martedì 24 gennaio

di | 23 Gennaio 2017

trinità Matteo 6,25-34  

 25 Perciò io vi dico: non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito? 26 Guardate gli uccelli del cielo: non séminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro? 27 E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita? 28 E per il vestito, perché vi preoccupate? Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. 29 Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. 30 Ora, se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani si getta nel forno, non farà molto di più per voi, gente di poca fede? 31 Non preoccupatevi dunque dicendo: “Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?”. 32 Di tutte queste cose vanno in cerca i pagani. Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno. 33 Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. 34 Non preoccupatevi dunque del domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. A ciascun giorno basta la sua pena.

Commento

Questo testo è usato più o meno a proposito o meglio a sproposito per parlare della provvidenza e del fatto che non dobbiamo agitarci per cose inutili, ma cercare cose essenziali. Il testo mi sembra più impegnativo e profondo. Per esempio questo non preoccuparsi più volte ripetuto vuole dirci di come è fondamentale costruire relazioni serene e non agitate con gli uomini. Forse la preoccupazione consiste nel fatto di vivere con delusione e insipienza le cose che facciamo, magari con quel senso sempre di lamentosità che ci porta a agitarci perché niente sembra funzionare. Dunque non preoccupazione, ma relazione d’amore. E ogni fatica come riposta all’amore di Dio e non come angosciante affanno di chi deve da solo portare pesi insopportabili. Allora gli uccelli del cielo e i gigli del campo  vengono a dirci nel linguaggio della natura che noi ben più di loro possiamo e dobbiamo fidarci dell’amore di Dio per noi. E questo porta a due “aggiustamenti” gerarchici, uno nel ristabilire l’ordine d’importanza delle cose, l’altro nel ricordare il posto privilegiato che l’uomo ha nella creazione. E porta anche ad una consapevolezza profonda e serena sui nostri stessi limiti. Quindi: “la vita vale più del cibo e il corpo più del vestito”. E i gigli, che sono bellissimi e neanche Salomone poteva pensare di vestirsi con la loro stessa eleganza, sono però “erba” che oggi c’è e domani si getta nel forno. L’ultima creatura umana vale infinitamente più di loro agli occhi e al cuore del Signore. E poi, noi valiamo di più degli uccelli del cielo! E ancora, tutto è nelle mani di Dio, e noi, pur con tutte le nostre agitazioni, non possiamo allungare neppure di un minimo la nostra vita

Preghiamo

Preghiamo per tutti noi che siamo sempre preoccupati.

3 pensieri su “martedì 24 gennaio

  1. Elena

    La mia nonna prima e la mia mamma poi mi hanno regalato questo profondo senso di presenza di Dio in ogni nostra vicenda. Questo profondo senso di Provvidenza. Ma anche la certezza di avere un senso agli occhi di Dio. Cose non disgiungibili. Io cerco di regalare ai miei figli anche il senso delle cose che vanno un po’ storte nella vita, perché hanno un loro motivo di essere ed attivano processi di riflessione e di crescita e comprensione nuovi. Senza troppa preoccupazione, nonostante la fatica e il dolore di certi eventi ci tocchino e ci segnino. La Parola odierna ci ricorda quanto siamo nello sguardo, nel cuore e nell’amore di Dio, quanto e più di ogni creatura, cui nulla manca, nonostante la fragilità della propria vita. Questione di prospettiva, per rendere grazie ogni giorno di quanto ricevuto e per sentirci comunque ricchi di doni…

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  2. sr.Alida

    Cercate anzitutto il Regno di Dio….Pensando a Dio Padre provvidente ,trovo l’invito a vivere il momento presente, cercando ciò che a Lui gradito,senza lasciarmi portare via l’essenziale del Suo amore nuovo e imprevedibile ogni giorno ..relazioni buone ,piccole risposte di amore…il mio limite ,..con cuore però che si allarghi all’umanità ..questo chiedo al Signore ,di non vivere in superficie ;Noi contiamo piu’ di tutto al cuore del Signore e ritrovarsi nelle Sue mani è profonda pace ….preghiamo per tutte quelle volte che ci preoccupiamo troppo.Affidiamo a Lui sempre chi è solidale nei soccorsi e ogni necessità .

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  3. sr Rita

    Noi valiamo più dei passeri, dei gigli….Il Padre provvede. Questa certezza ci aiuti a non piangerci addosso perché valiamo poco, perché non siamo capaci, perché nessuno ci ama, ci cerca, ci ringrazia….La Parola è un buon rimedio ai nostri malanni interiori che spesso rovinano le relazioni e la salute. Preghiamo per chi fatica a stare in questa certezza.

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