sabato 28 luglio

di | 28 Luglio 2018

1 corinti 1 Cor 7,12-16                                              

12 Agli altri dico io, non il Signore: se un nostro fratello ha la moglie non credente e questa consente a rimanere con lui, non la ripudi; 13 e una donna che abbia il marito non credente, se questi consente a rimanere con lei, non lo ripudi: 14 perché il marito non credente viene reso santo dalla moglie credente e la moglie non credente viene resa santa dal marito credente; altrimenti i vostri figli sarebbero impuri, mentre invece sono santi. 15 Ma se il non credente vuol separarsi, si separi; in queste circostanze il fratello o la sorella non sono soggetti a servitù; Dio vi ha chiamati alla pace! 16 E che sai tu, donna, se salverai il marito? O che ne sai tu, uomo, se salverai la moglie?

commento

Il caso esaminato dall’Apostolo è quello dell’appartenenza alla fede di uno solo dei due coniugi. Se il non credente pensa bene di rimanere con il coniuge credente, non deve essere ripudiato. E la ragione di ciò è sorprendente. Non si tratta di un semplice atto di benignità e condiscendenza, ma di un fatto ben più profondo: e cioè la “santificazione” del coniuge non credente. la santificazione è sempre e solo opera di Dio; e tale santificazione non è quindi un’eventualità, ma un avvenimento! E non dipende da quello che il coniuge credente riuscirà a essere e a fare per l’altro. Resta sempre l’equivoco, infatti, del termine “santo”, che noi pensiamo istintivamente sul versante della santità personale realizzata, e non, come vogliono dire questi testi, come santificazione operata da Dio per mezzo del suo Spirito. E’ molto bello anche l’uso del termine “fratello” al posto di “marito credente”, perché Paolo ricorda che quello sposo è fonte di santificazione per la sua sposa non credente perché è un “fratello”, cioè un membro della comunità credente. Detto questo, l’Apostolo ribadisce quel principio di libertà e di responsabilità essenziale per la fede. E quindi cita anche il caso nel quale il non credente “vuole separarsi”. Allora il coniuge credente è libero da tale vincolo: “il fratello o la sorella non sono soggetti a servitù” . E mi sembra molto bella l’affermazione con la quale si ricorda: “Dio vi ha chiamati alla pace!”.

Preghiamo

Preghiamo per tutti i coniugi

3 pensieri su “sabato 28 luglio

  1. srAlida

    Dio ci ha chiamati alla pace ….che bello quando un fratello o sorella fa crescere nella fede l’altra persona…..a questo punto mi chiedo in questo ambito come sono io ? Lascio che il mio modo di essere trasmetta qualcosa della fede? Mi unisco alla preghiera per tutti i coniugi.Prego per i gruppi di ragazzi che hanno aderito a periodo di montagna con il don della parrocchia ,in particolare per il gruppo di Cantello

    Rispondi
  2. sr Rita

    …il marito non credente viene reso santo dalla moglie credente e la moglie non credente viene resa santa dal marito credente…
    Bella missione di coppia, anche delle coppie miste che spesso pensiero non siano in grado di vivere la fede. Preghiamo per le coppie che vogliono vivere nella pace e nell’unità di spirito, ma sono travolte da pregiudizi o delusione. Prego anche per una ottantina di giovani che stanno facendo un ritiro vocazionale e con i quali noi suore abbiamo fatto un incontro di apertura.

    Rispondi
  3. . Elena

    La fede come esempio di santificazione. Conosco una coppia solida, bella, sempre in discussione sugli atteggiamenti e le linee da tenere per le figlie, ma tanto rispettosa delle reciproche diversità, anche in termini di fede. Lei credente, lui no. Forse davvero la fede di uno sostiene e nutre anche l’altro in cose non ostentate, né dichiarate, ma vissute nella santità di un’unione benedetta! Che il Signore dia la forza ai coniugi di amarsi e rispettarsi fino alla fine.
    Chiedo la preghiera comune per mio nipote Marco che ha intrapreso un cammino molto difficile.

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.