venerdì 20 gennaio

di | 19 Gennaio 2017

trinità Matteo 6,9-15        

 9 Voi dunque pregate così: Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, 10 venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. 11 Dacci oggi il nostro pane quotidiano, 12 e rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori, 13 e non abbandonarci alla tentazione, ma liberaci dal male. 14 Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; 15 ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe.

Commento

Siamo al cuore di tutto il discorso della montagna: la preghiera del Padre nostro. Se questo è il cuore del discorso, allora questa preghiera è un po’ come l’invocazione a crescere nell’essere luce, nell’essere sale, nella sequela del Signore. Quello che si chiede è fondamentalmente la comunione con il Padre. La preghiera non è per portare Dio a fare quello che vogliamo noi, ma è per crescere nella comunione con Lui, con il suo disegno di salvezza e di amore per tutta l’umanità.  E questo a partire dalla meraviglia dell’esordio: “Padre nostro che sei nei cieli…”. Quel “nostro” dice già come la nostra comunione con Dio passa ed esige la comunione tra noi. E’ un “nostro” molto esigente! Non lo si può pronunciare se non in un orizzonte di riconciliazione e di comunione che non ammette esclusioni. Non può ammettere i limiti inevitabili delle culture, delle tradizioni, delle fedi religiose o delle incredulità, va oltre ogni evento che abbia generato divisione, avversità, inimicizia. Già dunque la semplice locuzione “Padre nostro” ha come suo presupposto la pace universale e profonda. Anche perché le parole che seguono “che sei nei cieli” non sono dette per isolare Dio da noi e dalla nostra storia, per confinarlo in un “al di là” che ci consenta di navigare nelle nostre dispute piccole e grandi. Quel “che sei nei cieli”  esige che anche le “ragioni” più gravi e inevitabili di ogni possibile divisione o inimicizia debbano cedere perché al di là e sopra di tutto c’è il Padre! Ed è meraviglioso cogliere il mistero della nostra comunione con il Padre proprio a partire dalla nostra piccolezza e da tutte le nostre povertà, compresi i nostri stessi peccati. Per questo gli chiediamo “il nostro pane quotidiano”, perché se non è Lui a nutrirci e sostenerci non possiamo pensare di camminare con le nostre forze! Per questo il pane “quotidiano”, nella ricchezza significativa del termine, è anche il pane essenziale, il pane necessario per vivere.

Preghiamo

Preghiamo anche oggi per tutte le persone che vivono la tragedia della neve e del terremoto.

3 pensieri su “venerdì 20 gennaio

  1. Sr rita

    Padre nostro. Abbiamo un padre. Siamo figli.frutto di amore. NOI e non IO. Siamo una famiglia di figli e di fratelli. Non abbiamo scelto ne il padre ne i fratelli
    Cinzia siamo trovati così come famiglia. Pensando ai fratelli terremotati noi pensiamo a qualcuno che ci appartiene. Pe t questo soffriamo e preghiamo e vorremmo fare qualcosa per loro. Padre provvedi ai tuoi figli nostri fratelli.

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  2. Elena

    Padre nostro…tutti raccolti, voluti, amati, perdonati, nutriti sotto lo stesso cielo, sotto lo sguardo di Dio che è Padre amorevole e giusto per tutta l’umanità.
    Abbi cura dei tuoi figli, Padre, ed in particolare di coloro che soffrono in questo inverno e tempo difficile, senza tregua… E a noi, spesso spettatori di eventi tristi di fronte ai quali ci sentiamo impotenti, da la forza di resistere alla tentazione dell’indifferenza. Preghiamo uniti per i fratelli in difficoltà.

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  3. sr.Alida

    Proprio oggi anche ai bambini del catechismo di terza elementare introduciamo il Padre Nostro…Quel “nostro “come dice don Sandro è esigente..e va pregato con il cuore di vasti orizzonti ,invocando la pace e il Suo disegno di salvezza per l’umanità ..Mi inpegna a pensare solennemente a ciò che prego .Bello pensare che al di sopra di ogni nostra quisquiglia ,peccato o povertà ,vi è un Padre che vuole il vero bene dei Suoi figli e ci offre una vita bella che non passa.
    Rinnonvo di cuore la preghiera per la gente provata dal freddo ,dal terremoto e dalla neve…Per l’unità dei cristiani ,perchè ogni vicenda di dolore ,possa scoprire nel Padre di tutti e nella solidarietà dei fratelli ,la speranza e la consolazione.

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