sabato 15 ottobre

di | 14 Ottobre 2016

fioriSiracide 29,1 – 13

1 Chi pratica la misericordia concede prestiti al prossimo,
chi lo sostiene con la sua mano osserva i comandamenti.
2Da’ in prestito al prossimo quando ha bisogno,
e a tua volta restituisci al prossimo nel momento fissato.
3Mantieni la parola e sii leale con lui,
e in ogni momento troverai quello che ti occorre.
4Molti considerano il prestito come cosa trovata
e causano fastidi a coloro che li hanno aiutati.
5Prima di ricevere, uno bacia la mano del creditore
e parla con voce sommessa delle ricchezze altrui;
ma alla scadenza cerca di guadagnare tempo,
trova delle scuse e incolpa le circostanze.
6Se paga, a stento riceve la metà,
e deve considerarla come una cosa trovata.
In caso contrario, spoglia il creditore dei suoi averi
e senza motivo se lo rende nemico;
maledizioni e ingiurie gli restituisce,
e invece della gloria gli rende disprezzo.
7Molti si rifiutano di prestare non per cattiveria,
ma per paura di essere derubati senza ragione.

Tuttavia sii paziente con il misero,
e non fargli attendere troppo a lungo l’elemosina.
9Per amore del comandamento soccorri chi ha bisogno,
secondo la sua necessità non rimandarlo a mani vuote.
10Perdi pure denaro per un fratello e un amico,
non si arrugginisca inutilmente sotto una pietra.
11Disponi dei beni secondo i comandamenti dell’Altissimo
e ti saranno più utili dell’oro.
12Riponi l’elemosina nei tuoi scrigni
ed essa ti libererà da ogni male.
13Meglio di uno scudo resistente e di una lancia pesante,
essa combatterà per te di fronte al nemico.

Commento

Entriamo in un nuovo argomento, quello dell’aiuto al prossimo sotto forma di denaro. Israele conosce tre forme di aiuto:  fare un prestito, dare denaro in elemosina, fare da garante dinanzi al creditore. Mentre gli altri popoli vicini conoscevano già la pratica del prestito con interesse, la legislazione di Israele non prevedeva, anzi condannava il prestito con interesse e di conseguenza anche l’usura. Questa modalità aveva come scopo quella di tutelare il povero, colui che non poteva restituire. In questo senso la pratica del prestito senza interesse era una forma di giustizia verso i poveri. Oggi sono stato in banca, una banca etica e ho rischiato di perdermi quasi subito nelle parole che non capivo, negli interessi che calavano o crescevo nella misura in cui il mio conto corrente dava garanzie sufficienti. La finanza, l’economia, il denaro stanno al centro di ogni vicenda del nostro tempo e ne governano la vita e la storia. possiamo dire che è sempre stato così, ma oggi il grande idolo è proprio questa finanza che lascia al povero le briciole. Mi sembra che la sapienza di Israele ha saputo elaborare criteri e modi di tutela dei poveri e della povertà. Anche al tempo di siracide si praticavano forme di arricchimento personale, ma la sapienza contrapponeva una sua riflessione pratica che cercava di tutelare il povero. Oggi non so quanto il mondo è in grado di elaborare un pensiero pratico di un’economia etica. Sicuramente ci sono pensieri e azioni  di persone illuminate, ma è quasi inesistente un pensiero comunitario su questi temi.

Preghiamo

Per tutti coloro che sono poveri.

3 pensieri su “sabato 15 ottobre

  1. Elena

    Ricchezza, povertà, da sempre contrapposte ma in fondo sono le due facce della stessa medaglia. Senso civico e forma di saggezza in merito al denaro, al prestito e alla ricchezza-povertà. Anche nei tempi antichi, gli stessi problemi di oggi, perchè dove c’è tanta ricchezza, spesso c’è indifferenza verso chi è bisognoso. A lui si lasciano le briciole, quella parte che neanche si vede sulla tavola o ai piedi di essa perchè si è troppo concentrati sul riempirsi la pancia del pane. Il prestito a chi ne ha bisogno, ma anche una sorta di condivisione dei beni. E poi l’onestà nel restituire, ma anche la compassione per chi restituire non può… Un etica del denaro e della ricchezza che in pochi possiedono. Tant’è che il mondo è sempre diviso in due.
    Prego per ogni forma di povertà materiale e morale e per un’etica della vita che contempli tutti gli esseri umani.

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  2. sr.Alida

    Prego per ogni povertà e per ogni tipo di ricchezza,perchè la lealtà nel vivere questi aspetti ,sopratutto in chiave di denaro ,sia ciò che guida i prestiti, le rese,che il sostegno,la misericordia dei piu’ poveri prevalga .
    Mi unisco alla preghiera per tutti i poveri .

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  3. sr Rita

    “Perdi pure denaro per un fratello e un amico,non si arrugginisca inutilmente sotto una pietra.”
    Questa espressione-comando di Siracide mi ritorna alla mente e al cuore quasi ogni giorno. Ci sono sempre persone che vengono, tornano, nella nostra casa a chiedere. In genere non diamo denaro, ma alimenti, indumenti, materiale scolare. C’è qualcuno che dice: quando ricevo il salario vengo ad aiutare…Un uomo sempre barcollante per l’alcool dice: Che Dio vi benedica, domani porto un poco di legna che vado a raccogliere nel bosco. Di fatto poi nessuno torna a dare qualcosa, ma sempre a chiedere. Quando mi vien la voglia di fare qualche osservazione sulla ripetitività delle richieste, sempre mi pento perché la situazione di povertà(ad ogni livello) è così grande che non si vedono vie di uscita. Vale la pena di “perdere” purchè a questi fratelli non manchi il necessario. Certo, a livello alto i problemi sono più complessi, ma cominciando dai piccoli gesti di ogni giorno, un poco di amore si diffonde.

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