Sabato 19 gennaio

di | 18 Gennaio 2019

giobbe Giobbe 26

1]Giobbe rispose:

[2]Quanto aiuto hai dato al debole
e come hai soccorso il braccio senza forza!
[3]Quanti buoni consigli hai dato all’ignorante
e con quanta abbondanza hai manifestato la saggezza!
[4]A chi hai tu rivolto la parola
e qual è lo spirito che da te è uscito?
[5]I morti tremano sotto terra,
come pure le acque e i loro abitanti.
[6]Nuda è la tomba davanti a lui
e senza velo è l’abisso.
[7]Egli stende il settentrione sopra il vuoto,
tiene sospesa la terra sopra il nulla.
[8]Rinchiude le acque dentro le nubi,
e le nubi non si squarciano sotto il loro peso.
[9]Copre la vista del suo trono
stendendovi sopra la sua nube.
[10]Ha tracciato un cerchio sulle acque,
sino al confine tra la luce e le tenebre.
[11]Le colonne del cielo si scuotono,
sono prese da stupore alla sua minaccia.
[12]Con forza agita il mare
e con intelligenza doma Raab.
[13]Al suo soffio si rasserenano i cieli,
la sua mano trafigge il serpente tortuoso.
[14]Ecco, questi non sono che i margini delle sue opere;
quanto lieve è il sussurro che noi ne percepiamo!
Ma il tuono della sua potenza chi può comprenderlo?

Commento

Siamo arrivati alla fine dei dialoghi tra Giobbe e gli «amici».  Giobbe non si è accontentato delle risposte perfette alle domande facili e banali; avrebbe voluto che qualcuno prendesse sul serio, anche senza rispondere, le sue domande difficili e disperate. Ma soprattutto non può accettare un’idea di Dio che per affermare la propria grandezza umilia e denigra gli esseri umani, negando la loro verità e innocenza. Ma Giobbe ha altri pensieri «Bell’aiuto hai prestato al debole! Bel sostegno a un braccio sfinito! Bei consigli hai suggerito all’ignorante, che belle prove di sottigliezza! Giobbe si chiede di fronte ai discorsi degli amici: a chi parlavi? Per ogni persona che parla, soprattutto quando parla e scrive pubblicamente, deve arrivare il momento in cui chiedersi: «A chi sto, veramente, parlando? Per chi sto, veramente, scrivendo? E che posto ha la verità nella mia parola?». Sentire l’urgenza dell’onestà della parola è una tappa fondamentale nella vita di chi parla e scrive, e quindi praticamente nella vita di tutti.

Preghiamo

Preghiamo per Luca e Michela

3 pensieri su “Sabato 19 gennaio

  1. sr Rita

    Le parole di Giobbe mi sembrerebbero rivolte a Dio più che agli amici. Solo Dio fa tutte le azioni elencate. Comunque sia, parlare o non parlare di fronte al dolore è una cosa seria che chiede discernimento, umiltà e anche un poco di fede. Prego per la mamma di Sr Mariella che è molto malata.

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  2. . Elena

    Le parole hanno un peso, sempre. Pronunciate o scritte, hanno un grande valore. Quante volte mi ritrovo a chiedere ” il dono della giusta parola”! È sempre così difficile, perché ci sono cose che sono inesprimibili, ed è così facile toccare corde delicatissime che possono vibrare e risuonare per sempre… Occorre pudore, quando si parla e si scrive, e tanta umiltà, che a volte manca. Prego per Luca e Michela, per i bimbi, per la mamma di sr. Mariella, per Renato, per Bruna e Cesare, per coloro che soffrono.

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  3. srAlida

    Tacere o parlare a tempo opportuno,tacere parole inutili e dire l’essenziale quando serve ,nelle sofferenze si tace sopratutto….Chiedo al Signore questo equilibrio di parola …..mi unisco e prego per le intenzioni di ciascuno per Alex e la sua famiglia , il bambino dell’intervento alla testa ,è stato rimandato l’intervento …

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