quando la vita è testimonianza

di | 14 Dicembre 2020

A differenza di molti, fin da piccolo ho si ammirato la vita dei santi, ma non nella loro parte santa, nel senso di grandi cristiani. Ricordo che il mio buon padre spirituale in seminario mi diede come primo libro da leggere la biografia di un santo americano. Il titolo era: l’uomo che si vendicò di Dio, dove la vendetta consisteva nel diventare santo per rifarsi su quel Dio che lo aveva tolto dalla prateria per chiamarlo alla vita monacale. Una vendetta a fin di bene e andata in porto perché questo uomo divenne santo davvero. Purtroppo non ricordo il nome. ma quel libro non mi convinceva perchè questo uomo era troppo bravo. Leggevo e leggo gli scritti dei santi, ma rifiutavo e rifiuto quasi tutte le biografie dei santi perché non mi piace questa idealizzazione a tutti i costi del santo. Cercavo i loro scritti, non chi aveva scritto di loro. Ed anche tutte le famose testimonianze che tante volte ho sentito nei vari incontri a cui partecipavo, un po’ mi davano fastidio. Vite troppo perfette, irraggiungibili. Non credo che è questa la strada su cui si muove la testimonianza della vita, sia quella umana ed anche quella cristiana.   Esiste invece un quotidiano che chiede di essere il luogo della testimonianza della vita. la dove la vita accade nel suo dipanarsi quotidiano l’uomo e la donna vivono e nel vivere danno buona testimonianza della loro vita. Credo che anche la vita dei santi è giocata nel quotidiano. Siamo noi che ne abbiamo esaltato le loro vite. Il quotidiano mette a dura prova la coerenza della vita, perché è quando fai le cose di tutti i giorni, quelle cose che nessuno esalta, che vedi la qualità della testimonianza. Un giorno una professoressa famosa arriva alla scuola di don Milani, a Barbiana. Era una che godeva fama di saper far tutto. Guarda, osserva, dice la sua nel bene e nel male e poi se ne va. Alberta Corradi che era una maestra e che in quel periodo dava una mano a don Milani fa questa osservazione: quella donna riesce a far tutto, come farà, don Lorenzo, a trovare il tempo per far tutto? E don Lorenzo rispose: non vuol bene a nessuno. (questo episodio della vita di Don Milani è raccolto nel libro di Adele Corradi dal titolo non so se don Lorenzo. Un racconto originalissimo su don Milani.) il testimone vero conosce il tempo per soffermarsi, per ascoltare, per amare e per soffrire. Conosce la bellezza e la fatica del quotidiano. Conosce l’arte di voler bene a ciascuno in modo unico e originale. Se faccio troppe cose alla fine non sono un testimone, perché non voglio bene a nessuno. Ecco il pensiero di oggi: una mamma e un papà che in questi tempi tengono insieme famiglia, figli, lavoro e il resto sono dei testimoni. Un prete che tiene insieme le relazioni dentro la parrocchia è un testimone. Un giovane che cerca di star dentro nel suo lavoro, nella sua vita è un testimone. Insomma il quotidiano mi diventare pienamente testimone della vita.  Non possiamo fuggir via da questa regola del quotidiano. Non possiamo nemmeno fuggire nel sacro, nel rito pensando che qualche messa in più mi faccia diventare più testimone. Lo ribadisco, l’eroismo del quotidiano, che poi non è eroismo, ma solo vita quotidiana, mi rende testimone

2 pensieri su “quando la vita è testimonianza

  1. Dania

    “Padre nostro, dacci oggi il nostro pane quotidiano…”, benedici le nostre vite e “facci uno come il pane che anche oggi hai dato a noi” affinché la nostra vita, proprio come quel pane e nel quotidiano di ciascuno, si doni, si offra liberamente e venga condivisa con quanti incontriamo ogni giorno. Gesù, vero ed unico testimone esemplare di questa offerta, ci istruisca ed ispiri.

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