VENERDÌ 27 NOVEMBRE

di | 26 Novembre 2020

Mc 16,9-13       

9 Risorto al mattino, il primo giorno dopo il sabato, Gesù apparve prima a Maria di Màgdala, dalla quale aveva scacciato sette demòni. 10 Questa andò ad annunciarlo a quanti erano stati con lui ed erano in lutto e in pianto. 11 Ma essi, udito che era vivo e che era stato visto da lei, non credettero. 12 Dopo questo, apparve sotto altro aspetto a due di loro, mentre erano in cammino verso la campagna. 13 Anch’essi ritornarono ad annunciarlo agli altri; ma non credettero neppure a loro.

Commento

Questa è la seconda conclusione del vangelo di Marco, perché la storia di Gesù e dei suoi discepoli non poteva finire con una fuga e una paura. Qui il testo riassume in maniera stringata quello che gli altri evangelisti raccontano in maniera più diffusa circa le apparizioni di Gesù nel dopo pasqua. Si parla delle apparizioni a Maria di Magdala, poi a due uomini che camminano verso la campagna. È molto probabile che questi due sono i discepoli di Emmaus citati nel vangelo di Luca. Gesù con le sue molteplici apparizioni vuole confermare i suoi nella fede, dare loro la certezza della sua risurrezione perché poi dovrà affidare a loro il mandato di esserne gli annunciatori e i testimoni.  È vero che l’evangelista continua a sottolineare l’incredulità dei discepoli  circa la resurrezione. Ma forse è un modo letterario per dire che il percorso che porta alla fede nella resurrezione è lungo, non è immediato.  La pasqua così narrata è come un grande invito a cercare la giusta fiducia in Gesù risorto. L’incredulità e la sfiducia sono i massimi ostacoli alla fede in Gesù e alla sua resurrezione. Ma proprio l’insistenza di Gesù nel continuare a presentarsi come il risorto alla fine è la miglior conferma della sua resurrezione e il miglior bagaglio per buttare  via le nostre paure e le nostre incertezze di fronte a Gesù.

Preghiamo

Preghiamo per silvana

Un pensiero su “VENERDÌ 27 NOVEMBRE

  1. Elena

    La morte è misteriosa, ma può lasciare una speranza aperta e luminosa? Ecco , questo il dono di Gesù, oltre al dono di sé, il dono, per i credenti, di un dopo… Una porta aperta sulla salvezza e su ciò che davvero conta, ha senso essere nella vita e oltre la vita stessa, oltre il passaggio. Una cura ed un amore che ritornano, vivi anche se sotto altra forma, riconoscibile a chi ha aperto il cuore alla vita e all’amore per sempre.
    Accompagno le intenzioni di oggi per Silvana e per Emanuela e la sua famiglia.

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