sabato 20 giugno

di | 19 Giugno 2015

home2Es 7,26-8,15   

26 Poi il Signore disse a Mosè: «Va’ a riferire al faraone: Dice il Signore: Lascia andare il mio popolo perché mi possa servire! 27 Se tu rifiuti di lasciarlo andare, ecco, io colpirò tutto il tuo territorio con le rane: 28 il Nilo comincerà a pullulare di rane; esse usciranno, ti entreranno in casa, nella camera dove dormi e sul tuo letto, nella casa dei tuoi ministri e tra il tuo popolo, nei tuoi forni e nelle tue madie. 29 Contro di te e contro tutti i tuoi ministri usciranno le rane». 8,1 Il Signore disse a Mosè: «Comanda ad Aronne: Stendi la mano con il tuo bastone sui fiumi, sui canali e sugli stagni e fa’ uscire le rane sul paese d’Egitto!». 2 Aronne stese la mano sulle acque d’Egitto e le rane uscirono e coprirono il paese d’Egitto. 3 Ma i maghi, con le loro magie, operarono la stessa cosa e fecero uscire le rane sul paese d’Egitto. 4 Il faraone fece chiamare Mosè e Aronne e disse: «Pregate il Signore, perché allontani le rane da me e dal mio popolo; io lascerò andare il popolo, perché possa sacrificare al Signore!». 5 Mosè disse al faraone: «Fammi l’onore di comandarmi per quando io devo pregare in favore tuo e dei tuoi ministri e del tuo popolo, per liberare dalle rane te e le tue case, in modo che ne rimangano soltanto nel Nilo». 6 Rispose: «Per domani». Riprese: «Secondo la tua parola! Perché tu sappia che non esiste nessuno pari al Signore, nostro Dio, 7 le rane si ritireranno da te e dalle tue case, dai tuoi servitori e dal tuo popolo: ne rimarranno soltanto nel Nilo». 8 Mosè e Aronne si allontanarono dal faraone e Mosè supplicò il Signore riguardo alle rane, che aveva mandate contro il faraone. 9 Il Signore operò secondo la parola di Mosè e le rane morirono nelle case, nei cortili e nei campi. 10 Le raccolsero in tanti mucchi e il paese ne fu ammorbato. 11 Ma il faraone vide ch’era intervenuto il sollievo, si ostinò e non diede loro ascolto, secondo quanto aveva predetto il Signore. 12 Quindi il Signore disse a Mosè: «Comanda ad Aronne: Stendi il tuo bastone, percuoti la polvere della terra: essa si muterà in zanzare in tutto il paese d’Egitto». 13 Così fecero: Aronne stese la mano con il suo bastone, colpì la polvere della terra e infierirono le zanzare sugli uomini e sulle bestie; tutta la polvere del paese si era mutata in zanzare in tutto l’Egitto. 14 I maghi fecero la stessa cosa con le loro magie, per produrre zanzare, ma non riuscirono e le zanzare infierivano sugli uomini e sulle bestie. 15 Allora i maghi dissero al faraone: «È il dito di Dio!». Ma il cuore del faraone si ostinò e non diede ascolto, secondo quanto aveva predetto il Signore.

Commento

Non mi voglio avventurare in allegorie, metafore o quant’altro per provare a spiegare rane, zanzare o altro ancora. Per il momento faccio fatica anche a mettere insieme una spiegazione chiara a quel mistero che è il modo di intervenire di Dio, che sembra paradossale, non conforme alla vera immagine del Dio del nuovo testamento. Ritengo anche troppo semplicistica la spiegazione che si tratta di fatti naturali accaduti uno dietro l’altro in una terribile sequenza che va sempre più in crescendo. Eppure ci deve essere qualcosa di particolare dentro questi episodi.   Quest’oggi mi limito ad una piccola osservazione. Dio, attraverso Mosè, pone il gesto drammatico, ma è anche capace di toglierlo. I maghi egiziani riescono a porre il male ma non a toglierlo. Quasi a dire che è Dio che fa vivere e fa morire. Ci posso leggere anche un preludio  della pasqua. Non è infatti forse la potenza pasquale un continuo passaggio dalla morte alla vita, dall’ uomo vecchio all’ uomo nuovo? Dio non vuole il male, ma vuole mostrare attraverso gli avvenimenti tragici della storia che è presente con un gesto di purificazione, di amore, di attenzione per l’uomo. Dio non può lasciare l’uomo in balia del male. Anche oggi.

Preghiamo

Preghiamo perché tutte le forme di odio razzista possano essere vinte con dei gesti di non violenza.

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: «Nessuno può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza.Perciò io vi dico: non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non séminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro? E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita? E per il vestito, perché vi preoccupate? Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora, se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani si getta nel forno, non farà molto di più per voi, gente di poca fede? Non preoccupatevi dunque dicendo: “Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?”. Di tutte queste cose vanno in cerca i pagani. Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno. Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. Non preoccupatevi dunque del domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. A ciascun giorno basta la sua pena».

2 pensieri su “sabato 20 giugno

  1. suor Rita

    A me piace molto il libro dell’Esodo, anche se in brani come questi fatico a comprendere cosa ci sta dicendo Dio. Ma avviene così anche nella nostra vita: succedono cose che non capiamo, ma alla fine si rilegge in esse un disegno buono, un filo conduttore che ha senso. Mi stupisce l’assurdo comportamento del Faraone: promette e non mantiene. Ha paura, giura e poi, sollevato dal pericolo, dimentica ciò che ha giurato. Un poco ci assomiglia: preghiamo, facciamo pregare, scongiuriamo Dio che ci risollevi da un dolore, da un pericolo…poi, quando tutto è passato noi ritorniamo quelli di prima.
    Preghiamo per chi veramente è in pericolo di vita ed ha anche il coraggio di mantenere le promesse.
    Domani in Villa Plinia inizierò una settimana di esercizi spirituali. Chiedo la vostra preghiera ed io vi porto tutti davanti al Signore, nell’attesa di incontrarci domenica.

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  2. elena

    La parola vuota del faraone contrasta con la parola piena di Dio. L’ostinazione e la durezza di cuore contrastano con la capacità di ascolto e di amore di Dio. Dove andiamo , senzq di te , Signore? Aiutaci a vedere la via del bene e fai ch e ti scegliamo ogni giorno! Mi unisco alle vostre preghiere e condivido con voi lo stesso desiderio di onvontrstci. Elena

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