venerdì 23 giugno

di | 22 Giugno 2017

home2 Matteo  26,36-46                                             

 36 Allora Gesù andò con loro in un podere, chiamato Getsèmani, e disse ai discepoli: «Sedetevi qui, mentre io vado là a pregare». 37 E, presi con sé Pietro e i due figli di Zebedeo, cominciò a provare tristezza e angoscia. 38 E disse loro: «La mia anima è triste fino alla morte; restate qui e vegliate con me». 39 Andò un poco più avanti, cadde faccia a terra e pregava, dicendo: «Padre mio, se è possibile, passi via da me questo calice! Però non come voglio io, ma come vuoi tu!». 40 Poi venne dai discepoli e li trovò addormentati. E disse a Pietro: «Così, non siete stati capaci di vegliare con me una sola ora? 41 Vegliate e pregate, per non entrare in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne è debole». 42 Si allontanò una seconda volta e pregò dicendo: «Padre mio, se questo calice non può passare via senza che io lo beva, si compia la tua volontà». 43 Poi venne e li trovò di nuovo addormentati, perché i loro occhi si erano fatti pesanti. 44 Li lasciò, si allontanò di nuovo e pregò per la terza volta, ripetendo le stesse parole. 45 Poi si avvicinò ai discepoli e disse loro: «Dormite pure e riposatevi! Ecco, l’ora è vicina e il Figlio dell’uomo viene consegnato in mano ai peccatori. 46 Alzatevi, andiamo! Ecco, colui che mi tradisce è vicino».

Commento

Gesù si avvia verso la sua passione e porta con sé nel Getsemani i suoi discepoli. Quasi a dire che egli vuole chiedere a loro di condividere la sua stessa sorte, di stare accanto a Lui nel momento più drammatico della sua vita. Ma sappiamo come è andata a finire, i suoi amici dormono, altro che vegliare. Questo dormire non è forse segno dell’incapacità del discepolo di seguire fino in fondo il maestro? Non siano noi troppo fragili per un impresa così grande? Eppure anche in questa occasione Gesù ci indica un cammino, una strada, un modo per affrontare questo momento. Per Lui, Gesù, l’arma vincente è la preghiera. Certo una preghiera drammatica e intensa dove chiede a Dio suo Padre di allontanare questa prova della croce, ma una preghiera che sa aggiungere anche quella capacità di abbandonarsi al suo stesso padre. Il Grande dono della preghiera è la sua capacità di proporre un pensiero,  un’attenzione e un dialogo. Il frutto del dialogo è certamente l’obbedienza al Padre, ma proprio per questo l’angoscia di uno stato d’animo entra nello splendore di una relazione d’amore. Questa del Getsemani è l’ultima grande prova, l’ultima tentazione di Gesù. È la prova, la tentazione di fuggire via della propria missione ormai segnata: dare la vita. La preghiera così intensa permette a Gesù di non essere travolto dalla prova, ma di uscire vincitore da questa situazione. In questo luogo dell’ultima tentazione Gesù accetta anche quello che forse costituisce la punta dell’angoscia, cioè la solitudine! Come sappiamo, esperienza straordinaria quella della solitudine cristiana, che in tutta la sua drammaticità è grembo di comunione : con il Padre. E con l’intero genere umano.

Preghiamo

Preghiamo per Sebastian

3 pensieri su “venerdì 23 giugno

  1. sr Rita

    …però non come voglio io, ma come vuoi tu. Gesù può dire così al Padre perché sa che può contare su di lui. Sa che la volontà del Padre è un bene. Certo, Gesù paga il prezzo di questa volontà, ma sappiamo che la volontà di Gesù e la volontà del Padre coincidono. Preghiamo affinché riusciamo a entrare nella volontà del Padre così che la sua la nostra volontà sia una cosa sola.
    Preghiamo per la salute di Simona.

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  2. . Elena

    Questa pagina della Parola mi riporta inevitabilmente alla solitudine di fronte alle esperienze più drammatiche della nostra vita. La fragilità di ciascuno lascia solo l’altro ed è vero che non riusciamo a seguire il Maestro fino alla fine, e non sempre riusciamo a seguire neppure l’altro fino alla fine…. Non io, sicuramente…. E nel chiedere perdono per questa pochezza, penso che la preghiera ci aiuti ad essere più forti di fronte alla prova!
    Prego per Sebastian, Simona e per Francesca e Nate che oggi si sposano. Possano esserci, l’uno per l’altra, fino alla fine….

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  3. sr Alida

    Un tratto della Parola che è arduo per la nostra capacità e per la nostra debole volontà …Ma mi son meravigliata che al termine del catechismo di terza elementare ,incontrando i bambini ad uno ad una (14)chiedendo quale momento ti ricordi di più o cosa ti è piaciuto di questo anno ,almeno la metà mi ha risposto :Gesù che pregava nell’orto degli ulivi ,…qualcuno aggiungeva ..e i discepoli dormivano …
    Unandomi alle intenzioni di oggi ,chiedo per noi ,per ogni cristiano il senso di abbandono alla volontà del Padre

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