mercoledì 26 ottobre

di | 25 Ottobre 2016

home2 siracide 33,1- 19

1 Chi teme il Signore non incorre in alcun male,
ma nella prova sarà ancora liberato.
2Un uomo saggio non detesta la legge,
ma chi finge con essa è come nave in tempesta.
3L’uomo assennato ha fiducia nella legge,
per lui è degna di fede come un oracolo.
4Prepara il tuo discorso e così sarai ascoltato,
raccogli il tuo insegnamento e poi rispondi.
5Ruota di carro è il sentimento dello stolto,
il suo ragionamento è come l’asse che gira.
6Un amico beffardo è come uno stallone,
nitrisce sotto chiunque lo cavalca.

7Perché un giorno è più importante d’un altro,
se tutta la luce dell’anno viene dal sole?
8È perché sono stati distinti nel pensiero del Signore,
che ha diversificato le stagioni e le feste.
9Ha esaltato e santificato alcuni,
altri li ha lasciati nel numero dei giorni ordinari.
10Anche gli uomini provengono tutti dalla polvere
e dalla terra fu creato Adamo.
11Ma il Signore li ha distinti nella sua grande sapienza,
ha diversificato le loro vie.
12Ha benedetto ed esaltato alcuni,
altri ha santificato e avvicinato a sé;
altri ha maledetto e umiliato
e ha rovesciato dalle loro posizioni.
13Come argilla nelle mani del vasaio
che la modella a suo piacimento,
così gli uomini nelle mani di colui che li ha creati
e li ricompensa secondo il suo giudizio.
14Di fronte al male c’è il bene,
di fronte alla morte c’è la vita;
così di fronte all’uomo pio c’è il peccatore.
15Considera perciò tutte le opere dell’Altissimo:
a due a due, una di fronte all’altra.

16Anch’io, venuto per ultimo, mi sono tenuto desto,
come uno che racimola dietro i vendemmiatori: 
17con la benedizione del Signore sono giunto per primo,
come un vendemmiatore ho riempito il tino.
18Badate che non ho faticato solo per me,
ma per tutti quelli che ricercano l’istruzione.
19Ascoltatemi, o grandi del popolo,
e voi che dirigete le assemblee, fate attenzione.

Commento

Il testo è abbastanza complesso e vi si intrecciano tanti argomenti: timore del Signore, attenzione al parlare e una riflessione sulla creazione. Ed è su questo ultimo argomento che mi voglio soffermare. Qui la creazione viene descritta come un atto di distinzione, di separazione. Il testo dice  che il Signore li ha distinti nella sua grande sapienza,
ha diversificato le loro vie. E poi fa una serie di esempi di cosa vuol dire questa distinzione. Credo che questo della separazione e della distinzione è un tema molto forte. Dio non ci ha creati tutti uguali. Dio ci ha creati distinti. Diciamo che Dio ha messo ordine nel caos iniziale e ha distinto e separato per fare in modo che ogni creatura potesse avere un suo progetto ben distinto. Allora il volerci bene non è essere tutti uguali, non è un eliminare tutte le distinzioni, le differenze. Quante volte noi pensiamo la pace e la convivenza civile come ad un unico essere dove tutti siamo uguali. E sì perché pensarci diversi ci fa un po’ paura. Dio ci pone su un terreno che è più difficile da percorrere. Rimanere uniti valorizzando le differenze, questa è la grande opera della creazione di Dio. Dio ama le differenze e vuole credere che il mondo è fatto di diversità che imparano a rispettarsi. Questo in effetti è il percorso più difficile, ma anche più affascinante.

Preghiamo

Preghiamo perché non si ripetano più episodi come quelli accaduti ieri in uno dei nostri paesi di non accettare chi è diverso e più debole di  te, di non accettare 12 profughi donne e bambini.

4 pensieri su “mercoledì 26 ottobre

  1. Giulio

    Si, preghiamo perché la diversità è l’unica condizione che permette di riconoscerci.
    Come potremmo vederci, parlarci, scambiarci pensieri e carezze se fossimo tutti uguali?
    E preghiamo perché stato e chiesa possano aiutarci a vincere le paure (spesso immotivate o cavalcate da chi vuol trarne profitto politico), ma che esistono, che dobbiamo affrontare e che non devono condizionare la nostra vita.
    E preghiamo anche per noi, perché non ci lasciamo travolgere da odi e rancori.

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  2. sr Rita

    “Anch’io, venuto per ultimo, mi sono tenuto desto,come uno che racimola dietro i vendemmiatori”. Mi piace l’atteggiamento di Siracide : si sente ultimo ma non è stato neghittoso. Si è tenuto desto ha lavorato raccogliendo quello che i vendemmiatori lasciano indietro. Ha faticato non solo per sé ma anche per quanti sono alla ricerca di un senso. La nostra vita connotata di semplicità, umiltà, laboriosità, preoccupazione per chi vene dopo di noi è una vita feconda, piena di senso. Preghiamo per chi si sente umiliato e respinto; per chi umilia e respinge. C sia un punto di incontro, pur nella diversità, affinché i figli di Dio non siano dissimili dalla natura che è armonia di differenze.

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  3. sr.Alida

    Come l’argilla nelle mani del vasaio..così gli uomini nelle mani di Dio..Proveniamo tutti dalla terra ,ma la Sapienza del Signore ha diversificato le nostre vie..perchè ciascuno abbia un suo progetto..Tenersi desti ,non faticare solo per sè..e considerare tutte le opere del Signore…Capire che la diversità è dono ,che siamo fatti dalla Sua mano così, per volerci bene .e dar vita al progetto pensato da Dio per noi ……invece è spesso fraintesa e sciupata questa possibilità ,tra noi gente comune ,tra i politici,tra i capi… chiedo al Signore di tenermi desta ,per non scordare nessuno ,piccole cose ,ma che siano gocce di speranza e di accoglienza ,perchè l’altro/a viva ..Faccio mie le intenzioni espresse oggi e prego .

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  4. Elena

    Mi piace il confronto continuo di Siracide tra elementi distinti e differenti, contrapposti ma parti della stessa unità che è l’essere umano nella sua interezza. Mi piace pensare a Dio creatore di differenze che possano occupare e riempire le vite di ciascuno costruendo fili armonici e ricami di incredibile bellezza! Pur nella complessità del ricamare, del tessere, del costruire insieme.
    Allora, Signore, rendici un po’ più creativi e meno gretti e grigi, meno chiusi ed egocentrici, meno crudeli nel giudicare e nel separare….
    Preghiamo per la mamma di Giovanna che è tornata al suo Creatore e per la sua famiglia e preghiamo per tutti coloro che vengono rifiutati così tristemente.

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