martedì 2 luglio

di | 2 Luglio 2019

1 Pt 2,13-17                                                                                    13 State sottomessi ad ogni istituzione umana per amore del Signore: sia al re come sovrano, 14 sia ai governatori come ai suoi inviati per punire i malfattori e premiare i buoni. 15 Perché questa è la volontà di Dio: che, operando il bene, voi chiudiate la bocca all’ignoranza degli stolti. 16 Comportatevi come uomini liberi, non servendovi della libertà come di un velo per coprire la malizia, ma come servitori di Dio. 17 Onorate tutti, amate i vostri fratelli, temete Dio, onorate il re.

Commento

Il testo può essere di estrema attualità se compreso bene. Noi credenti viviamo in questo mondo e siamo sottomessi all’autorità di questo mondo. Ma forse il testo vuole  andare oltre. Non siamo sottomessi al re in maniera servile, capaci solo di adulare il re o il potente di turno. . La loro funzione sembra essere quella di affermare una giustizia che distingua e amministri la contrapposizione tra atteggiamenti negativi e comportamenti virtuosi, proprio per impedire che male e bene vengano mescolati senza un criterio di giustizia e di verità.  Il v.15 consegna al credente un criterio generale e in ogni modo altamente positivo: un comportamento buono si impone per la sua forza ed è la migliore resistenza nei confronti di ogni aberrante interpretazione delle sapienze mondane. Il v.16 aggiunge a questo anche un criterio di prudenza evangelica, ricordando come sia forte il pericolo di confondere la vera libertà – che con molta audacia Pietro riconosce ai “servitori di Dio”! – con gli alibi più o meno fumosi che possiamo farci per coprire sotto apparenze di giustizia la realtà delle nostre miserie umane. Quindi possiamo dire che tale sottomissione è nel nome di una giustizia vera nei confronti dell’umanità, una giustizia che salvaguarda l’umanità intera. Altrimenti non è necessaria la sottomissione al potente di turno.

Preghiamo

Preghiamo per i nostri politici.

 

2 pensieri su “martedì 2 luglio

  1. sr Alida

    “..Come servitori di Dio “…è assumere un criterio positivo di vivere in ogni relazione o servizio a favore del bene e della vita ..Donaci Signore quel dato modo di servire che è “Stare con Te” quante cose vivo o faccio scordandomi della Tua presenza…Ti preghiamo Signore per i nostri politici per chi occupa un posto di maggior responsabilità Ti preghiamo per il Papa che è un vero servitore di Te ..

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  2. Sr Rita

    Onorate tutti, amate i vostri fratelli, temete Dio, onorate il re.
    Il verbo onorare, mi pare possa significare di riconoscere l’identità e l’autorità dell’altro: tutti, i fratelli, Dio, l’autorità. Ma c’è anche il verbo amare e temere. Quindi non si tratta di adulazione, ma di relazione vera in cui il timore di far del male all’altro i chiama amore.
    Preghiamo perché ogni persona sia riconosciuta, amata e temuta nel senso che la Parola di Dio ci indica. E chi ha anche un compito di autorità lo viva secondo giustizia e tenerezza.

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