mercoledì 12 agosto

di | 11 Agosto 2020

At 16,35-40                                                        35 Fattosi giorno, i magistrati inviarono le guardie a dire: Rimetti in libertà quegli uomini! 36 Il carceriere riferì a Paolo questo messaggio: I magistrati hanno dato ordine di lasciarvi andare! Uscite dunque e andate in pace. 37 Ma Paolo disse alle guardie: Ci hanno percosso in pubblico e senza processo, pur essendo noi cittadini romani, e ci hanno gettato in carcere; e ora ci fanno uscire di nascosto? No davvero! Vengano loro di persona a condurci fuori!. 38 E le guardie riferirono ai magistrati queste parole. All’udire che erano cittadini romani, si spaventarono; 39 vennero e si scusarono con loro; poi li fecero uscire e li pregarono di andarsene dalla città. 40 Usciti dal carcere, si recarono a casa di Lidia, dove incontrarono i fratelli, li esortarono e partirono.

Commento

Le parole che oggi ascoltiamo sono molto interessanti perché aiutano a comprendere che la liberazione e la libertà donate dalla fede di Gesù non si possono confondere con le presunte libertà e liberazioni del mondo, sempre legate e inquinate da connessioni con i poteri del mondo. Di fatto, il nostro testo non arriva a parlare di libertà. Allo stesso modo Paolo non accetta di essere “mandato in pace” come pretenderebbero i magistrati. Per questo arriva addirittura a rivendicare i diritti che competono alla sua cittadinanza romana. Non mi sento in grado di entrare in un’analisi storica di queste cose, ma mi sembra si possa dire che il “giudizio del Vangelo” non è indifferente di fronte a quel tentativo di “giustizia” che le legislazioni umane tentano di stabilire. Il giudizio del vangelo sulle vicende umane, può essere un criterio con cui interpretare la realtà, anche a costo di entrare in conflitto con la legge. Questo mi sembra l’unico momento e criterio con cui si può pensare la realtà. Quando il criterio di giudizio è il vangelo allora si può ragionare anche sulle leggi umane. Mi chiedo se, in questa direzione, non si possa notare una certa “disobbedienza” di Paolo rispetto alla richiesta di “andarsene dalla città” gli avevano fatta i magistrati che erano andati a scusarsi. Al v.40 dice infatti che prima di andarsene, “si recarono a casa di Lidia”. Con molta disinvoltura!

Preghiamo

Preghiamo per le giovani coppie

2 pensieri su “mercoledì 12 agosto

  1. Anonimo

    Non c’è altro criterio che il Vangelo per interpretare la realtà e le vicende umane ….prego con voi per le giovani coppie .

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  2. Sr. Rita

    Arrivare a questa libertà di Paolo è un cammino lungo ancora per me, per la chiesa, per la giustizia umana. Se il Vangelo non è utopia ci aiuti lo Spirito a non desistere.

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