venerdì 29 gennaio

di | 28 Gennaio 2016

la stella del mattinoAbacuc  3,1-7                                                                                

1 Preghiera del profeta Abacuc, in tono di lamentazione. 2 Signore, ho ascoltato il tuo annunzio, Signore, ho avuto timore della tua opera. Nel corso degli anni manifestala, falla conoscere nel corso degli anni. Nello sdegno ricordati di avere clemenza. 3 Dio viene da Teman, il Santo dal monte Paràn. La sua maestà ricopre i cieli, delle sue lodi è piena la terra. 4 Il suo splendore è come la luce, bagliori di folgore escono dalle sue mani: là si cela la sua potenza. 5 Davanti a lui avanza la peste, la febbre ardente segue i suoi passi. 6 Si arresta e scuote la terra, guarda e fa tremare le genti; le montagne eterne s’infrangono, e i colli antichi si abbassano: i suoi sentieri nei secoli. 7 Ho visto i padiglioni di Cusàn in preda a spavento, sono agitate le tende di Madian.  

commento

bellissima questa preghiera del profeta; dopo tante parole di terrore ecco uno spiraglio di luce e clemenza. vediamo allora un pò meglio questa preghiera del profeta. l’inizio è “classico” . Ho ascoltato:  la preghiera è ascolto attento. Anzi, bisogna dire che questo “ascoltare” è l’evento privilegiato della preghiera. Così anche il seguito: “ho avuto timore della tua opera” esprime bene il “sentimento”, la condizione dell’animo di chi ascolta. lo abbiamo già detto più volte: questo timore non è la  paura di Dio, ma  la consapevolezza che rivelandoci la sua opera il Signore ci coinvolge radicalmente in essa e di conseguenza ne diventiamo pienamente responsabili perchè non stiamo ascoltando un racconto qualsiasi, ma la memoria dell’opera stessa di Dio, e insieme il nostro coinvolgimento in essa; al punto che la Parola è anche rivelazione a noi di noi stessi!: chi sono…che cosa Dio fa per me… quali le sue grazie e i miei tradimenti, quale la sua volontà oggi per me.. Ciò che sta al centro della preghiera è la  clemenza  divina, che è il suo amore per noi piccoli e poveri. “Ricordati!” dice. Davanti alla nostra miseria inevitabilmente svelata dalla Parola, il “ricordo” della Parola stessa non può non essere anche “ricordo” della misericordia divina, che sta all’ inizio e alla fine di ogni storia umana e accompagna da sempre l’uomo e la donna nelle sue vicende.

preghiamo

preghiamo perchè abbiamo ad incontrare sempre il Dio della misericordia

dal vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù diceva [alla folla]: «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura». Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? È come un granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell’orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra». Con molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola, come potevano intendere. Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa.

3 pensieri su “venerdì 29 gennaio

  1. sr Rita

    ” Nel corso degli anni fa conoscere la tua opera….” Si chiede a Dio di rivelarsi attraverso le sue opere nello scorrere del tempo. Dio infatti agisce in continuazione, crea e ricrea sempre. Ma anche noi, nello scorrere degli anni, costruiamo la nostra storia, la nostra risposta alla salvezza che Dio ci ha già donato. Il tempo è il luogo in cui la storia di Dio e la nostra storia di incontro, si abbracciano, si rivelano vicendevolmente. E’ un po’ come tra due coniugi: man mano che vivono insieme si conoscono, si riconoscono, si completano, si arricchiscono e diventano una cosa sola, non solo dal punto di vista fisico.
    Benedici Signore i piccoli gesti che costruiscono la nostra storia.
    Chiedo una preghiera per la popolazione del Brasile e in particolare di Paranaguà dove l’epidemia Dengue e Zika sta mietendo vittime.

    Rispondi
  2. Elena

    Ci si sente piccoli di fronte alla grandezza e alla potenza del Signore. Si è piccoli e disarmati… umili e fragili. Ma il Signore viene per risollevarci, e darci gioia e pienezza in Lui.
    Prego con voi per le popolazioni vittime di epidemie terribili e per quanti lottano per la sopravvivenza. Ricordo nella preghiera anche le vittime del mare, ogni giorno sempre tanti, troppi, mentre i potenti litigano sulle leggi che consentono o meno l’ingresso nel nostro civilissimo mondo!
    Elena

    Rispondi
  3. sr.Alida

    Dio viene ,la sua maestà ricopre i cieli,delle sue lodi è piena la terra. Ascoltare e non solo udire gli annunci,che giorno per giorno prendono voce nel quotidiano…che ci rendono graditi a Lui solo…Cosa vuole oggi da me a favore di tutti?..Ricordati di avere clemenza verso la popolazione del Brasile, del Paranagua,ove si estendono le epidemie,che mietono vite umane: Ricordati di tutte le persone che sono in aiuto nelle zone a rischio,ogni giorno .per quelle che muoiono per errore umano,di tutti quei volti piccoli o adulti ,che lasciano le loro vite in mare…estendi la Tua misericordia al mondo intero.

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.