lunedì 14 dicembre

di | 13 Dicembre 2020

2 Tm 4,1-5                                                                                                  1. Ti scongiuro davanti a Dio e a Cristo Gesù che verrà a giudicare i vivi e i morti, per la sua manifestazione e il suo regno: 2 annunzia la parola, insisti in ogni occasione opportuna e non opportuna, ammonisci, rimprovera, esorta con ogni magnanimità e dottrina. 3 Verrà giorno, infatti, in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma, per il prurito di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo le proprie voglie, 4 rifiutando di dare ascolto alla verità per volgersi alle favole. 5 Tu però vigila attentamente, sappi sopportare le sofferenze, compi la tua opera di annunziatore del vangelo, adempi il tuo ministero.

Commento

Ti scongiuro, così inizia il testo di oggi. Questa parola dice tutta la forza delle parole di Paolo. Ti scongiuro davanti a Dio che verrà a giudicare vivi e morti. La frase serve per dare forza al concetto che verrà dopo. è un rafforzativo, una parola che diventa una richiesta accorata. L’atto più importante non è il giudizio ma l’annuncio della parola. Che è già” la manifestazione di questo giudizio e di questa regalità! E Paolo non nasconde il fatto che questo supremo evento divino si immerge nella povertà e nella complessità della vicenda umana. E’ diventata addirittura proverbiale l’ingiunzione a predicare “opportune, importune”, dove l’occasione non opportuna sembra indicare sia luoghi, sia tempi, che di per sé non sarebbero quelli propri di una parola sacra. Ma questa è l’urgenza, e questa è la bellezza, della parola di Dio dalle labbra del Signore Gesù e dal nostro dover essere sua voce e luogo della sua manifestazione, pur con i limiti terribili delle nostre persone. La Parola deve essere annunciata in ogni tempo e in ogni modo, e a tutti, perché tutti hanno bisogno di essere salvati e tutti sono figli di Dio, salvati dal sangue di Gesù Cristo. Sempre al v.2 è bellissimo l’intreccio e il contrasto tra l’impeto e la severità dei verbi “annunzia, insisti…ammonisci, rimprovera, esorta”, e la positività forte dell’animo dell’annunciatore: “con ogni magnanimità e dottrina”. Questa è la vera forza dell’annuncio cristiano.

Preghiamo

Preghiamo per tutti coloro che sono chiamati ad annunciare la parola.

4 pensieri su “lunedì 14 dicembre

  1. Elena

    Profetico il pensiero di Paolo sulla sana dottrina e tutto ciò che anche oggi e più di sempre confonde l’uomo, circondandolo di illusioni. Sempre più spesso, andando avanti negli anni, mi chiedo di cosa abbiamo, di cosa ho veramente bisogno per stare bene. Le risposte mi arrivano dalla vita stessa. Di poche cose, semplici, vere, buone, nutrienti, sane, sagge, affettuose,gentili…
    E già mi sembra che sia molto, che sia tutto…

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  2. sr Alida

    Annuncia la Parola in ogni occasione ma con magnanimità mi risuona l’eco di ieri con Giovanni B. Di chi sono voce.? Essere l’eco della sua voce e ciò che occorre perché ognuno diventi figlio di Dio…. Ma deve essere
    un ‘eco suadente ma anche colmo di serenità e di pace che sveli quanto il Padre ci ama.. Aiutaci, Signore ad essere un’ costante che dice col cuore quanto ci ami.

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