interiorità

di | 15 Maggio 2020

perchè questa parola? Non perché voglio scrivere un trattato sul mondo interiore. Non perché voglio dichiarare che un uomo, una donna hanno bisogno di un loro mondo interiore. Tutte queste cose le lascio ai maestri di spiritualità. Questa parola nasce da una serie di incontri online (sono stanco di questi incontri!!!!) e anche di alcuni dialoghi di questi giorni. Il tema da cui tutti questi dialoghi hanno preso il via è stato quello dell’osservanza di tutti i protocolli messi in atto nei vari ambiti della vita sociale per prevenire il contagio. In questi giorni mi sono trovato non tanto a discutere se tali protocolli sono giusti o sbagliati, ma a capire come metterli in atto. Ne abbiamo parlato per quanto riguarda la riapertura delle chiese, dei cre, del lavoro, degli amici. In ogni ambito ci troviamo e ci troveremo sempre più costretti a star dentro in questi protocolli. Ne sono convinto è giusto così. Per il bene di tutti. Forse lungo la strada andranno rivisti, rivisitati, ma sicuramente abbiamo bisogno di questi protocolli. Ad un certo punto mi è come venuto un pensiero. Ma è sufficiente dire di rispettarli? E’ sufficiente esporre pannelli espositivi nei vari ambiti della vita sociale? È sufficiente mettere in atto un’organizzazione che può aiutare a rispettare queste regole? L’esempio che mi ha confermato che tutto questo non è sufficiente è stato questo: oggi si parla per la città di nuova mobilità con più biciclette e meno auto, grazie agli incentivi per l’acquisto. Domanda, ma da che cosa siamo mossi, dall’incentivo o da una scelta consapevole? Seconda domanda: ma quando tutto tornerà nella norma torneremo a girare con l’auto come prima per le nostre città? Terza domanda: ma quale è la domanda vera che dobbiamo farci? Credo che la domanda vera è questa: quanto ho interiorizzato questo nuovo modo di vivere? Quanto è stato fatto mio? Quanto è entrato nel mio cuore come scelta di vita? Ecco perché ho parlato di interiorità. La scrittura sacra afferma che non è quello che entra nel cuore dell’uomo che lo rendo puro, vero, autentico, ma quanto esce dal cuore dell’uomo che lo rendono vero o falso. È l’interiorizzazione responsabile della regola che mi permette di assumerla con serenità e responsabilità e di viverla fino in fondo. Dovremo avere una nostra interiorità che è capace di assumere nel proprio cuore anche delle scelte impegnative che mi permetteranno di vivere in maniera nuova. Se avrò assimilato come importante e rispettosa della mia città fare qualcosa di nuovo per essa, allora diventerà più facile scegliere la bici. E così vale per tutti i protocolli. Se avrò assimilato il valore del rispetto dell’altro farò di tutto per rispettarli, anche se non sempre mi convincono. Sant Agostino scrive: Chi sa amare la vita nuova sa cantare il cantico nuovo. È vero dovremo imparare ad amare una vita completamente nuova. Dovremo abbandonare quella vecchia.  E questa vita nuova da amare sarà tutto quello che avremo messo nel cuore e che ci servirà come bagaglio per il mondo nuovo. Il tutto per cantare un canto nuovo. Il tutto per vivere in maniera nuova perché nel cuore avremo una vita nuova. Per la verità ho sbagliato a scrivere: dovrò io e non gli altri amare la vita nuova che sa cantare un cantico nuovo. Io e il mio cuore saremo il principio del cambiamento.

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