venerdì 27 luglio

di | 27 Luglio 2018

1 corinti1 Cor 7,1-11                                            

 1 Quanto poi alle cose di cui mi avete scritto, è cosa buona per l’uomo non toccare donna; 2 tuttavia, per il pericolo dell’incontinenza, ciascuno abbia la propria moglie e ogni donna il proprio marito. 3 Il marito compia il suo dovere verso la moglie; ugualmente anche la moglie verso il marito. 4 La moglie non è arbitra del proprio corpo, ma lo è il marito; allo stesso modo anche il marito non è arbitro del proprio corpo, ma lo è la moglie. 5 Non astenetevi tra voi se non di comune accordo e temporaneamente, per dedicarvi alla preghiera, e poi ritornate a stare insieme, perché satana non vi tenti nei momenti di passione. 6 Questo però vi dico per concessione, non per comando. 7 Vorrei che tutti fossero come me; ma ciascuno ha il proprio dono da Dio, chi in un modo, chi in un altro. 8 Ai non sposati e alle vedove dico: è cosa buona per loro rimanere come sono io; 9 ma se non sanno vivere in continenza, si sposino; è meglio sposarsi che ardere. 10 Agli sposati poi ordino, non io, ma il Signore: la moglie non si separi dal marito – 11 e qualora si separi, rimanga senza sposarsi o si riconcili con il marito – e il marito non ripudi la moglie.

Commento

Anche in questo esempio che riguarda il celibato e il matrimonio Paolo dimostra di essere un uomo del suo tempo, legato a una certa cultura e a una particolare visione dell’uomo e del mondo. E quindi uno può condividere o  meno il suo pensiero. Al di là di questo bisogna però riconoscere che ha ragione quando indica nella sessualità uno dei campi più importanti in cui si vive la fedeltà al vangelo.  Qui si parla appunto della verginità e del matrimonio. Tutte le istruzioni che l’apostolo Paolo dà qui sono impregnate di santità. Lo Spirito introduce una forza nuova che supera gli impulsi naturali, senza minimamente sminuire il valore del matrimonio. Dal testo possiamo dedurre che – probabilmente – nella comunità di Corinto c’era disistima per la vita di coppia. Paolo tenta di ricondurre il tutto ad un sano equilibrio tra autenticamente umano e autenticamente spirituale. L’apostolo esprime una decisa preferenza per il celibato, ma solo se c’è questo carisma. Il testo ci spinge a riflettere non tanto sulle modalità del tempo, quanto sul valore della relazione di coppia che parla attraverso il corpo.

Preghiamo

Preghiamo per Paolo giovane papà morto improvvisamente a Berbenno e una preghiera anche per la famiglia.

4 pensieri su “venerdì 27 luglio

  1. sr Rita

    Vorrei che tutti fossero come me; ma ciascuno ha il proprio dono da Dio, chi in un modo, chi in un altro
    Se ciascuno di noi, secondo la propria vocazione, potesse dire: Vorrei che tutti fossero come me! significherebbe che ciascuno è contento della propria vocazione. Che ci si trova dentro a suo agio e vorrebbe condividere con tuti la gioia che prova. Questa sarebbe una bellissima animazione vocazionale, per tutte le vocazioni. Qui in alcune diocesi del Brasile è in atto una campagna vocazionale dal tema: cada comunidade uma nova vocaçao. I passi da compiere sono:
    – Pregare per le vocazioni
    -Parlare bene di ogni vocazione
    -Invitare i giovani a fare discernimento vocazionale

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  2. . Elena

    Ognuno di noi ha ricevuto carismi e vocazioni. Possiamo viverli nella libertà dei figli e nella grazia dello Spirito, perché siano cosa buona e bella per noi stessi e per gli altri. Prego per il valore di ogni vocazione e per la famiglia di Berbenno che ha perso Paolo, ritornato a Casa tanto presto….

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  3. Luca

    La moglie non è arbitra del proprio corpo, ma lo è il marito; allo stesso modo anche il marito non è arbitro del proprio corpo, ma lo è la moglie.

    Credo che questo versetto possa attraversare i secoli ed essere riproposto alle coppie di oggi, in in tempo in cui il soddisfacimento dei piaceri personali è l’unico obiettivo da perseguire. Questo consegnarsi totalmente al proprio coniuge è una Parola forte, e come coppie siamo chiamati a testimoniare la Gioia di questa scelta.

    Buona giornata a tutti!

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  4. srAlida

    Vivere bene e fino in fondo la è propria vocazione ,ciò che è richiesto a ciascun cristiano….che possiamo di ciascun cammino scoprirne la bellezza e viverlo con gioia Mi unisco di cuore alla famiglia di Paolo già nella casa del Padre…

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