sabato 12 maggio

di | 11 Maggio 2018

profeta geremia icona Ger 34,1-7                                                

1  Parola che fu rivolta a Geremia dal Signore, quando Nabucodònosor re di Babilonia con tutto il suo esercito e tutti i regni della terra sotto il suo dominio e tutti i popoli combattevano contro Gerusalemme e tutte le città dipendenti: 2 Così dice il Signore, Dio di Israele: “Va’ a parlare a Sedecìa re di Giuda e digli: Così parla il Signore: Ecco io do questa città in mano al re di Babilonia, che la darà alle fiamme. 3 Tu non scamperai dalla sua mano, ma sarai preso e consegnato in suo potere. I tuoi occhi fisseranno gli occhi del re di Babilonia, gli parlerai faccia a faccia e poi andrai a Babilonia. 4 Tuttavia, ascolta la parola del Signore, o Sedecìa re di Giuda! Così dice il Signore a tuo riguardo: Non morirai di spada! 5 Morirai in pace e come si bruciarono aròmi per i funerali dei tuoi padri, gli antichi re di Giuda che furono prima di te, così si bruceranno per te e per te si farà il lamento dicendo: Ahimè, Signore! Questo ho detto”. Oracolo del Signore. 6 Il profeta Geremia riferì a Sedecìa re di Giuda tutte queste parole in Gerusalemme. 7 Frattanto l’esercito del re di Babilonia muoveva guerra a Gerusalemme e a tutte le città di Giuda che ancora rimanevano, Lachis e Azekà, poiché solo queste fortezze erano rimaste fra le città di Giuda.

Commento

Un assedio da vivere, un esilio da vivere. Ecco secondo me, nelle mie povere considerazioni il significato del testo di oggi. Che fare in questo tempo? Come viverlo? Sono le domande che si pone Geremia oggi e che trovano risposta in questa idea di vivere il tempo difficile quasi in una normalità, in un quotidiano che richiede uno sforzo in più per vivere pacificati.  Il nostro tempo faticoso, di assediati della vita, del lavoro, di esiliati dalle nostre speranze e dalle nostre  certezze ci chiama a dare un senso di speranza alla nostra esistenza. Ma che fatica! Più facile e scontato lasciarsi andare alla desolazione.  Il racconto delle vicende del re Sedecia, che in un tempo di esilio non esce come un privilegiato rispetto al resto del popolo è un esempio di quanto sto dicendo. A lui viene profetizzata una sorte che da una parte non lo privilegia rispetto al suo popolo; anch’egli subirà la sconfitta e l’esilio. E tuttavia gli sarà risparmiata una fine drammatica, quale potrebbe essere supposta per chi a motivo della sua funzione rappresenta in modo più diretto la realtà dell’intero popolo. “Non morirai di spada! Morirai in pace”. Anzi, gli sarà riservata una fine circondata dai segni dell’onore riservato ai re che l’hanno preceduto. Possiamo essere esiliati e affaticati, ma Dio si prende cura di noi e ci conduce in una condizione di misericordia e di pace.

Preghiamo

Preghiamo per Fabio

3 pensieri su “sabato 12 maggio

  1. sr Rita

    Prego per le 8 persone con cui oggi pomeriggio inizio un cammino di formazione per la Fraternità Luigi Palazzolo.

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  2. . Elena

    Attraversare le esperienze dolorose e trasformarle in qualche modo in qualcosa che possa avere un senso. Preghiamo per alcune famiglie in difficoltà della mia scuola. C’è modo e modo per affrontare sconfitte e dolori. Non tutto termina pacificamente e alcune persone non trovano gli strumenti per affrontare vicende faticose in esperienze di crescita. Il Signore le accompagni in questa fatica.

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  3. srAlida

    Internet non funziona bene e a dire il vero mi mancate ….IL Signore ha cura di noi e ci conduce
    al di la delle apparenze Prego il gruppo della Fraternità Luigi Palazzolo che sta iniziando con sr Rita ,per fabio ,per le famiglie in difficoltà ,per i bambini della prima Comunione domani qui a Cantello e per tutti i ragazzi della Cresima e Comunione qui e in altre parrocchie e le loro famiglie
    perchè rinnovino il loro cammino cristiano .

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