venerdì 6 maggio

di | 5 Maggio 2016

avvento boseMarco 9,38-40                                                                                    

38 Giovanni gli disse: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e volevamo impedirglielo, perché non ci seguiva». 39 Ma Gesù disse: «Non glielo impedite, perché non c’è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito possa parlare male di me: 40 chi non è contro di noi è per noi.Commento

Giovanni tende a fare questo tipo di separazione: chi segue i discepoli, oserei dire l’istituzione, la chiesa, chi può effettivamente avere il permesso per scacciare i demoni. Gesù pone il problema da un altro punto di vista. La prima discriminante, quella determinante, è fare le cose, quindi  anche scacciare i demoni, il male, nel suo nome, nel nome del Signore. Il rapporto con Lui è decisivo e discriminante. Ma il rapporto con Lui non avviene sempre nello stesso modo, non avviene sempre secondo dei parametri puramente umani. È vero, i discepoli sono la realtà forte di questa relazione. Ma ci sono evidentemente altre strade e altri volti di tale relazione.  Che in ogni modo quell’uomo potesse scacciare demoni nel suo nome, è un segno sicuro della sua comunione con il Signore. L’orizzonte della fede è dunque molto più ampio di quello della comunità visibile dei discepoli. Esiste poi una seconda discriminante: il rapporto con i discepoli. Anche questa relazione è fondamentale: nel regno dei cieli non si è battitori liberi, ma si è legati ai discepoli. Tanto è vero che Gesù parla di un noi: “chi non è contro di noi è per noi. Gesù chiede ai discepoli di assumere lo stesso suo ampio pensiero, il suo sguardo profondo, per cogliere, anche in chi non è visibilmente parte della comunità credente, i segni della fede e del cammino con Gesù, e quindi con la comunità stessa. Quanta strada devo ancora fare io che tendo sempre a separare chi è con noi e chi è contro di noi non nella logica del vangelo e della fede, ma nella logica delle umane differenze.

Preghiamo

Preghiamo per tutti coloro credono che la salvezza e il bene stia solo nel noi della chiesa.

3 pensieri su “venerdì 6 maggio

  1. Elena

    Com’è chiuso e limitato il nostro pensiero. Vorremmo inquadrare Dio stesso nelle nostre piccole vedute, nei nostri minuscoli orizzonti. Non gli lasciamo fare Dio! E giudichiamo, ci sentiamo troppo spesso i primi, i migliori, quelli degni….
    Allora, Signore, sconvolgici con la tua creatività, ribalta ogni nostra certezza e sicurezza, apri i nostri cuori verso il mondo, culture , sensibilità differenti affinchè svanisca questa nostra grettezza…. E finalmente ricordaci che noi siamo parti di Te…. Apri il nostro spirito alla grande bellezza e pienezza che è solo in Te….
    Elena

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  2. sr Alida

    Secondo lo sguardo lungimirante del Signore,e del suo Vangelo nessuno è escluso ,tutti parte di una sola famiglia ..noi uomini pensatori .guardiamo alle apparenze ,Egli guarda il cuore…questa non deve essere frase fatta ,ma può diventare esperienza di vita..per ognuno di noi ..Insegnaci ,Signore il Tuo pensiero ,a guardare con il Tuo sguardo ,per cogliere in ogni persona ,il germe di bene che hai posto dentro di noi…A cogliere la diversità come dono,e che la Tua salvezza è per tutti.per le nostre intenzioni prego .

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  3. sr Rita

    Ieri sera è venuto un gruppo di persone a visitare la nostra casa, a portare un presente a ciascuna delle nostre bambine-adolescenti. Mi avevano chiesto il nome e l’età di ciascuna in precedenza. Hanno cantato canti religiosi e prima di congedarsi hanno fatto una preghiera di lode e di ringraziamento. Mentre cantavano e pregavano mi son chiesta: ma sono cattolici? Erano troppo felici e spontanei per essere cattolici. Infatti alla fine abbiamo saputo che sono Adventisti. I discepoli di Gesù dicono: non erano dei nostri….Ma alla fine chi davvero fa parte dei discepoli di Gesù? Prego per questi uomini, donne, giovani e bambini che han dato una immagine bellissima di discepoli del Gesù e prego anche perché noi diventiamo un poco più felici e liberi di parlare e di cantare di Gesù senza timori.

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