Mercoledì 16 maggio

di | 16 Maggio 2018

profeta geremia iconaGer 36,1-19                                         

1 Nel quarto anno di Ioiakìm figlio di Giosia, re di Giuda, questa parola fu rivolta a Geremia da parte del Signore: 2 “Prendi un rotolo da scrivere e scrivici tutte le cose che ti ho detto riguardo a Gerusalemme, a Giuda e a tutte le nazioni, da quando cominciai a parlarti dal tempo di Giosia fino ad oggi. 3 Forse quelli della casa di Giuda, sentendo tutto il male che mi propongo di fare loro, abbandoneranno ciascuno la sua condotta perversa e allora perdonerò le loro iniquità e i loro peccati”. 4 Geremia chiamò Baruc figlio di Neria e Baruc scrisse, sotto la dettatura di Geremia, tutte le cose che il Signore gli aveva detto su un rotolo per scrivere. 5 Quindi Geremia ordinò a Baruc: “Io ne sono impedito e non posso andare nel tempio del Signore. 6 Andrai dunque tu a leggere, nel rotolo che hai scritto sotto la mia dettatura, le parole del Signore, facendole udire al popolo nel tempio del Signore in un giorno di digiuno; le leggerai anche ad alta voce a tutti quelli di Giuda che vengono dalle loro città. 7 Forse si umilieranno con suppliche dinanzi al Signore e abbandoneranno ciascuno la sua condotta perversa, perché grande è l’ira e il furore che il Signore ha espresso verso questo popolo”. 8 Baruc figlio di Neria fece quanto gli aveva comandato il profeta Geremia, leggendo sul rotolo le parole del Signore nel tempio. 9 Nel quinto anno di Ioiakìm figlio di Giosia, re di Giuda, nel nono mese, fu indetto un digiuno davanti al Signore per tutto il popolo di Gerusalemme e per tutto il popolo che era venuto dalle città di Giuda a Gerusalemme. 10 Baruc dunque lesse nel libro facendo udire a tutto il popolo le parole di Geremia, nel tempio del Signore, nella stanza di Ghemarià, figlio di Safàn lo scriba, nel cortile superiore presso l’ingresso della Porta Nuova del tempio del Signore. 11 Michea figlio di Ghemarià, figlio di Safàn, udite tutte le parole del Signore lette dal libro, 12 scese alla reggia nella stanza dello scriba; ed ecco là si trovavano in seduta tutti i capi dignitari: Elisamà lo scriba e Delaià figlio di Semaià, Elnatàn figlio di Acbòr, Ghemarià figlio di Safàn, e Sedecìa figlio di Anania, insieme con tutti i capi. 13 Michea riferì loro tutte le parole che aveva udite quando Baruc leggeva nel libro al popolo in ascolto.14 Allora tutti i capi inviarono da Baruc Iudi figlio di Natania, figlio di Selemia, figlio dell’Etiope, per dirgli: “Prendi nelle mani il rotolo che leggevi ad alta voce al popolo e vieni”. Baruc figlio di Neria prese il rotolo in mano e si recò da loro. 15 Ed essi gli dissero: “Siedi e leggi davanti a noi”. Baruc lesse davanti a loro. 16 Allora, quando udirono tutte quelle parole, ebbero paura e si dissero l’un l’altro: “Dobbiamo senz’altro riferire al re tutte queste parole”. 17 Poi interrogarono Baruc: “Dicci come hai fatto a scrivere tutte queste parole”. 18 Baruc rispose: “Di sua bocca Geremia mi dettava tutte queste parole e io le scrivevo nel libro con l’inchiostro”. 19 I capi dissero a Baruc: “Va’ e nasconditi insieme con Geremia; nessuno sappia dove siete”.

Commento

Questa lettera che Baruc legge di fronte a tutti i dignitari di Gerusalemme è dettata da Geremia visto che lui non può di persona andare a parlare con gli interessati perché si sta nascondendo dal re. Nella lettera vi è come il riassunto di tutto il pensiero di Geremia che Baruc deve riferire al popolo. Per quale motivo Geremia detta questa lettera al suo segretario Baruc? Forse uno dei motivi è che Geremia vuole comunicare ai suoi interlocutori una sintesi di quello che è la sua profezia. Ciò che è stato detto in altri tempi e in altre circostanze viene offerto dalla Scrittura come disposto per l’ “oggi” di ogni generazione di ascoltatori. Altra ragione è che la Parola scritta può “viaggiare” al di là di colui che l’ha ricevuta, nel caso il nostro Geremia. La Parola cioè “passa” dal profeta che l’ha ricevuta a uno che l’ha scritta sotto dettatura e può leggerla ad altri, e in qualsiasi luogo e tempo: così, mi pare, possiamo dedurre da tutto il nostro testo di oggi attraverso il ministero di Baruc. La speranza è che questa lettera possa portare il popolo alla conversione, e di conseguenza alla salvezza. In realtà sembra che provochi solo un grande spavento, è vero la lettura suscita forti emozioni, ma è l’emozione dello spavento che prevale su tutto. Anche l’indicazione data a Baruc di nascondersi insieme a Geremia dice di questa paura nei confronti del re. In ogni caso possiamo anche solo dire che Geremia non rinuncia mai a parlare, a dire la verità della vita dell’uomo. Tutto questo egli lo fa non per condannare o giudicare, ma per il bene che vuole alla città di Gerusalemme e ai suoi abitanti.

Preghiamo

Preghiamo per Veronica e Giovanni

3 pensieri su “Mercoledì 16 maggio

  1. . Elena

    Unisco alla preghiera.per Veronica e Giovanni una preghiera per Valeria e Antonio.

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  2. srAlida

    Non aver paura ,e fare in modo che non manchi di risuonare una Parola per la conversione ,anche se in modo diretto non è possibile ,comunque un ardua impresa che richiede coraggio.
    Preghiamo perchè non ci lasciamo travolgere dal male ,che ogni giorno è evidente ai nostri occhi..e possa emergere un pò di speranza .Mi unisco alla preghiera per Veronica e Giovanni .

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  3. sr Rita

    In Pantelleria è morta SVEVA,, una bambina di 5 anni che ha lottato contro una malattia rara assieme ai suoi genitori e alle suore della scuola materna che frequentava quando la malattia glielo permetteva. Il Signore dia pace alla sua famiglia.

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