mercoldì 7 febbraio

di | 6 Febbraio 2018

Michelangelo_Buonarroti_027 Ger 4,22-31                                         

22 “Stolto è il mio popolo: non mi conoscono, sono figli insipienti, senza intelligenza; sono esperti nel fare il male, ma non sanno compiere il bene”. 23 Guardai la terra ed ecco solitudine e vuoto, i cieli, e non v’era luce. 24 Guardai i monti ed ecco tremavano e tutti i colli ondeggiavano. 25 Guardai ed ecco non c’era nessuno e tutti gli uccelli dell’aria erano volati via. 26 Guardai ed ecco la terra fertile era un deserto e tutte le sue città erano state distrutte dal Signore e dalla sua ira ardente. 27 Poiché dice il Signore: “Devastato sarà tutto il paese; io compirò uno sterminio. 28 Pertanto la terra sarà in lutto e i cieli lassù si oscureranno, perché io l’ho detto e non me ne pento, l’ho stabilito e non ritratterò. 29 Per lo strepito di cavalieri e di arcieri ogni città è in fuga, vanno nella folta boscaglia e salgono sulle rupi. Ogni città è abbandonata, non c’è rimasto un sol uomo. 30 E tu, devastata, che farai? Anche se ti vestissi di scarlatto, ti adornassi di fregi d’oro e ti facessi gli occhi grandi con il bistro, invano ti faresti bella. I tuoi amanti ti disprezzano; essi vogliono la tua vita. 31 Sento un grido come di donna nei dolori, un urlo come di donna al primo parto, è il grido della figlia di Sion, che spasima e tende le mani: “Guai a me! Sono affranta, affranta per tutti gli uccisi”

Commento

Guardai. Lo sguardo del profeta, che è lo stesso sguardo di Dio, vede la grande desolazione della città. Le parole “solitudine e vuoto…nessuno…deserto..” esprimono bene un cammino che procede al contrario: dove vi è la comunione con Dio vi è la bellezza della vita, mentre dove questa comunione non esiste vi è solo desolazione. Il cammino dell’uomo di Gerusalemme procede al contrario perché non va verso Dio, ma verso l’idolo e questo porta con sé la desolazione. Proviamo a metterci nei panni del profeta Geremia, che ama la sua città di Gerusalemme, ma deve annunciare la desolazione completa. Niente è più doloroso di tutto questo. Ci sono due figure femminili nel testo che stanno ad indicare il cammino che porta alla desolazione. Una è questa donna che porta i segni della prostituzione (vestito di scarlatto, fregi d’oro… ) essa sta ad indicare come non c’è bellezza che può salvare dalla desolazione finale. L’altra donna è la figlia di Sion che è raffigurata come una donna che sta per partorire nel dolore. Essa è la raffigurazione  della città di Gerusalemme affranta per tutti gli uccisi. Il testo è duro, ma la realtà della guerra e della violenza è proprio così come è descritta, nella sua durezza e nella sua tragicità.

Preghiamo

Preghiamo per la pace a Gerusalemme

3 pensieri su “mercoldì 7 febbraio

  1. Rita

    La desolazione è anche di oggi. Guardiamo e sentiamo smarrimento. Che il Signore volga il suo sguardo per aver misericordia. Preghiamo per il nostro Vescovo Dom Agenor che è gravissimo. Un ricordo anche per la nostra madre generale e segretaria che sono in volo per venire in Brasile.

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  2. Elena

    Dolore, desolazione, vuoto, assenza di luce, devastazione, urla,deserto…. Quanto racconta di tutto questo ogni nostro giorno, dalle cose piccole alle cose grandi. Dal dentro al fuori delle nostre vite ed esperienze…
    Spesso, mentre cammino per strada, penso che poichè di brutture se ne vedono e sentono tante, ho bisogno di pensare alla bellezza di ciò che riempie il mondo, e la mia vita. Per ringraziare di questi doni di Dio e per continuare a sperare, e a guardare con occhi sorpresi e luminosi ciò che ogni giorno il Signore pone nelle nostre mani. Nulla di scontato, ma fonte di grazia che, voglio credere, genera grazia,pace, benessere e riconoscenza e amore….
    Prego perchè tutti gli esseri umani non vengano sopraffatti dall’oscurità e da ciò che distrugge la vita.
    Prego per il viaggio delle sorelle in Brasile, per il Vescovo e la pace in Gerusalemme e, ancor prima, in ogni cuore.

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  3. srAlida

    Non percorriamo le vie di Dio ,chiediamo al Signore la consapevolezza della desolazione che ci creiamo ,per vivere la vita bella che ci dona insieme alla speranza .Prego con voi ,per il vescovo Dom Agenor per la pace a Gerusalemme ,per la nostra madre generale e la sua segretaria in viaggio in Brasiile

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