venerdì 11 maggio

di | 10 Maggio 2018

profeta geremia icona Ger 33,14-26                                          

14 Ecco verranno giorni – oracolo del Signore – nei quali io realizzerò le promesse di bene che ho fatto alla casa di Israele e alla casa di Giuda. 15 In quei giorni e in quel tempo farò germogliare per Davide un germoglio di giustizia; egli eserciterà il giudizio e la giustizia sulla terra. 16 In quei giorni Giuda sarà salvato e Gerusalemme vivrà tranquilla. Così sarà chiamata: Signore-nostra-giustizia. 17 Così dice il Signore: Davide non sarà mai privo di un discendente che sieda sul trono della casa di Israele; 18 ai sacerdoti leviti non mancherà mai chi stia davanti a me per offrire olocausti, per bruciare l’incenso in offerta e compiere sacrifici tutti i giorni”. 19 Questa parola del Signore fu poi rivolta a Geremia: 20 “Dice il Signore: Se voi potete spezzare la mia alleanza con il giorno e la mia alleanza con la notte, in modo che non vi siano più giorno e notte al tempo loro, 21 così sarà rotta anche la mia alleanza con Davide mio servo, in modo che non abbia un figlio che regni sul suo trono, e quella con i leviti sacerdoti che mi servono. 22 Come non si può contare la milizia del cielo né numerare la sabbia del mare, così io moltiplicherò la discendenza di Davide, mio servo, e i leviti che mi servono”. 23 La parola del Signore fu ancora rivolta a Geremia: 24 “Non hai osservato ciò che questo popolo va dicendo: Il Signore ha rigettato le due famiglie che si era scelte! e così disprezzano il mio popolo quasi che non sia più una nazione ai loro occhi?”. 25 Dice il Signore: “Se non sussiste più la mia alleanza con il giorno e con la notte, se io non ho stabilito le leggi del cielo e della terra, 26 in tal caso potrò rigettare la discendenza di Giacobbe e di Davide mio servo, così da non prendere più dai loro posteri coloro che governeranno sulla discendenza di Abramo, di Isacco e di Giacobbe. Poiché io cambierò la loro sorte e avrò pietà di loro”.

Commento

Sembra un’ ulteriore ripetizione, in realtà il testo cresce, lievita. Cresce perché propone come la venuta di un uomo, di un salvatore. Riguardo a questo il nostro testo spende alcuni verbi molto importanti: ve li ripropongo alla lettera perché mi sembrano molto più forti: “Farò alzare (risorgere) la parola buona che ho detto alla casa di Israele e alla casa di Giuda”; dunque qui il verbo “risorgere”. Poi ancora è presente il verbo “germogliare, fiorire”. E per finire il verbo “salvare”. Dunque ecco l’opera che sarà compiuta da Dio in quei giorni: farà risorgere la Parola detta a Israele, farà germogliare, fiorire, un germoglio di giustizia; e Giuda sarà salvato e Gerusalemme vivrà in pace. Siamo di fronte alla grande prospettiva messianica, della venuta del messia che il nuovo testamento andrà ad identificare con Gesù.  Come dicevo, sembra di poter intravedere il raccogliersi in una persona sola, o in una sola funzione, i due elementi del sacerdozio e della regalità; sembra dunque che il testo voglia alludere a un Messia sacerdote e re, e, essendo Egli stesso la Parola di Dio un Messia profeta, un Cristo sacerdote, re e profeta!

Preghiamo

Preghiamo per tutti gli indifferenti

2 pensieri su “venerdì 11 maggio

  1. sr Rita

    Ecco verranno giorni – oracolo del Signore – nei quali io realizzerò le promesse di bene che ho fatto alla casa di Israele e alla casa di Giuda.
    Signore, ricordati di questa tua promessa e realizzala ancor oggi per noi, per gli uomini tutti.

    Rispondi
  2. . Elena

    Nella promessa di Dio si intravede l’uomo nuovo, il Messia. Che cosa abbiamo salvato, tenuto, conservato e nutrito con cura e devozione della promessa del Signore? Cosa continuiamo a gettare, a disprezzare, ad infangare di questa stessa promessa, così da non rialzarci mai? Pietà di noi, dei nostri errori, Signore….
    Prego per gli indifferenti e per chi nel cuore non sente più nulla, si è spento.

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.