venerdì 16 ottobre

di | 15 Ottobre 2020

Mc 10,23-31    

23 Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!». 24 I discepoli erano sconcertati dalle sue parole; ma Gesù riprese e disse loro: «Figli, quanto è difficile entrare nel regno di Dio! 25 È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». 26 Essi, ancora più stupiti, dicevano tra loro: «E chi può essere salvato?». 27 Ma Gesù, guardandoli in faccia, disse: «Impossibile agli uomini, ma non a Dio! Perché tutto è possibile a Dio». 28 Pietro allora prese a dirgli: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito». 29 Gesù gli rispose: «In verità io vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, 30 che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà. 31 Molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi saranno primi».

Commento

La lascio tutta quell’immagine goffa di un cammello che vuole passare per la cruna di un ago. Fa sorridere quel tentativo del cammello. Qualcuno ha tentato di addolcire la frase e l’immagine traducendo il cammello con la canapa, la corda degli ormeggi che forse è meno ironica. Ma secondo me Gesù ha proprio parlato di un cammello. Perché lui con i ricchi e la ricchezza non aveva dimestichezza. Aveva più dimestichezza con sorella provvidenza. Non è che non vuole i ricchi, ma vuole dei ricchi che condividono, che spartiscono, che sono generosi. Vuole tutti fratelli. Vuole un economia solidale. La ricchezza salva? Forse, si se ci salviamo tutti insieme. No, se è frutto di profitto e di ingiustizie. Ma allora chi si salva? Anzi è meglio dire “E chi può essere salvato?” in ogni modo la salvezza è sempre un “essere salvati” e non un “salvarsi” grazie alle mie ricchezze. E qui ritorna lo sguardo di Gesù, questa volta posato sui discepoli e accompagnato dall’affermazione forte: “Impossibile agli uomini, ma non a Dio! Perché tutto è possibile a Dio”. Riflettere su queste parole aiuta a non lasciarsi sedurre da considerazioni socioeconomiche, per cogliere in ogni modo la vita nuova in Gesù sempre e solo come dono di Dio!

Preghiamo

Preghiamo per l’Italia

3 pensieri su “venerdì 16 ottobre

  1. Elena

    Nulla è impossibile a Dio…
    Occorre crederlo, saperlo, occorre farne esperienza nelle piccole cose di tutti i giorni. Allora, anche i momenti più difficili si superano e le nostre grandi fatiche si stemperano nello scoprire quanto è grande la Provvidenza, quella della condivisione del poco o del tanto che si ha, e che diventa abbondante per tutti. A partire dai piccoli doni che ciascuno ha in sé, fino alle ricchezze materiali… Tutto può essere messo in comune. E la gioia della gioia e per la gioia altrui riempie ogni parte di noi… E dà un altro sapore alla nostra stessa vita!
    Preghiamo per un gruppo di bambini della mia scuola che attraversa un periodo tanto difficile.

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  2. sr Alida

    Tutto è possible a Dio. Crediamolo contutto il nostro essere… Mentre mi unisco alla preghiera per l’Italia e per gruppo di bimbi in difficoltà, una preghiera per i bambini che domani qui a Cantello ricevono la prima Comunione.

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  3. Sr. Rita

    Cammello animale o canapa…la dice lunga sulle nostre viste corte.Gesu guarda oltre. Arriva all’impossibile perché sa che le dimensioni dell’amore sono infinite. Ce la faremo a crederci?

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