venerdì 23 ottobre

di | 22 Ottobre 2015

home2 Amos 1,11-2,3    

11 Così dice il Signore: “Per tre misfatti di Edom e per quattro non revocherò il mio decreto, perché ha inseguito con la spada suo fratello e ha soffocato la pietà verso di lui, perché ha continuato l’ira senza fine e ha conservato lo sdegno per sempre; 12 appiccherò il fuoco a Teman e divorerà i palazzi di Bozra”. 13 Così dice il Signore: “Per tre misfatti degli Ammoniti e per quattro non revocherò il mio decreto, perché hanno sventrato le donne incinte di Gàlaad per allargare il loro confine; 14 appiccherò il fuoco alle mura di Rabbà e divorerà i suoi palazzi tra il fragore di un giorno di battaglia, fra il turbine di un giorno di tempesta; 15 il loro re andrà in esilio, egli insieme ai suoi capi”, dice il Signore. 1 Così dice il Signore: “Per tre misfatti di Moab e per quattro non revocherò il mio decreto, perché ha bruciato le ossa del re di Edom per ridurle in calce; 2 appiccherò il fuoco a Moab e divorerà i palazzi di Keriòt e Moab morirà nel tumulto, al grido di guerra, al suono del corno; 3 farò sparire da lui il giudice e tutti i suoi capi ucciderò insieme con lui”, dice il Signore.

Commento

Continua questo che potremmo chiamare il giudizio di Dio sulle nazioni. Il dato sorprendente è che Edom, Teman, gli ammoniti, i Moabiti, hanno nei secoli una storia in comune. C’è una parentela lontana che li costituisce fratelli e che attende il suo svelamento e il suo compimento nella pace portata dal Messia, ma che è già nella loro origine comune. Una parentela che non li accomuna solo per caratteristiche biologiche o spirituali, ma che è dentro la loro stessa storia. Così nel brano di oggi compare l’Idumea che discende da Esaù, il fratello gemello di Giacobbe. Così compaiono gli Ammoniti e i Moabiti che discendono dalle due figlie di Lot. C’è dunque una lontana e misteriosa storia comune delle nazioni che le collega da una parte al popolo di Dio e dall’altra fra di loro. C’è dunque, secondo la Parola di Dio, una universale parentela originaria che in ogni caso postula la pace e quindi mette ancora più in evidenza la gravità dell’inimicizia e dei suoi misfatti. Il male più grave qui riportato è quello che dice che per allargare i suoi confini Galaad ha sventrato le donne incinte. Questo è il misfatto più grande, più drammatico, più terribile. Eppure quando sentiamo raccontare da Sr. Rita dei bambini in Brasile siamo sullo stesso livello di brutalità. Per questo tutti devono impegnarsi per la pace, ciascuno secondo quanto può fare ogni giorno. Vorrei sentire dentro di me parole di speranza, ma quando parlo con  i miei ragazzi e faccio una gran fatica (anche se non ci rinuncio) a sentire in loro parole di rispetto, di pace come è difficile per me avere un cuore leggero che cerca la pace! Quando mi sento dire con sempre più convinzione che “ non me ne frega  niente di chi sta male”, penso che abbiamo tutto da ricostruire in termini di valori, di vita, di cuore e di anima. ecco la profezia di questo tempo incerto: accompagnare i nostri ragazzi dentro questo mondo complesso, aiutandoli a stare in piedi, sperando che approdino ad un futuro bello.

Preghiamo

Preghiamo per tutti i ragazzi

Dal vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù diceva alle folle:
«Quando vedete una nuvola salire da ponente, subito dite: “Arriva la pioggia”, e così accade. E quando soffia lo scirocco, dite: “Farà caldo”, e così accade. Ipocriti! Sapete valutare l’aspetto della terra e del cielo; come mai questo tempo non sapete valutarlo? E perché non giudicate voi stessi ciò che è giusto?  Quando vai con il tuo avversario davanti al magistrato, lungo la strada cerca di trovare un accordo con lui, per evitare che ti trascini davanti al giudice e il giudice ti consegni all’esattore dei debiti e costui ti getti in prigione. Io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo».

