martedì 27 agosto

di | 26 Agosto 2019

Gc 5,12                                                                                                      12 Soprattutto, fratelli miei, non giurate, né per il cielo, né per la terra, né per qualsiasi altra cosa; ma il vostro “sì” sia sì, e il vostro “no” no, per non incorrere nella condanna.

Commento

Stiamo andando verso la fine della lettera di Giacomo. Poi continueremo ancora con le lettere dette “Cattoliche”. La richiesta di non giurare è senz’altro segno e conferma dell’opera di Dio nella persona e nella storia di chi non ha bisogno di appellarsi che a se stesso; e questo è possibile e doveroso proprio per tutto quello che da Dio ha ricevuto. Non giurando né per il cielo né per la terra la persona tacitamente afferma che la garanzia forte di quello che afferma è in lui stesso, lui è la verità della sua affermazione che dice e non si deve appoggiare che a se stesso, non ad altro. Si evidenzia quindi che il non giurare è anche un atteggiamento di rispetto dovuto a Dio stesso. Giurare infatti per il cielo e per la terra  appare proibito perché coinvolge Dio cui il cielo e la terra appartengono.  Forse l’indicazione più chiara e profonda viene dalla seconda parte del v.12. La veracità del sì e del no nel discepolo del Signore dice come il suo parlare e tutta la sua vita siano chiamati a celebrare il suo legame profondo con la Parola di Dio. La veracità della Parola diventa il criterio di verità del credente. Da una parte la trasparenza evangelica manifestata da tutta la sua vita non ha più bisogno di altre garanzie. Dall’altra la signoria del Signore del Vangelo su di lui impedisce ogni uso strumentale della persona e del mistero del Signore stesso. Essa deve semplicemente trasparire non solo da ogni parola, ma da tutta la vita del credente.

Preghiamo

Preghiamo per Cesare

4 pensieri su “martedì 27 agosto

  1. Sr Rita

    Che bello sentir dire: quella persona è credibile. E dovrebbe essere così di tutti. Quello che la parola dice dovrebbe essere espressione di ciò che si pensa e si vuole. Ci sia data questa chiarezza che fa bene a noi e agli altri.
    Preghiamo per il Capitolo Provinciale delle Poverelle in Africa: sia anche questa una occasione per vivere la trasparenza e la verità del proprio pensare. Lo Spirito Santo illumini nella scelta delle persone.

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  2. Elena

    Ho incontrato nel tempo diverse persone non credibili, le cose dette e promesse non mantenute, parole vuote, parole non coerenti coi fatti. Ho provato tanto disorientamento, perche io credevo ciò che mi stavano dicendo, credevo in loro. Ho provato la frustrazione della bugia e anche il senso di arraabbiatura. E una volta persa la fiducia…. È difficile fidarsi di nuovo, credere di nuovo. Anche io sono stata poco credibile in certi passaggi della vita, mi sono nascosta in stati di doppiezza perché avevo paura, ero insicura, avrei voluto fare di me stessa una persona, ma ne veniva fuori un’altra. Fragile…Credo che tutti conosciamo e comprendiamo bene questa pagina della lettera di Giacomo. Che la maturità e la capacità di assumersi delle responsabilità, guidate dallo Spirito di verità, ci permettano di essere persone libere e credibili, persone integre. Perché questa è una cosa bella, davvero, per noi e per gli altri. E cerco di insegnare anche ai miei figli e ai bimbi a scuola l’importanza dell’uso della parola, senza giuramenti e senza bugie. Che il Signore ci aiuti ad essere persone da una sola parola…. quella giusta, quella vera.
    Prego con voi per le intenzioni espresse e per quelle che ciascuno custodisce nel cuore.

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  3. sr Alida

    La veracità della Parola diventa il criterio di vita del credente ” si ..si no…no” Rendici Signore persone libere e vere ,donaci una parola fondata su Te ,che sappia tacere o parlare a tempo opportuno …Oggi S,Monica ricordo le donne che portano questo nome ,Ricordo l’anniversario della mia professione per sempre .Prego per il nostro Capitolo Provinciale in Africa e per Cesare ,per quanto ognuno porta in cuore .

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  4. Anonimo

    La nostra umanità fragile e doppia prima di tutto a noi stessi è combattuta solamente se mettiamo Dio al primo posto, se lasciamo che il Suo Spirito operi in noi per cui non saremo più noi ma Lui che opera attraverso la nostra fragilità umana e farà di noi un’opera meravigliosa…. Quanto è difficile per noi piccoli uomini che abbiamo la libertà di scegliere tra il sì e il no… È un combattimento continuo….

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