venerdì 11 marzo

di | 10 Marzo 2016

trinitàMarco 4,21-29

 21 Diceva loro: «Viene forse la lampada per essere messa sotto il moggio o sotto il letto? O non invece per essere messa sul candelabro? 22 Non vi è infatti nulla di segreto che non debba essere manifestato e nulla di nascosto che non debba essere messo in luce. 23 Se uno ha orecchi per ascoltare, ascolti!».24 Diceva loro: «Fate attenzione a quello che ascoltate. Con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi; anzi, vi sarà dato di più. 25 Perché a chi ha, sarà dato; ma a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha». 26 Diceva: «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; 27 dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. 28 Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; 29 e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura».

 Commento

 Il tema di oggi è quello dell’avventura del vangelo dentro la storia degli uomini, della sua efficacia e della responsabilità che gli uomini hanno di fronte alla parola. Gesù in queste parole richiama il discepolo del Signore alla logica di una  testimonianza vera del vangelo. il vangelo viene in mezzo agli uomini nella persona di Gesù, viene come luce. Il discepolo è chiamato a porre questa luce sul candelabro, è chiamato a mettere in evidenza la luce di Cristo. Attenzione il discepolo non mette in evidenza la propria luce, ma la luce che è Cristo. Questa è la vera responsabilità del credente che dice di essere discepolo del Signore. È la parola che sta al centro del suo esistere. E  Gesù ancora incalza: il Vangelo è il segreto che deve essere manifestato. E’ il nascosto che deve essere messo in luce. Ancora siamo nella grande responsabilità del discepolo! Il mistero di Dio si consegna veramente all’umanità! E dunque: “Se uno ha orecchi per ascoltare, ascolti!” .  ci viene in soccorso anche la parabola del seme che cresce da solo. In questo caso possiamo parlare del seminatore che è il discepolo. Se egli ha assolto in maniera bella il suo compito di ascoltatore potrà ora seminare e vedrà crescere il seme in maniera automatica. Non è il discepolo che fa crescere il seme, perché cresce spontaneamente. Il discepolo invece è colui che per primo si stupisce e gioisce di questa crescita.

Preghiamo

Vorrei continuare a ricordare Massimo

3 pensieri su “venerdì 11 marzo

  1. Elena

    Forza Massimo, ti sosteniamo con la preghiera e la nostra vicinanza nel Padre!
    Sono belle le parabole ed entrano nel cuore con semplicità, eppure lavloro è una portata grandissima. Ci viene chiesto di ascoltare, far entrare e far crescere in noi, Parola, luce, frutto . Signore, ti ringrazio per il silenzio ed il buio nel quale mi affidi le tue parole. Mi chiedi la responsabilità dell’accortezza, dell’attenzione, della cura. Mi chiedi la generosità dell’adesione.Solo fa’che io sia degna di ciò che semini in me.
    Vorrei ricordare Nicoletta e la sua famiglia, e Maria che attraversano un tempo di grande fatica e di dolore…
    Elena

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  2. sr Rita

    Mettere in evidenza la luce… lasciar cadere il seme nella terra, nascosto…avere orecchi per ascoltare intendere…E’ un misto di verbi attivi e passivi….è la dinamica della vita, dell’amore che cerca, si abbassa, risale, pare morire e poi rifiorisce. Donaci Signore orecchi per ascoltare e cuore per vivere la parola ascoltata e lasciare che dia luce nel luogo giusto. Prego per Massimo e per chi sta facendo fatica a trovare le vie dell’are puro.

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  3. sr.Alida

    Il discepolo chiamato amettere in nevidenza la luce di Cristo..Il mistero di Dio si consegna alla nostra umanità ..Consolante l’aspetto del seme ,che dorma o vegli cresce,una volta poprtato il contributo il discepolo attende,ma continua aseminare,al dilà del risultato,rimane nella pace ,perchè è il Signore,che dona ciò ,che è bene,quando e come far dar frutto.Prego per Massimo e le intenzioni di oggi.

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