mercoledì 28 agosto

di | 27 Agosto 2019

Gc 5,13-20                                                                                                                     13 Chi tra voi è nel dolore, preghi; chi è nella gioia, salmeggi. 14 Chi è malato, chiami a sé i presbiteri della Chiesa e preghino su di lui, dopo averlo unto con olio, nel nome del Signore. 15 E la preghiera fatta con fede salverà il malato: il Signore lo rialzerà e se ha commesso peccati, gli saranno perdonati. 16 Confessate perciò i vostri peccati gli uni agli altri e pregate gli uni per gli altri per essere guariti. Molto vale la preghiera del giusto fatta con insistenza. 17 Elia era un uomo della nostra stessa natura: pregò intensamente che non piovesse e non piovve sulla terra per tre anni e sei mesi. 18 Poi pregò di nuovo e il cielo diede la pioggia e la terra produsse il suo frutto. 19 Fratelli miei, se uno di voi si allontana dalla verità e un altro ve lo riconduce, 20 costui sappia che chi riconduce un peccatore dalla sua via di errore, salverà la sua anima dalla morte e coprirà una moltitudine di peccati.

Commento

Siamo agli ultimi versetti di questa lettera, semplice, ma molto concreta. ed è interessante che si concluda con queste parole sulla cura e la preghiera verso il malato. Nel tempo delle prove più difficili, come è la malattia, diventa provvidenziale il soccorso della preghiera degli anziani della comunità. Accompagnata dall’unzione con l’olio segno dello Spirito, tale preghiera agisce in due direzioni: una terapeutica verso il corpo, l’altra interiore per il perdono dei peccati. E’ molto bello e importante il v.16 con il suo invito ad una fraterna e reciproca consegna dei propri peccati e alla preghiera gli uni per gli altri. In questo modo l’infermità di uno diventa la preghiera pasquale anche degli altri.  Tutto questo porta Giacomo alla conclusione luminosa della Lettera nei suoi ultimi versetti. E allora mi permetto di dire a nome personale che la sollecitudine fraterna e affettuosa con la quale molti amici hanno tante volte soccorso la mia fragile condizione di credente e peccatore, per ricondurmi alla luce del Vangelo, sarà premiata dal Signore con la salvezza delle loro anime e il perdono dei peccati.

Preghiamo

Preghiamo per chi si prende cura dei malati

4 pensieri su “mercoledì 28 agosto

  1. Elena

    È una lettura densa di spunti, quella di oggi. Reale e concreta. Quitidiana direi.Credo che sia interessante e anche molto bello, nonché difficile, prendersi a cuore della salute del corpo e dell’anima di un altro essere umano. È complto delicato e affettuoso, perché riconosce l’altro nella sua fragilità, nel suo stato di necessità, ed in tutta la sua interezza. Per come è. Gli restituisce dignità e umanità. Passa quell’amore gratuito e generoso che ci ha insegnato Gesù. E se ci oenso un attimo, ecco, io potrei essere al suo posto. Cosa vorrei sentire? Quali gesti, quali attenzioni, quali cure, quali parole? Quale delicatezza? Quale gentilezza? L’ammalato, nel corpo, ma anche quello nell’anima, è fragile, è esposto. Ha paura…. teme il giudizio, teme per la vita, pensa di non riuscire a farcela. E forse proprio da solo non ce la può fare…
    Quanto ci costa però affiancarci per qualche passo fatto insieme, per qualche porzione di tempo e di spazio dedicato. Se solo pensassimo a quanto fa la differenza per loro e per noi!!!
    Prego per gli ammalati, per gli operatiri sanitari e i medici, per quella moltitudine invisibile e paziente che segue chi è ammalato, per gli operatori di bene, silenzioso e generoso. Il Signore sa riconoscere l’amore….

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  2. sr Alida

    Direi anch’io molto bello e concreto quest’ultimo tratto di S.Giacomo, vero e arduo ,ma bello perchè dice che cosa è l’olio della nostra vita ,nella sofferenza e nella gioia ….nel bisogno di misericordia che sempre abbiamo ..e sopratutto di saperci guardati e amati dalla Provvidenza divina…nell’aiuto reciproco …Prego con voi per tutti i malati .e per tutti gli operatori che se ne prendono cura ..

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  3. Anonimo

    Molto bello questo passaggio che evidenzia quell’essere membra di un unico corpo. Cristo. Se un membro sta male tutto il corpo soffre e si attiva per guarire. Così la preghiera condivisa crea unioni, legami eterni perché in fondo tutti siamo fratelli… La preghiera per un fratello non fa bene solo a lui ma soprattutto a noi che non ci rende soli, egocentrico e egoisti

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  4. Sr Rita

    Guaritori e guariti nello stesso tempo. Dio che si prende cura di noi è la Parola che permette di fare altrettanto con chi è nella necessità. Prego per una mamma di 34 anni che è malata di cancro. Ci chiede di farle catechesi. Ha 2 bambini piccoli. La vostra preghiera ci aiuti a percorrere con lei questo cammino di cura.

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