quando la vita è prova

di | 10 Dicembre 2020

Ho fatto la premessa, l’introduzione, ho descritto la prova quasi nei minimi dettagli, ma non ho ancora parlato della mia prova. la prova che in qualche modo segna la mia vita in questo periodo. Mi sembra importante dire questa cosa: in questo periodo. Ogni tempo, ha la sua prova. e quindi questo periodo storico ha la sua prova.  Diciamo che la questione nasce da quando ci ha lasciato don Roberto. Un’ esperienza unica, ma anche un’ esperienza che ha come difeso la mia vita. Con lui conoscevo un porto sicuro, le attività dell’Agro, la sua presenza, il mio darmi da fare con lui e per lui ha riempito di bellezza la mia vita. Mi sembrava che non c’era più niente da decidere. Temevo il giorno del suo salire al cielo; non per lui, ma per me. Infatti mi sono come ritrovato subito in mare aperto. Tutto quello che ho fatto da quando lui ci ha lasciato è stato interessante, bello, affascinante anche duro. Ma a me è come mancato il mio porto sicuro, in mare aperto io ho paura. Il covid non ha fatto altro che accentuare la questione. Non potermi muovere tra i miei mille interessi, mi ha come fatto sentire la mia fragilità ancora tutta intera. So che cosa devo fare, so che cosa devo chiedere; conosco bene la conclusione del mio percorso di discernimento, ma c’è di mezzo questa prova che traduco così: mare aperto e porto sicuro. Il mare aperto è l’essere esposto alla vita che a volte è bonaccia, altre volte è burrasca, di questi tempi non è quasi mai vento di brezza leggera. Mare aperto che mi dice cosa lasciare e che cosa afferrare. E sono sicuro che fino a quando non lascio e non prendo, il mare sarà sempre oceano infinito in cui rischio di perdermi. Non è tanto questione di lasciare la parrocchia, piuttosto che la cooperativa, quanto il lasciare un modo di essere prete in cui non riesco più a star dentro. Dentro qui magari c’è anche la questione di Berbenno, ma credetemi non è Berbenno il problema, è l’essere prete che mi preoccupa. Tra l’altro mai come  in questi ultimi tempi sono contento e felice di essere prete, ma è come se vedo il salto da fare per confermare la mia vita sacerdotale in totale dedizione e invece  sto lì fermo, lasciando che l’oceano a volte mi fa riposare un poco, altre volte mi sommergere con i suoi marosi.  E poi il porto sicuro. Era l’agro e don Roberto il porto sicuro. Oggi ho come tanti porti, tutti belli e tutti porti amicali, ma nessuno sicuro, perché nessuno è stato scelto fino in fino per tornare a casa. Ecco prima tornavo a casa. Oggi mi sento nomade qua e là. Condizione di chi non ha terra, ma cammina sulla terra. Condizione di chi non ha proprietà, ma si tira dietro il suo mondo. Qualcuno mi ha detto che questa è la condizione migliore del credente. Ma anche il buon Gesù tornava nella sua patria! La prova è tutta qui: dichiarare apertamente quale è il mio nuovo porto sicuro, dopo che l’agro se n’è andato. So che è rimasto nel cuore, ma non è più porto sicuro. Come ho già detto, dichiarare apertamente la prova è dare inizio ad una nuova avventura. E per il momento vi garantisco che non ci riesco. So che dovrò avere il coraggio di arrivare al mio porto sicuro. Credo anche di essere pronto, manca solo dichiararlo apertamente prima di tutto a me e poi al mondo

8 pensieri su “quando la vita è prova

  1. sr Alida

    Di nuovo grazie don per questa comunicazione di vita.. Porto sicuro, mare aperto, sapersi a casa… L’esperienza con don Roberto,l’austerita’ e la bellezza della cascina dell’Agro che ho fatto in tempo a vedere.. Le relazioni con le persone.. Il tuo essere prete sempre e comunque… Viandante operaio della Sua vigna.. Un motivo forte di riflessione anche per il mio essere suora: quante volte sono a casa e la mia superficialita’ non mi fa gustare la fraternità, quale è il mio porto sicuro? In chi confido quando sono in alto mare? Da queste risposte il mio essere vera o mediocre… Quel che so è che mi manca piu’vivacita’con il Signore che forse prima c’era.. Ammiro i santi di ieri e di oggi che sanno stare sempre alla Sua presenza.

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  2. sr Alida

    Oggi è anche il compleanno del Palazzolo mentre lo ringrazio di far parte della sua famiglia religiosa aiuti
    tutti e ciascuno a trovare e rimanere nel porto sicuro dell’amore del Signore.

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  3. Andrea

    La costruzione di un amore
    Spezza le vene delle mani
    Mescola il sangue col sudore
    Se te ne rimane

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  4. Elena

    Ti aspetto a casa…anche io sogno queste parole dette da una voce calda, sicura, il mio porto, il mio posto sicuro. Porto e posto che non ho e che sogno, appunto. Chissà, mi chiedo, dov’è il mio posto, la mia casa, il mio tornare. Forse non è qui, perché nulla mi appartiene…io appartengo al tutto. Che sia questa vita che viviamo ogni giorno con gioia e con fatica la nostra prova continua????

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