorizzare la ricchezza di ogni differenza che si ricompone nella perfezione del puzzle di un’umanità varia e colorata

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