SABATO 28 NOVEMBRE

di | 27 Novembre 2020

Mc 16,14-20     

14 Alla fine apparve anche agli Undici, mentre erano a tavola, e li rimproverò per la loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che lo avevano visto risorto. 15 E disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. 16 Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. 17 Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, 18 prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno». 19 Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio. 20 Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano.

Commento

E così eccoci alla fine del nostro lungo viaggio dentro il vangelo di Marco. Un viaggio liberante, perché il vangelo di Marco è un vangelo di liberazione. La resurrezione rimane mistero insondabile e i discepoli impareranno poco alla volta a scoprire il significato di tale esperienza. Gesù non rinuncia proprio alla fine del suo tempo sulla terra a chiedere ai suoi amici un impegno e una promessa: l’impegno di annunciare il vangelo in tutto il mondo e la promessa di non venire mai meno a tale impegno. Posso sottolineare  due cose di questo impegno. La prima cosa è l’inadeguatezza del discepolo rispetto ad un compito così grande. Dobbiamo avere chiara coscienza di questa inadeguatezza, altrimenti rischiamo di sentirci troppo grandi rispetto al compito affidato. La seconda considerazione è che il vero annuncio cristiano e la fedeltà a questo annuncio non consiste nel convertire tutti, ma nel far conoscere a tutti il regno di Dio, cioè la tenerezza di Dio sull’uomo e sul mondo. Così ci lascia l’evangelista Marco con la certezza che possiamo annunciare questa tenerezza di Dio a tuttihttps://c0.pubmine.com/sf/0.0.3/html/safeframe.htmlREPORT THIS AD

Preghiamo

Preghiamo per Elisabetta e la sua famiglia.

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