sabato 14 gennaio

di | 13 Gennaio 2017

trinità Matteo 5,21-26    

21 Avete inteso che fu detto agli antichi: Non ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio. 22 Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna. 23 Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, 24 lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono. 25 Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. 26 In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo!

Commento

Credo che questi esempi, come tutti quelli che verranno in successione, sono la traduzione concreta del discorso della montagna, dell’essere sale e luce. La caratteristica del discorso di Gesù in questa parte è quel “ma io vi dico” che appunto esprime tutto l’insegnamento del Signore, nello stesso tempo fedelissimo ed esplosivo! Non ucciderai diventa dona la vita, cioè rispetta in pienezza il fratello. “Non uccidere” ora manifesta tutta la sua nuova potente grandezza come dono della vita, come offerta della vita per l’altro. Come sacrificio d’amore. E’ la piena vittoria della vita sulla morte. Altro esempio è quando  si chiede di stabilire la pace prima di presentare la propria offerta al Signore, mi sembra voglia dirci che la vera offerta gradita a Dio, di cui portargli il segno, è sempre la riconciliazione e la comunione d’amore. Nota che nell’esempio fatto, chi porta l’offerta non sembra avere divisioni con l’altro. E’ l’altro che ha qualcosa contro di lui! Eppure, perché l’offerta sia gradita al Signore, è necessario che sia segno di una riconciliazione avvenuta! Questa è l’offerta che Dio gradisce in un orizzonte nuovo in cui tutta la legge ha la sua sintesi e  il suo fine nel comandamento dell’amore. E così anche con l’ultimo esempio:  al Signore non sembra interessare la “ragione del dissidio”, e quindi chi ha ragione o chi ha torto. L’avvertimento che viene dato è quello di trovare l’accordo prima di arrivare alla fine del percorso. Qualunque sia la ragione della divisione e del litigio, bisogna trovare la sua risoluzione! Non è importante la ragione e il torto, e quindi anche quello che è giusto e quello che è ingiusto non devono camminare verso esiti opposti, ma trovare assolutamente la via della pace.

Preghiamo

Preghiamo per i non violenti.

3 pensieri su “sabato 14 gennaio

  1. Sr rita

    Mi colpisce sempre questo…Ma io vi dico
    Non fermarsi a quello che sappiamo quello che fanno tutti…quello che pare ovvio
    In Gesù troviamo tutta la autorevolezza che ci spinge oltre che ci apre nuovi spazi di pensiero. ..di azione. Questo MA non è un rimprovero bensì una nuova opportunità. Preghiamo per chi non riesce a riconciliarsi con sé stesso e con gli altri.

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  2. Elena

    La via della pace…. È complessa, articolata, a volte ci sembra irraggiungibile. Penso sia difficile percorrerla anche con il solo buonsenso. Perché la via della pace ci chiede qualcosa in più, un’aderenza alla giustizia divina e al cammino di Gesù. Questo ” ma io vi dico” apre porte nuove, strade diverse, mentalità contro ogni logica puramente umana. Mondi possibili. Ecco il passaggio, il salto di qualità. Dacci la forza e l’intelligenza, Signore, per vedere oltre ed il coraggio per agire altrimenti. Una preghiera per la pace e per le riconciliazioni dei cuori.

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  3. Anna

    La via della pace e la strada nuova che Gesu ci indica.
    Richiede sforzo interiore e volonta di resistere alla tentazione del farla pagare.
    Solo Lui ci puo dare la forza della pace che supera le barriere umane.
    Aiutaci a essere operatori di pace per costruire un mondo nuovo cioe il Regno di Dio con noi.
    Preghiamo per i migranti oppressi da chi non ha volonta di accoglienza.

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