il lupo di gubbio e la paura

di | 28 Febbraio 2020

Ho un attimo di tempo libero e questo mi permette di riflettere un su quanto sta succedendo in Italia e nel mondo complice il coronavirus. Non sono esperto di niente e non voglio dire niente contro le scelte di questi tempi. Recupero invece tre piccole riflessioni.

1. Prendo spunto da un testo di una canzone di Branduardi: il lupo di Gubbio. Ad un certo punto il testo dice: “Tu Frate Lupo, sei ladro e assassino Ma più del lupo fa l’Inferno paura!”. Si credo che ci fa più paura la paura del male che il doverla affrontare. E allora proviamo ad uscire dalle nostre paure. Come?

2. in questo secondo spunto ecco un modo per affrontare le nostre paure. Uso le parole di Mattarella  di oggi: «La conoscenza aiuta la responsabilità e costituisce un forte antidoto a paure irrazionali e immotivate che inducono a comportamenti senza ragione e senza beneficio, come avviene talvolta anche in questi giorni. Dobbiamo rinnovare il ringraziamento a chi sta operando con fatica, sacrificio e abnegazione per contrastare il pericolo del Coronavirus”. Conoscere bene e dire grazie  ecco un antidoto alla paura.

3. il terzo spunto è più complesso. Riguarda il digiuno della messa feriale e domenicale. Si proprio così il digiuno della messa. Un digiuno strano ma che, come tutti i digiuni, invita a sentire la nostalgia e la mancanza di qualcosa di importante. Io lascerei un digiuno completo fino a sentire i morsi della fame della parola e del pane eucaristico. Tra l’altro siamo in quaresima tempo di digiuno.

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