venerdì 14 ottobre

di | 13 Ottobre 2016

fiori Siracide 28,13-26

Maledici il calunniatore e l’uomo che è bugiardo,
perché hanno rovinato molti che stavano in pace.
14Le dicerie di una terza persona hanno sconvolto molti,
li hanno scacciati di nazione in nazione;
hanno demolito città fortificate
e rovinato casati potenti.
15Le dicerie di una terza persona hanno fatto ripudiare donne forti,
privandole del frutto delle loro fatiche.
16Chi a esse presta attenzione certo non troverà pace,
non vivrà tranquillo nella sua dimora.
17Un colpo di frusta produce lividure,
ma un colpo di lingua rompe le ossa.
18Molti sono caduti a fil di spada,
ma non quanti sono periti per colpa della lingua.
19Beato chi è al riparo da essa,
chi non è esposto al suo furore,
chi non ha trascinato il suo giogo
e non è stato legato con le sue catene.
20Il suo giogo è un giogo di ferro;
le sue catene sono catene di bronzo.
21Spaventosa è la morte che la lingua procura,
al confronto è preferibile il regno dei morti.
22Essa non ha potere sugli uomini pii,
questi non bruceranno alla sua fiamma.
23Quanti abbandonano il Signore in essa cadranno,
fra costoro divamperà senza spegnersi mai.
Si avventerà contro di loro come un leone
e come una pantera ne farà scempio.
24aEcco, recingi pure la tua proprietà con siepe spinosa,
24bMetti sotto chiave l’argento e l’oro,
25ama per le tue parole fa’ bilancia e peso.
25be sulla tua bocca fa’ porta e catenaccio.
26Sta’ attento a non scivolare a causa della lingua,
per non cadere di fronte a chi ti insidia.

Commento

I versetti di oggi sono un ampliamento e una sorta di conclusione sul tema della parola. In particolare si sottolinea la condizione misera e di peccato circa l’uso della parola come maldicenza e falsità. Di questo fatto ne sono ben consapevole perché ho praticato e subito la maldicenza. Quasi come una forma di denigrare l’altro per affermare me se stesso. So quanto male provoca nell’altro questa maledetta faccenda e so quanto ci resto male io dopo che ho usato maldicenza. Questo uso della parola giusta e vera è così importante e così vero che qui mi gioco buona parte della mia credibilità. Non è questione di usare parole di misericordia, ma di non usare parole contro l’altro. La calunnia colpisce tre volte: la persona calunniata, quanti concorrono nel diffondere la calunnia e quanti l’ascoltano. Viene chiamata dalla sapienza antica terza lingua perché è il parlare di un terzo che si inserisce con la propria perfidia tra due amici. Il famoso “hai sentito che quello là….. mi hanno detto che. Le conseguenze di questo cattivo uso della parola sono come colpi di spade che fanno cadere l’uomo.  La parola falsa provocano rovina, distruzione di relazioni, sfiducia nell’altro. Per non cadere in questo gorgo che tutto trascina come in un buco nero dice Siracide che bisogna essere uomini di fede. Quindi non vi è soltanto un atto di volontà, che a volte è faticoso, ma un atto divino, di grazia, da chiedere come dono, il dono di una parola vera. Questi tipi di insegnamenti sono molto presenti nella storia della sapienza di Israele e dei popoli antichi. Forse possiamo riassumere questo insegnamento con questa frase di Publilio Severo del 1° sec A. C. “ il linguaggio è specchio dell’anima, come un uomo parla, tale è”

Preghiamo

Preghiamo per Giuliana.

4 pensieri su “venerdì 14 ottobre

  1. sr Rita

    Questa terza persona questa terza lingua che produce maldicenza, calunnia, divisione….chi è? Di solito pensiamo che sia qualcun altro…di nostra conoscenza, uno di cui sospettiamo sempre che parli male di noi o di altri. Ma anche noi talvolta siamo questa terza persona che provoca rottura. Ci sembra di poter dire perché gli altri offrono il fianco a qualche critica….Possiamo mettere in giro alcune osservazioni, teorizzando i comportamenti corretti…In fondo, se ci crediamo migliori degli altri…ci permettiamo di tagliare le gambe e rendere gli altri ancora più “meschini”. Il Signore ci purifichi la lingua perché riveli quello che di buono c’è nel cuore.
    Preghiamo per Sr Donata che oggi, a Strasburgo, subisce un intervento per cancro.

    Rispondi
  2. Elena

    Come è facile diventare terza persona e terza lingua! Dice bene don Sandro, non basta una nostra volontà ad arginare cattive parole, abbiamo bisogno di un dono di grazia. La maldicenza uccide una persona! E con quanta leggerezza se ne fa uso, nonostante sulla propria pelle credo che proprio tutti ne abbiamo provato il dolore e la violenza. Signore, dammi la capacità di fermarmi prima che parole spiacevoli e cattive escano salla mia bocca e, ancor prima dal mio cuore. Dammi il dono del sacro silenzio, quello che salva relazioni e produce comprensione anziché giudizio….
    Prego per Giuliana e per Sr Donata e unisco le mie preghiere alle comuni intenzioni.

    Rispondi
    1. sr.Alida

      Il linguaggio è specchio dell’anima .Poni ,Signore ,una custodia alla mia bocca e sorveglia la porta del mio cuore.Non basta la volontà ,chiedo il Tuo dono di grazia ..Di cuore mi unisco alla preghiera per Giuliana e per sr.Donata e per ogni nostra intenzione.

      Rispondi
  3. sr.Alidaome gustare

    Il linguaggio è specchio dell’anima .Poni ,Signore ,una custodia alla mia bocca e sorveglia la porta del mio cuore.Non basta la volontà ,chiedo il Tuo dono di grazia ..Di cuore mi unisco alla preghiera per Giuliana e per sr.Donata e per ogni nostra intenzione.

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.