6 pensieri su “venerdì 23 ottobre

  1. sr Rita

    Ritorna la causa del male che Dio minaccia di compiere verso chi ha maltrattato altri popoli. “Ha inseguito con la spada suo fratello e ha soffocato la pietà verso di lui.” Le violenze domestiche di cui ogni giorno sentiamo notizia, le violenze tra i popoli, tra le classi sociali nascono dalla bramosia di inseguire con la spada il fratello. E la spada, oggi, prende molti nomi: coltello da cucina, sostanze stupefacenti, pistole, fucili, altiforni, dirupi…La pietà, quella che dovrebbe nascere naturalmente nel cuore di ogni uomo viene soffocata, anche tra familiari, amici, colleghi di lavoro…E non sempre questi fatti nascono dall’indifferenza: non mi importa di te, ma da un malsano legame di passione che si traduce in odio, in rifiuto, in volontà di eliminare la persona che non si riesce a possedere.
    Chiediamo al Signore che doni all’uomo un poco di sapienza per ritornare a guardare in faccia la persona come “fratello-sorella” e non come oggetto da possedere ed eliminare.

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  2. Elena

    Com’è facile la risposta violenta ad un evento che non ci va, una risposta violenta a ciò che non possiamo possedere a modo nostro e secondo i nostri desideri. Siamo peggiori delle bestie nel non controllare le nostre passioni e le nostre rabbie, o le nostre perversioni.
    Pace, Signore…. riportaci alle cose sane, alle cose belle, alle cose giuste e buone. Sana questa nostra bruttura interiore con la pietà e con l’amore, dacci una più responsabile consapevolezza. Permettici di ritrovare la nostra dignità in Te…. Pace , Signore….
    Prego per alcuni miei alunni in difficoltà, così piccoli e già così esposti alle brutture e alle seduzioni di un mondo che conosce ed opera la violenza…..
    Pace, Signore….
    Elena

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  3. marpy

    Parlando di “ragazzi” non posso non pensare ai miei figli.
    Non posso entrare nei loro pensieri e nel loro cuore, non posso forzare nulla, ma posso piantare un semino di pace e di bene in loro, attraverso esperienze ed incontri che lascino un segno in loro. Un segno che vada controcorrente, contro la logica del menefreghismo, dell’egoismo, dell’indifferenza. Verso la logica dell'”I CARE”…ho a cuore, mi prendo cura di chi incontro sulla mia strada, soprattutto se meno fortunato di me.
    Una preghiera per loro, dono preziosissimo.

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  4. Anonimo

    Anna
    Sento di esprimere una speranza che si legge, nonostante le dure espressioni sempre nella Sua Parola.
    E noi che crediamo nella Sua resurrezione e sappiamo che Lui ha saputo sconfiggere il male, in Lui abbiamo un alleato, un compagno che nonostante le nostre debolezze e le nostre povere vite semina bene attraverso di noi.
    Mi viene in mente la preghiera di san Francesco ancora tanto attuale.
    Credo che nella nostra società nonostante il male qualcosa sta cambiando e la natura con i suoi sconvolgimenti ci sta aiutando a capire che non si può andare avanti così e tanti e anche molti giovani sognano un mondo diverso, acccogliere i loro sogni ecco il nostro compito.
    Anna

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  5. sr.Alida

    Vi leggo solo ora ,grazie per le preghiere intercessioni ,alle quali mi unisco in preghiera e per l’oggettiva lettura della realtà

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  6. sr.Alida

    Della Parola , che corrisponde al nostro tempo.Mi chiedo come possiamo non accorgerci, che non ci diamo la vita da noi .Come possiamo costruire cose belle , utili ,quasi necessarie,penso alle cose piu’ banali ,dalle sedie alle strade..a grandi palazzi ,ai progressi della medicina ecc.e non capire ,che ci distruggiamo da soli,quando prevale ,tutto quanto descritto nei commenti di oggi ?Non ci ricordiamo della FONTE a nostra portata di mano . Mi chiedo anche nel mio piccolo ,quale contributo offro per la pace,per il bene dell’altro?Per dare un pò voce ,anche a quel bene ,che pure c’è nascosto in noi e attorno a noi.Così dar voce alla speranza per il futuro e alle nuove generazioni.,.Fà che possa ,o Signore operare la pace.nelle piccole cose di ogni giorno.

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