attesa

di | 29 Marzo 2024

Mi aspetto un sacco di cose dall’orto, dalla mia vita, dalle mie api, dagli amici, dalla chiesa. Mi aspetto, anzi mi aspetto e attendo che vengano realizzate. Funziona così la mia vita. non so la vostra, ma la mia funziona così. mi hanno insegnato che non devo aspettarmi, ma sperare che … lo so è un bel principio, ma è un principio. Giuda non sperava nel Signore, si attendeva da Lui qualcosa di grande. Forse si attendeva un uomo che poteva cambiare le sorti di un popolo, che poteva costruire un mondo nuovo. Ma quando ha visto che queste sue attese non erano quelle del Signore, pensò bene che l’unica strada che aveva tra le mani per chiudere quella vicenda era chiudere con un amico e tradirlo, consegnarlo ad altri. Secondo Giuda, Gesù non poteva più appartenere alla sua vita perché aveva rovinato le sue attese, le sue aspettative. La parola più giusta non è aveva rovinato le attese, ma tradito le attese. Quindi, pieno di rabbia, poteva solo dire, che venga consegnato ad altri. Tradire e consegnare ad altri non vuol dire solo consegnare alla morte qualcuno. A volte nella vita di qualcuno è anche questo. In me il tradimento delle attese, che tra l’altro mi sono costruito solo io, è semplicemente riconsegnare ad una sua vita l’altro. Come se io non ci entrassi più. é successo questo, bene ora vai per la tua strada. Difficile ogni ricominciamento. Attenzione non è il ricominciamento dell’altro, ma il mio ricominciamento. Difficile il mio ricominciamento, perché difficile è guardare con occhio e cuore diverso l’altro. l’unica strada che conosco è quella praticata da Gesù. Amico… così Gesù chiama Giuda, è come se in questi momenti la vera spinta al ricominciamento sta nella vita dell’altro che dice: ci sono ancora. E da parte mia? Semplicemente un accogliere quel dono e imparare piano piano a non attendere, ma a sperare. Io ci sono dice l’altro e io dico: scusa e ripartiamo con una prospettiva nuova che non è l’attendere ma lo sperare. diversa la vicenda di Pietro, ma ne parleremo

2 pensieri su “attesa

  1. Sabrina

    Ci sono tanti modi di lasciare, lasciar andare tenendo lo sguardo sull’altro, allontanarsi trattenendo i ricordi belli, abbandonare senza spiegazione, tradire la fiducia dell’altro, lasciare porta sempre dolore ad entrambi.
    Ma Giuda non l’ho mai capito, svende la sua amicizia, l’amore e la vita di Gesù per un soldi, ma questo racconto ridimensiona anche l’umanità di entrambi, come se Giuda tradisce perché é accecato non solo dal guadagno ma dal sentirsi a sua volta tradito, e questo succede spesso, perdere la fiducia in chi credevamo importante per noi. Gesù lo perdona perché capisce e comprende la rabbia di Giuda, la sua pochezza negli affetti, il suo misero cinismo e soprattutto perché lo ama ancora. È così difficile perdonare, ma si può cambiare il punto di vista, mettersi nei panni e accettare la cattiveria altrui, ma solo attraverso l’amore di Gesù, altrimenti manca la speranza e ci sentiamo solo disattesi e abbandonati.

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  2. Marco

    Nel mio imparare ad essere genitore, che è la cosa che ho più desiderato nella mia vita, a volte senza volere faccio l’errore di sentirmi tradito nelle mie attese lo sento come un senso di tradimento .
    Ma sono veramente fuori strada se ho delle attese significa che ho una pretesa di possesso ma loro, i figli, sono un dono di Dio sono suoi me li ha affidati per custodia e cura come il creato non sono nessuno per pretendere attendere
    In alcune circostanze di debolezza mi viene voglia di tradire lasciare ad altri
    Ma l’amore infinito che Dio ha voluto dimostrare a me con questo dono annulla questa mia debolezza all’istante non ha senso per me come genitore attendere figurati tradire
    Io il premio l’ho già ricevuto la tua fiducia il tuo amore mio Signore

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