sabato 30 aprile

di | 29 Aprile 2016

home2 Marco 9,1-8  

1 Diceva loro: «In verità io vi dico: vi sono alcuni, qui presenti, che non morranno prima di aver visto giungere il regno di Dio nella sua potenza». 2 Sei giorni dopo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte, in disparte, loro soli. Fu trasfigurato davanti a loro 3 e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. 4 E apparve loro Elia con Mosè e conversavano con Gesù. 5 Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Rabbì, è bello per noi essere qui; facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». 6 Non sapeva infatti che cosa dire, perché erano spaventati. 7 Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce: «Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!». 8 E improvvisamente, guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo, con loro.

Commento

Ancora un vedere. Questa volta il vedere la trasfigurazione. Vedere il volto e il corpo di Gesù bianchissimo, splendido. La nota di Marco è: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. Forse i discepoli fanno l’esperienza di “vedere” l’umanità di Dio rivestita di divinità. Gesù, Figlio dell’Uomo e Figlio di Dio, rivela qui la straordinaria condizione dell’umanità visitata e riempita dalla presenza e dall’amore di Dio. Marco enfatizza l’episodio con la precisazione che tale splendore è umanamente irrealizzabile, e quindi è assolutamente dono di Dio. mi piace pensare che anche noi uomini siamo chiamati a vedere nel nostro umano tracce della divinità e di conseguenza mi piace pensare all’uomo come un impasto di umano e divino. Elia e Mosè, queste due figure tra le più grandi del primo testamento rappresentano la legge, la storia, l’alleanza, la profezia. E sappiamo bene come storia, alleanza e profezia sono un impasto di umano e divino, sono segno dell’umanità redenta e salvata, che cammina verso la nuova alleanza. Insomma il testo ci dice che, come nel primo testamento, noi oggi dobbiamo camminare verso la promessa della vita nuova, che si realizza in Gesù. si tratta di rinnovare l’incontro tra la povertà dell’uomo e la misericordia divina. Termine del grande viaggio compiuto da Dio per cercare e trovare la sua creatura amata e perduta. Nella persona di Gesù l’incontro si compie. La trasfigurazione diventa allora il modo nuovo di “vedere”, anche là dove la miseria dell’uomo sembra diventare una sfida contro ogni speranza. E’ il principio per cogliere in ogni persona la presenza e la luce di Dio nella storia degli uomini

Preghiamo

Preghiamo per un gruppo di Suore delle poverelle che oggi ricordano e rinnovano i loro 50  e 60 anni di consacrazione religiosa.

2 pensieri su “sabato 30 aprile

  1. sr Rita

    Mentre contemplo Gesù trasfigurato, penso alle sorelle che festeggiano il giubileo di vita consacrata. traguardi importanti che dicono come Dio non manchi di parola…ed anche come persone fragili si fidano e cercano di stare alla sequela del Signore.Noi qui sabato e domenica siamo impegnate nel grande Bazar a sostegno della nostra opera. C sono volontari che ci aiutano e questo è un bel dono del Signore. Preghiamo per un uomo del Bairro Limeira, il più difficile della nostra città: è stato ammazzato, fatto a pezzi e postato in internet. Un obbrobrio che fa rabbrividire.

    Rispondi
  2. Elena

    Sono mancata tre giorni, in gita al festival degli aquiloni con i ragazzi della mia scuola. Tre giorni impegnativi e bellissimi. Notti e giorni con loro, al posto delle loro famiglie. Quante realtà si possono vedere e scoprire nell’ intimità della convivenza…. Non abbiamo quasi mai usato i telefoni perciò ho recuperato ora le letture e le meditazioni precedenti.
    Chii dite che io sia. Quante volte lo chiediamo anche noi. Chi sono io per te? Questo si scopre pian piano nella conoscenza e nella vita aderente all’altro e a Dio. Facciamo tre capanne…. torna il bisogno di fermare un tempo di struggente bellezza ed uno stato di grazia che ha a che fare con la felicità più profonda. Le parole di Pietro risuonano di grande amore e riflettono il desiderio di bellezza e pienezza che solo Dio può regalare. Quanta intimità in così poco tempo, penso a volte…. Quando sei la persona eletta, scelta, voluta, l’unica possibile, l’amata, allora la trasfigurazione del divino diventa possibile. E il vedere oltre il visibile crea un’intimità ancora più grande e duratura….
    Permettici, Signore Gesù di vedere la tua luce d’amore e di stabilire con te l’intimità che dura per sempre…
    Ringrazio il Signore per averci accompagnato in questa esperienza di scuola-vacanza e prego con voi secondo le intenzioni di tutti.
    Elena

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.