venerdì 15 maggio

di | 14 Maggio 2020

Lc 22,66-71    

66Appena fu giorno, si riunì il consiglio degli anziani del popolo, con i capi dei sacerdoti e gli scribi; lo condussero davanti al loro sinedrio 67e gli dissero: «Se tu sei il Cristo, dillo a noi». Rispose loro: «Anche se ve lo dico, non mi crederete; 68se vi interrogo, non mi risponderete. 69Ma d’ora in poi il Figlio dell’uomo siederà alla destra della potenza di Dio». 70Allora tutti dissero: «Tu dunque sei il Figlio di Dio?». Ed egli rispose loro: «Voi stessi dite che io lo sono». 71E quelli dissero: «Che bisogno abbiamo ancora di testimonianza? L’abbiamo udito noi stessi dalla sua bocca».

Commento

Arriva il giorno (la tradizione ci dice che è venerdì, venerdì santo) e inizia il processo, quello ebraico, perché Gesù subirà due processi, quello ebraico e poi quello romano che serve da ratifica al primo processo. Questi pochi versetti che concludono il cap.22 sono la celebrazione della drammatica rottura tra Gesù e l’ufficialità dell’ebraismo. Proprio quel “consiglio degli anziani del popolo, con i capi dei sacerdoti e gli scribi” che raccoglie il volto più autorevole della fede ebraica si chiude radicalmente all’annuncio di Gesù. La loro richiesta a che Egli dica apertamente se è il Cristo è solo la ricerca del capo d’accusa che lo condannerà a morte. E per questo Gesù denuncia la loro reale chiusura davanti al mistero della sua Persona: “…non mi crederete…non mi risponderete” La domanda dei “capi” “Tu dunque sei il Figlio di Dio?”  mette in evidenza l’immensità della persona e dell’opera di Gesù. Il Figlio dell’uomo, cioè l’uomo Gesù, e appunto, in Lui, l’intera umanità, è il Figlio di Dio. Siamo assolutamente al centro e al cuore della fede cristiana. Gesù non fa altro che confermare quello che essi stessi hanno appena detto: “Voi stessi dite che io lo sono” Dicono di non avere più bisogno di testimonianze perché hanno udito dalla bocca stessa di Gesù il motivo della sua condanna. In realtà sono stati loro stessi, certamente non volendo, ad affermare che l’uomo che stanno per mettere a morte è il Figlio di Dio!

Preghiamo

Preghiamo per l’Europa

3 pensieri su “venerdì 15 maggio

  1. sr Alida

    D’ora in poi il Figlio …siederà….alla destra Gesù è cosciente di ciò che incontrerà ora e lo dice ….rinnovando la fiducia nel Padre ,nel nostro cammino ,Signore Gesù aiutaci a rinnovare in qualsiasi situazione a rinnovare la nostra fiducia in Te e nel Padre .preghiamo per l’Europa .

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  2. Elena

    Leggo tanta ottusità nell’uomo che non riesce ad aprirsi e ad accogliere l’uomo Gesù,figlio di Dio. Quanti segni, quanti miracoli, quante conversioni ci sono volute perché il Messia promesso manifestasse la gloria e la potenza di Dio. E leggo la malafede di chi si arroga ogni legittimità, ogni superiorità, ogni potere in nome di Dio per sottomettere, e soprattutto per condannare ogni alterità, ogni diversità, ed imporre con violenza un’ideologia. Ottusità, malafede e arroganza sono ciò che ci allontana da Dio e dagli altri. Gesù ci chiede un cuore nuovo, affinché il Suo Spirito possa effondersi e generare quell’amore che è espressione dell’amore di Dio per noi. Signore, resta con noi perché possiamo lasciare aperto cuore e mente nel Tuo amore che libera l’uomo, non lo assoggetta. A quello ci pensano altri uomini… Prego con voi per il mondo, per tutti noi.

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  3. Sr Rita

    Tu sei il Cristo? Voi lo dite. Sembra così chiaro e semplice…invece noi abbiamo bisogno di ripete in continuazione la domanda è di sentire la risposta. Fino a quando? Fino a quando avremo fatto una tale esperienza di Gesù da non aver più bisogno di risposte per vederlo, per riconoscerlo e credere che dentro ogni avvenimento lui c’è.

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