venerdì 18 gennaio

di | 18 Gennaio 2019

giobbeGiobbe 24,15-25

[15]L’occhio dell’adultero spia il buio
e pensa: «Nessun occhio mi osserva!».
[16]Nelle tenebre forzano le case,
di giorno se ne stanno nascosti:
non vogliono saperne della luce;
[17]l’alba è per tutti loro come spettro di morte;
quando schiarisce, provano i terrori del buio fondo.
[18]Fuggono veloci di fronte al giorno;
maledetta è la loro porzione di campo sulla terra,
non si volgono più per la strada delle vigne.
[19]Come siccità e calore assorbono le acque nevose,
così la morte rapisce il peccatore.
[20]Il seno che l’ha portato lo dimentica,
i vermi ne fanno la loro delizia,
non se ne conserva la memoria
ed è troncata come un albero l’iniquità.
[21]Egli maltratta la sterile che non genera
e non fa del bene alla vedova.
[22]Ma egli con la sua forza trascina i potenti,
sorge quando più non può contare sulla vita.
[23]Anche Dio gli concede sicurezza ed egli sta saldo,
ma i suoi occhi sono sopra la sua condotta.
[24]Salgono in alto per un poco, poi non sono più,
sono buttati giù come tutti i mortali,
falciati come la testa di una spiga.
[25]Non è forse così? Chi può smentirmi
e ridurre a nulla le mie parole?

Commento

Voglio trarre una piccola conclusione prima di continuare nella nostra lettura. Quasi la necessità di mettere un punto fermo, un chiodo piantato, un cardine su cui far girare la parola. Giobbe e gli amici vedono la stessa realtà, ma la interpretano in modo diametralmente opposto. Giobbe si mette solidale, dalla parte delle vittime, gli amici guardano solo il possibile male. E che cosa vede Giobbe dal suo punto di vista di uomo che soffre? egli vede una grande ingiustizia che viene messa in atto contro il povero e il malato, contro chi soffre. Giobbe muore di fame e di dolore e gli amici fanno la filosofia del cibo e della vita. L’uomo di oggi soffre e noi facciamo la filosofia della sofferenza e della povertà. Sembra quasi che abbiamo sempre più necessità di costruire pensieri , regole, ideologie e filosofie e magari anche teologie che servono per non vedere i poveri, per giustificare lo scarto umano che il tempo di oggi si porta dietro. Un pensiero che non cambia il mondo, questo denuncia Giobbe. Egli invece vuole un gesto, una parola, un amico, un Dio che possa stare vicino al soffrire umano. Giobbe continua la sua lotta, generazione dopo generazione. E attende risposte solidali e vere, non falsa misericordia. Dagli uomini, da noi, e da Dio.

Preghiamo

Preghiamo per tutti poveri

4 pensieri su “venerdì 18 gennaio

  1. . Elena

    Una preghiera condivisa per tutti i poveri, per tutte le povertà e le miserie dei nostri giorni….

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  2. srAlida

    Che mi aiuti il Signore a vivere nel mio piccolo, l’essere attenta alla sofferenza ,ai più poveri,
    ad essere povera ,a vivere e far vivere di ciò che giusto . Mi unisco alla preghiera per tutte le povertà .

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  3. srAlida

    Oggi inizia la settimana di preghiera per l’unità dei cristiani ,preghiamo con la Chiesa ,e per l’unione di tutte le comunità .

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  4. sr Rita

    Impressionate e vera la descrizione del peccatore che odia la luce…Perché la luce fa la verità.

    Rispondi

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