giovedì 10 Marzo

di | 9 Marzo 2016

trinità Marco 4,13-20      

13 E disse loro: «Non capite questa parabola, e come potrete comprendere tutte le parabole? 14 Il seminatore semina la Parola. 15 Quelli lungo la strada sono coloro nei quali viene seminata la Parola, ma, quando l’ascoltano, subito viene Satana e porta via la Parola seminata in loro. 16 Quelli seminati sul terreno sassoso sono coloro che, quando ascoltano la Parola, subito l’accolgono con gioia, 17 ma non hanno radice in se stessi, sono incostanti e quindi, al sopraggiungere di qualche tribolazione o persecuzione a causa della Parola, subito vengono meno. 18 Altri sono quelli seminati tra i rovi: questi sono coloro che hanno ascoltato la Parola, 19 ma sopraggiungono le preoccupazioni del mondo e la seduzione della ricchezza e tutte le altre passioni, soffocano la Parola e questa rimane senza frutto. 20 Altri ancora sono quelli seminati sul terreno buono: sono coloro che ascoltano la Parola, l’accolgono e portano frutto: il trenta, il sessanta, il cento per uno».

Commento

Comprendere una parabola come questa, significa non tanto comprenderla dal punto di vista intellettuale, ma significa entrare nel mondo della parabola stessa. È quasi un’adesione di cuore, una comprensione che è affettiva nel senso di aderire con affetto a questa parabola e a tutte le altre parole del vangelo. Questa è sicuramente la parte più difficile del credere. Questo conoscere non è una questione morale, di buon comportamento, si tratta invece di capire il mondo del vangelo e amarlo. Ho insistito così tanto su questa questione perché la spiegazione che Gesù offre della parabola è da porre proprio su questo livello di adesione al mondo del vangelo. La parabola non insegna regole di buon comportamento!!! Se ascoltiamo con attenzione queste parole, scopriamo innanzitutto che i diversi “terreni seminati” sono il cuore delle persone nelle quali il seminatore “semina la Parola”. Noi dunque, siamo terreni seminati. L’accento e quindi l’attenzione non deve porsi sulla domanda o sull’impegno ad essere “terreno buono”. Ognuno è…il seme che è! Per questo è necessario che ci teniamo fedeli a quanto abbiamo ascoltato nei versetti precedenti al nostro testo, per tener fermo che “tutto è grazia”. Il protagonista è il Signore del Vangelo e il Vangelo del Signore! La parabola del seminatore descrive la grande avventura del Vangelo. Non la mia avventura. O meglio, anche la mia avventura, per come sono coinvolto nella grande avventura di Dio. Non c’è il rischio in questo modo di “deresponsabilizzare” la nostra stessa vita? Se accogliamo e accettiamo fino in fondo tutte le parole del Signore, penso di no! Il mio impegno etico sta nell’accettare di essere quello che la Parola dice.

 preghiamo

preghiamo per Massimo gravemente ammalato.

3 pensieri su “giovedì 10 Marzo

  1. sr.Alida

    Adesione del cuore al Vangelo,siamo terreni seminati ..abitati .Tutto è grazia!Accettando di essere ciò che la Parola dice.Mi riconosco terreno superficiale…,chiedo al Signore e a Maria e a S. Giuseppe di cui oggi ha inizio la novena,il giusto atteggiamento del cuore ,per custodire la vita interiore che desidero,dia vita a quel piccolo seme che ,abitato e dedito al servizio …in questa luce ,poter dire tutto è grazia ed avere cuore riconoscente.Mi unisco alla preghiera per Massimo e per tutti gli ammalati gravi .

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  2. sr Rita

    Il Seminatore semina la parola…. Il lavoro di Dio è quello di “creare”, di “dire la parola”, una parola che dà vita, genera salvezza. Il nostro lavoro è quello di ascoltare la parola per avere vita, salvezza. Talvolta ci sostituiamo a Dio e pensiamo sia la nostra parola a salvare, a guidare la nostra vita e quella degli altri…Insegnaci, Signore, a fare il nostro lavoro e tu continua a fare il tuo, con la pazienta e l’amore generoso del seminatore. Prego anche per mio cugino Giuseppe morto oggi a una età matura e serena.

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  3. Elena

    Tu, Signore, sei seme buono in ogni uomo, bello in ogni cosa che fai e che desideri per noi!
    Dacci solo di essere la terra giusta affinchè il Tuo amore dia frutto e si diffonda radicalmente nell’essere umano. Facci buoni contadini, amorevoli e attenti al seme buono e permetti di nutrire con passione terra e seme…
    Prego con voi secondo le intenzioni espresse e ricordo con tenerezza il mio papà, morto da sette anni in una bella giornata piena di fiori e di dolcezza…
    Elena

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