Venerdì 2 dicembre

di | 1 Dicembre 2016

lorenzo_lotto-nativita_1523Siracide 46,11-20

3Samuele, amato dal suo Signore,
profeta del Signore, istituì la monarchia
e unse dei prìncipi sul suo popolo.
14Secondo la legge del Signore governò l’assemblea
e il Signore volse lo sguardo benevolo su Giacobbe.
15Per la sua fedeltà si dimostrò profeta
e per le sue parole fu riconosciuto veggente degno di fede.
16Egli invocò il Signore, il Sovrano,
quando i nemici lo premevano all’intorno,
con l’offerta di un agnello da latte.
17Il Signore tuonò dal cielo
e con grande fragore fece udire la sua voce;
18sterminò i capi degli abitanti di Tiro
e tutti i prìncipi dei Filistei.
19Prima dell’ora del suo sonno eterno 
attestò davanti al Signore e al suo unto:
«Né denari né sandali
ho preso da alcuno»,
e nessuno poté contraddirlo.
20Ancora dopo che si fu addormentato profetizzò,
predicendo al re la sua fine;
anche dal sepolcro levò la sua voce
per cancellare con una profezia l’iniquità del popolo.

Commento

Ora ecco la figura di Samuele grande profeta, giudice e consigliere di re. È lui che storicamente unge il primo re di Israele, Saul. È lui che va alla ricerca di Davide per ungerlo re. Insomma con Samuele si afferma in Israele l’epoca della monarchia. Storicamente siamo intorno al 1300 – 1200 A.C. il cardinal Martini aveva descritto molto bene in un suo libro il compito sociale, politico e religioso di Samuele. Possiamo dire così: dopo l’ingresso nella terra promessa e la guerra di conquista di Giosuè, lentamente si va a formare il popolo di Israele. Lo stesso popolo ad un certo punto chiede un re perché possa governare. Samuele è il protagonista di questo passaggio, di cui tra l’altro non è molto convinto. Questa poca convinzione deriva dal fatto che Samuele è ben conscio che consegnarsi nelle mani di un re vuol dire consegnarsi in mano ad un potere che può essere buono, ma anche malvagio. L’unico vero re è Dio. Ecco allora che il compito di Samuele non sarà solo quello di ungere re, ma di ricordare ai re cosa vuol dire governare facendo il bene del popolo. Lui stesso vivrà una vita molto sobria, che non accetta compensi, che vive onestamente, che è interamente dedicata al servizio della gente. Questo ci porta a dire che l’esercizio vero del potere è l’operare al servizio del bene comune. Abbiamo forse smarrito il senso del bene comune, anche se la dottrina sociale della chiesa sempre ci ricorda questo bene comune. Esso si esercita nella pratica della giustizia, nella pratica della ricerca di condizioni di vita buone per tutti gli uomini e nella pratica di un potere che è attento alle parti più sofferenti del popolo. Quello di Samuele mi sembra un grande insegnamento per noi uomini e donne di questo tempo.

Preghiamo

Preghiamo per tutti coloro che ci governano.

3 pensieri su “Venerdì 2 dicembre

  1. sr Rita

    «Né denari né sandali ho preso da alcuno». Potessimo tutti dire così quando concludiamo un servizio, un lavoro, una relazione. Preghiamo per gli italiani chiamati ad esprimersi nel referendum. Preghiamo per noi affinché impariamo a rispettare i beni altrui e cercare il bene di tutti.

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  2. Elena

    Come deve essere difficile non lasciarsi affascinare dalla ricchezza che accompagna il potere. Come deve essere difficile per un re, o un qualsiasi governante, vivere al servizio e ricordarsi del bene comune prima che del proprio bene personale.
    Preghiamo per chi ci governa, perché, al di sopra di ogni campagna elettorale e di ogni bla bla bla, realizzi un incarico di vero servizio per il popolo affidatogli. E sa Dio quanto è difficile avere un buon governo!

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  3. sr.Alida

    “Ne denari ,ne sandali,ho preso da alcuno “Mi unisco alla preghiera per tutti i governanti ,per il referendum dell’Italia.Perchè chi governa ,i popoli e nazioni sappiano imitare Samuele ,facendo del bene e creando condizioni di vita buone per tutti ,nella politica di un potere che è piu’ attento alle parti piu’ sofferenti .

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