venerdì 25 ottobre

di | 24 Ottobre 2019

Salmo 102 – DI ME FANNO I NEMICI UNO STRAZIO

Certo, scompariremo. E però il gemito è universale: perfino le pietre patiscono di morire.
 Ma è ugualmente certo che senza questa coscienza dell’uomo nulla ha senso: 
neppure un qualsiasi linguaggio sarebbe concepibile.

1 Preghiera di un povero che è sfinito
ed effonde davanti al Signore il suo lamento.

2 Signore, ascolta la mia preghiera,
a te giunga il mio grido di aiuto.

3 Non nascondermi il tuo volto
nel giorno in cui sono nell’angoscia.
Tendi verso di me l’orecchio,
quando t’invoco, presto, rispondimi!

4 Svaniscono in fumo i miei giorni
e come brace ardono le mie ossa.

5 Falciato come erba, inaridisce il mio cuore;
dimentico di mangiare il mio pane.

6 A forza di gridare il mio lamento
mi si attacca la pelle alle ossa.

7 Sono come la civetta del deserto,
sono come il gufo delle rovine.

8 Resto a vegliare:
sono come un passero
solitario sopra il tetto.

9 Tutto il giorno mi insultano i miei nemici,
furenti imprecano contro di me.

10 Cenere mangio come fosse pane,
alla mia bevanda mescolo il pianto;

11 per il tuo sdegno e la tua collera
mi hai sollevato e scagliato lontano.

12 I miei giorni declinano come ombra
e io come erba inaridisco.

13 Ma tu, Signore, rimani in eterno,
il tuo ricordo di generazione in generazione.

14 Ti alzerai e avrai compassione di Sion:
è tempo di averne pietà, l’ora è venuta!

15 Poiché ai tuoi servi sono care le sue pietre
e li muove a pietà la sua polvere.

16 Le genti temeranno il nome del Signore
e tutti i re della terra la tua gloria,

17 quando il Signore avrà ricostruito Sion
e sarà apparso in tutto il suo splendore.

18 Egli si volge alla preghiera dei derelitti,
non disprezza la loro preghiera.

19 Questo si scriva per la generazione futura
e un popolo, da lui creato, darà lode al Signore:

20 »Il Signore si è affacciato dall’alto del suo santuario,
dal cielo ha guardato la terra,

21 per ascoltare il sospiro del prigioniero,
per liberare i condannati a morte,

22 perché si proclami in Sion il nome del Signore
e la sua lode in Gerusalemme,

23 quando si raduneranno insieme i popoli
e i regni per servire il Signore».

24 Lungo il cammino mi ha tolto le forze,
ha abbreviato i miei giorni.

25 Io dico: mio Dio, non rapirmi a metà dei miei giorni;
i tuoi anni durano di generazione in generazione.

26 In principio tu hai fondato la terra,
i cieli sono opera delle tue mani.

27 Essi periranno, tu rimani;
si logorano tutti come un vestito,
come un abito tu li muterai ed essi svaniranno.

28 Ma tu sei sempre lo stesso
e i tuoi anni non hanno fine.

29 I figli dei tuoi servi avranno una dimora,
la loro stirpe vivrà sicura alla tua presenza.

Commento

Sono come la civetta nel deserto e il gufo nelle rovine. Sono situazioni descritte in questo salmo, ma sono situazioni irreali, impossibili. E qui che si dipana il dolore: in situazioni irreali che però diventano realtà quando le sperimenti. Qui il dolore personale è accostato a quello della nazione intera devastata e umiliata. Inserito nella lista dei Salmi penitenziali dalla tradizione cristiana proprio per questa tonalità tenebrosa, il salmo si apre con un vigoroso autoritratto dolente: la febbre brucia le ossa, la nausea per il cibo ha smagrito il corpo, le lacrime e il pane del lutto sono ormai il segno d’una vita che si spegne, che si avvia ad una «nera agonia», mentre attorno si è fatto il vuoto.  Ma questa tragedia interiore e personale è lo specchio di un’altra e maggiore tragedia esterna, quella di Gerusalemme devastata. La risurrezione delle pietre di Sion tanto amata diventa, allora, quasi l’emblema della risurrezione che il salmista attende da Colui i cui «anni durano per sempre» .

Preghiamo

Preghiamo per Andrea

2 pensieri su “venerdì 25 ottobre

  1. sr Alida

    Mi sembra che nessun grido sia esente in questo salmo ….Ma Tu Signore rimani per sempre,Ti affacci dall’alto sull’intera umanità sofferente …Vogliamo credere che in qualsiasi notte ,in qualsiasi dolore
    ed oscurità c’è il Tuo sguardo su noi poniamo davanti a te ,i popoli in guerra ,ogni violenza al dono della vita ,i governanti di ogni nazione perchè sappiano cogliere il vero Bene che serve all’intera umanità,una preghiera per Andrea ,per ogni cristiano per sappiamo contribuire a questo Bene….

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  2. Elena

    Tu, Signore, rimani per sempre. Tu sei uguale a Te stesso. Immubabile sopra ogni nostra volubilità, sopra ogni nostra variabile. Finirai, Signore, con l’ascolrare chi ti cerca nella fatica più assurda? Nel far cessare il tormento più grande? Nel dare un soffio di pace in questa vita che si consuma?
    Forse solo la fede più assoluta ci permette infine di vederti dove non c’è più niente… Accresci la nostra fede e non dimenticarti del bisognoso, di chi soffre, di chi è povero, di chi è disperato, perché Tu sei Dio, Signore della vita…
    Una preghiera per Andrea, una preghiera per Ervina, la cui mamma è tornata nella casa del Padre.

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