sabato 5 settembre

di | 4 Settembre 2020

At 22,30-23,11                                                                                    30 Il giorno seguente, volendo conoscere la realtà dei fatti, cioè il motivo per cui veniva accusato dai Giudei, gli fece togliere le catene e ordinò che si riunissero i capi dei sacerdoti e tutto il sinedrio; fece condurre giù Paolo e lo fece comparire davanti a loro.  1 Con lo sguardo fisso al sinedrio, Paolo disse: «Fratelli, io ho agito fino ad oggi davanti a Dio in piena rettitudine di coscienza». 2 Ma il sommo sacerdote Anania ordinò ai presenti di percuoterlo sulla bocca. 3 Paolo allora gli disse: «Dio percuoterà te, muro imbiancato! Tu siedi a giudicarmi secondo la Legge e contro la Legge comandi di percuotermi?». 4 E i presenti dissero: «Osi insultare il sommo sacerdote di Dio?». 5 Rispose Paolo: «Non sapevo, fratelli, che fosse il sommo sacerdote; sta scritto infatti: Non insulterai il capo del tuo popolo». 6 Paolo, sapendo che una parte era di sadducei e una parte di farisei, disse a gran voce nel sinedrio: «Fratelli, io sono fariseo, figlio di farisei; sono chiamato in giudizio a motivo della speranza nella risurrezione dei morti». 7 Appena ebbe detto questo, scoppiò una disputa tra farisei e sadducei e l’assemblea si divise. 8 I sadducei infatti affermano che non c’è risurrezione né angeli né spiriti; i farisei invece professano tutte queste cose. 9 Ci fu allora un grande chiasso e alcuni scribi del partito dei farisei si alzarono in piedi e protestavano dicendo: «Non troviamo nulla di male in quest’uomo. Forse uno spirito o un angelo gli ha parlato». 10 La disputa si accese a tal punto che il comandante, temendo che Paolo venisse linciato da quelli, ordinò alla truppa di scendere, portarlo via e ricondurlo nella fortezza. 11 La notte seguente gli venne accanto il Signore e gli disse: «Coraggio! Come hai testimoniato a Gerusalemme le cose che mi riguardano, così è necessario che tu dia testimonianza anche a Roma».

Commento

Paolo afferma che “Fratelli, io ho agito fino ad oggi davanti a Dio in piena rettitudine di coscienza”. Mi chiedo il perché di questa precisazione che sembra porsi come premessa necessaria. Paolo vuole  spiegare a questa assemblea di fratelli di fede che cosa è avvenuto nel suo pensiero e quindi nella sua vita a motivo del Signore Gesù che gli si è rivelato sulla via di Damasco. Paolo di fronte ai farisei non si muove con furbizia e diplomazia, ma nella verità. Anche l’incidente con Anania di cui Paolo sembra scusarsi ai vv.2-5 deve essere considerato come un atteggiamento di rispetto sincero per le istituzioni del popolo di Dio. Se quindi da una parte Paolo certamente usa un argomento sapendo che dividerà un’assemblea ora concorde, ora contro di lui, dall’altra è interessante vedere come lui fariseo sia approdato alla fede di Gesù. Che cosa è avvenuto sulla via di Damasco che ha cambiato così tanto Paolo? Forse si può dire che tutto il farisaismo di Paolo è passato dall’essere opera dell’uomo all’essere grazia, dono di Dio. Non più merito di opere umane, ma salvezza operata da Dio nel sacrificio d’amore di Gesù. Mi sembra infatti che il farisaismo che Gesù per primo ha combattuto non sia certo “la speranza nella risurrezione dei morti”, ma la pretesa di un merito e di un premio attraverso l’osservanza scrupolosa e dei precetti. Il rischio di una salvezza senza Dio, che appunto non sarebbe salvezza ma conquista dell’uomo. Sulla strada di Damasco Paolo ha veramente ricevuto il dono della salvezza. Ma in questo si è compiuto anche l’ “inveramento” di quello che il farisaismo conteneva di buono. Prevale in ogni modo il clima di rissa pericolosa che suggerisce al comandante di allontanare Paolo da quell’assemblea in tumulto. Paolo attraverso la visita del Signore in carcere capisce che la sua missione finirà a Roma, lì porterà a compimento il suo percorso di vita: da fariseo osservante a uomo della grazia fino al dono della vita.

Preghiamo

Preghiamo per le nostre comunità parrocchiali

2 pensieri su “sabato 5 settembre

  1. sr Alida

    Dall’essere opera di uomo all’essere grazia …salvezza che dio opera per mezzo della croce di Gesù ….Che bello vedere questo Paolo cambiato,ma come arduo il suo cammino ,chiedo al Signore la forza per le chiese perseguitate ancora oggi ,mi han suggerito India ,Nigeria ,Cina e chissà quali altre….Mi unisco alla preghiera per i nostri ragazzi e per le nostre comunità parrocchiali .

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  2. Elena

    La fede e la testimonianza sono fortissime in Paolo. Una grande aderenza al Cristo, dall’incontro sulla via di Damasco. Un incontro che cambia profondamente la vita, se ci lasciamo toccare dalla luce di Gesù. A volte siamo così tiepidi, noi cristiani, così ipocriti, così vuoti nel nostro praticare la fede. Penso che oggi come allora ci voglia coraggio nell’essere davvero cristiani. Noi abbiamo le nostre vicende storiche, economiche e politiche, umane e religiose, ma la nostra aderenza al Cristo vacilla spesso di fronte a ciò che maggiormente ci appaga e ci soddisfa. Essere cristiani testimoni è difficile. Chiediamo forza al Signore e fiducia nel suo operare là dove noi non riusciamo perché siamo solo esseri umani….

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