martedì 27 novembre

di | 27 Novembre 2018

giobbe - francesco betti Gb 9,25 – 35

[25]I miei giorni passano più veloci d’un corriere,
fuggono senza godere alcun bene,
[26]volano come barche di giunchi,
come aquila che piomba sulla preda.
[27]Se dico: «Voglio dimenticare il mio gemito,
cambiare il mio volto ed essere lieto»,
[28]mi spavento per tutti i miei dolori;
so bene che non mi dichiarerai innocente.
[29]Se sono colpevole,
perché affaticarmi invano?
[30]Anche se mi lavassi con la neve
e pulissi con la soda le mie mani,
[31]allora tu mi tufferesti in un pantano
e in orrore mi avrebbero le mie vesti.
[32]Poiché non è uomo come me, che io possa
rispondergli:
«Presentiamoci alla pari in giudizio».
[33]Non c’è fra noi due un arbitro
che ponga la mano su noi due.
[34]Allontani da me la sua verga
sì che non mi spaventi il suo terrore:
[35]allora io potrò parlare senza temerlo,
perché così non sono in me stesso.

Commento

Giobbe continua a chiedere un fondamento della terra più profondo del caos e del nulla. Ma per cercare e volere un Dio vero al di là dell’apparente «banalità del bene», Giobbe con la forza della sua fragilità chiede a Dio di rispondere delle sue azioni, vuole un Dio responsabile. In realtà ci sarebbe stata una strada più semplice: imboccare la scorciatoia consigliatagli dai suoi amici, ammettendo la sua colpevolezza. Ma Giobbe, per una misteriosa fedeltà a se stesso e alla vita, non segue questa terza via. Giobbe avrebbe potuto riconoscere di essere peccatore (quale uomo giusto non ha la coscienza di esserlo?), implorare il perdono e la misericordia divina, e così salvare la giustizia di Dio e sperare anche di guadagnare un proprio riscatto personale. Ma non lo fece, e continuò a chiedere ragioni, a dialogare, ad attendere un volto di Dio diverso. A credere nella propria rettitudine.

Preghiamo

Preghiamo per Giulio

3 pensieri su “martedì 27 novembre

  1. sr Rita

    Oggi sono impegnata nell’incontro della CRB( religiosi e religiose della Diocesi) con la partecipazione del nostro Vescovo per dialogare su: “Una chiesa in uscita. Una vita consacrata in uscita. Che significa questo per la nostra Diocesi di Paranaguà?” Chiedo una preghiera affinché questo scambio col nostro Vescovo risvegli in tutti la responsabilità verso la Chiesa e verso la Vita Religiosa.

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  2. . Elena

    È fragile, Giobbe, ma continua a cercare Dio e a riconoscere se stesso. Quanta forza ha in sé, aldilà delle apparenze!
    Prego per voi, sr Rita, Chiesa in ricerca. Per tutti coloro che continuano a cercare Dio, presenza viva, non casuale nella vita propria e altrui. Prego per Giulio, per Graziella, per Chiara, per la piccola Noemi e per tutte le nostre intenzioni.

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  3. srAlida

    I miei giorni passano veloci ,voglio dimenticare il mio gemito,cambiare il mio volto ed essere lieto
    Non si può dimenticare il gemito ,necessita affidarlo ; una frase dice “Se non si può sempre essere nella gioia ,posso sempre essere nella pace….”Ci son state persone e ce ne sono che soffrono tanto eppure trasmettono serenità e pace … Penso che questo avvenga in noi solo affidandoci ,a Dio … il tempo passa veloce solo il Cielo rimane ….Ci aiuti il Signore a vivere di ciò che non passa …Mi unisco alla preghiera per l’incontro di sr Rita e per Giulio ,Chiara,Noemi ….

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