venerdì 28 febbraio

di | 27 Febbraio 2020

Lc 13,22-30      

22Passava insegnando per città e villaggi, mentre era in cammino verso Gerusalemme. 23Un tale gli chiese: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?». Disse loro: 24«Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno. 25Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, voi, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: “Signore, aprici!”. Ma egli vi risponderà: “Non so di dove siete”. 26Allora comincerete a dire: “Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze”. 27Ma egli vi dichiarerà: “Voi, non so di dove siete. Allontanatevi da me, voi tutti operatori di ingiustizia!”. 28Là ci sarà pianto e stridore di denti, quando vedrete Abramo, Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio, voi invece cacciati fuori. 29Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio. 30Ed ecco, vi sono ultimi che saranno primi, e vi sono primi che saranno ultimi».

Commento

Durante la sua salita a Gerusalemme, passando attraverso città e villaggi e predicando come un profeta a coloro che venivano ad ascoltarlo, Gesù si sente rivolgere questa domanda da qualcuno in mezzo alla folla: “Signore, sono pochi quelli che sono salvati?”. È una domanda che abita ancora oggi i nostri cuori: la salvezza sarà riservata a pochi giusti oppure la misericordia di Dio aprirà le porte del cielo a molti?  Gesù non risponde direttamente ma proclama con chiarezza ciò che è urgente per tutti coloro che lo ascoltano: “sforzatevi, lottate per entrare nella sala del banchetto attraverso la porta stretta. Ciò che Gesù mette in evidenza, negando un interesse per il numero dei salvati, è la necessità, l’urgenza della lotta. Nel nostro cammino verso il Regno c’è una lotta da condurre, una lotta dura contro un avversario, un oppositore, un potente che è il male. Nessuna illusione: la sequela di Gesù è a caro prezzo, costa fatica e impegno, richiede di combattere con le armi spirituali, a volte fino all’agonia, alla lotta davanti alla morte, come l’ha vissuta Gesù. La porta stretta non vuole impedire l’entrata, ma rivela che solo chi sa lottare, solo chi sa che la meta è il regno di Dio, potrà oltrepassarla. Occorre perciò essere equipaggiati e vigilanti per arrivare in tempo, prima che la piccola porta, ultima possibilità, sia chiusa. Perché come in ogni città, una volta calata la notte, vengono chiuse prima la grande porta, poi la porticina: allora nessuno potrà più entrare…

Preghiamo

Preghiamo per tutti i malati.

2 pensieri su “venerdì 28 febbraio

  1. sr Alida

    Praticamente Gesù mi sembra voglia dire come porta stretta di vivere cercando Lui il regno del Padre poichè tutto passa Loro desiderano la salvezza di tutti e prima o poi come loro sanno fare ci condurranno verso la meta non senza la nostra briciola di impegno .preghiamo per tutti i malati

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    1. Anonimo

      Gesù sta andando verso Gerusalemme,. Sa che là tutto si compirà. Chissà come doveva sentirsi? In ansia, impaurito… Eppure non smette di posare il suo sguardo sui fratelli che incrocia e di provare per loro cum-passione…. Anche a noi oggi viene chiesto di spostare lo sguardo da noi agli altri fratelli, a tutti vicini e lontani, ai più equipaggiati e ai più fragili e ci viene chiesto di farlo con ansia perché tutti nella stessa barca ma con lo sguardo strabico con un occhio verso il cielo e l’altro verso i fratelli… Grazie Signore perché ci vuoi forti in Te. Mi unisco alla preghiera per la fede della nostra terra

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