ascolto

di | 3 Marzo 2022

Questa volta la parola ascolto non è riferita alla qualità dell’ascolto, che comunque rimane qualità fondamentale della vita. Si riferisce invece a quanto ho ascoltato in giornata. Ho ascoltato l’appello del nostro vescovo per l’accoglienza dei profughi. Ho ascoltato le parole severe di chi condanna ogni forma di guerra. Ho ascoltato le voci di chi cerca la pace ad ogni costo. Ho ascoltato gli appelli umanitari perché manca tutto. Per paradosso tutti questi appelli li avevo ascoltati anche per tante altre guerre e vicende del mondo, ma allora il più delle volte erano rimasti appelli poco ascoltati. Bisognerebbe fare una bella riflessione sia su tutti questi appelli, ma soprattutto su quegli appelli che sono inascoltati  e che provocano tragedie come quelle dello yemen e altri ancora. Ma prima di scrivere devo pensarci bene, quindi per il momento lascio lì. E poi ho ascoltato la musica di un pianoforte. Giravo in macchina e dalla radio sono risuonate le note famigliari di una musica serena. Posso dire questo: mi serviva un momento così, semplice, sereno, oserei dire allegro. Una musica di pianoforte è musica che riempie l’anima, che addolcisce la mente rabbuiata. A volte è musica che sembra un sottofondo, altre volte è musica che risuona in maniera solenne. Sicuramente è musica che per un attimo rasserena. Diventa anche un appello alla vita, alla pace. Sogno di vedere eseguire alla scala un concerto per pianoforte eseguito a 4 mani: due da un pianista russo e due da un pianista ucraino. Non so suonare un piano e non so suonare nessuno strumento, ma se ne fossi capace salirei su tetto, su una torre, entrerei in una piazza, in una chiesa, in un parlamento e mi metterei a suonare melodie serene. E poi in cima ad una montagna e poi in un bosco, oppure in un vigneto, in un frutteto. Suonerie dappertutto. Ho ascoltato un pianoforte e ho sognato la pace, ho sognato la giustizia, ho sognato un nuovo giorno. Di fronte a questo pensiero minimale qualcuno di sicuro dirà: ci vuole la lotta, la contestazione, il presidio.. e se nel prossimo presidio per la pace e non contro qualcosa o qualcuno suonasse un pianoforte? Non mi sembra una cattiva idea. A me oggi l’ascolto di un piano ha rasserenato l’anima.

Un pensiero su “ascolto

  1. Valerio

    Grazie mille don Sandro. Concordo con le tue riflessioni, che rispecchiano anche i miei sentimenti e dubbi, e con i tuoi sogni: è bellissima e potente l’immagine del pianoforte. Buona giornata

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