martedì 19 maggio

di | 18 Maggio 2020

Lc 23,13-25     

13Pilato, riuniti i capi dei sacerdoti, le autorità e il popolo, 14disse loro: «Mi avete portato quest’uomo come agitatore del popolo. Ecco, io l’ho esaminato davanti a voi, ma non ho trovato in quest’uomo nessuna delle colpe di cui lo accusate; 15e neanche Erode: infatti ce l’ha rimandato. Ecco, egli non ha fatto nulla che meriti la morte. 16Perciò, dopo averlo punito, lo rimetterò in libertà». [17] 18Ma essi si misero a gridare tutti insieme: «Togli di mezzo costui! Rimettici in libertà Barabba!». 19Questi era stato messo in prigione per una rivolta, scoppiata in città, e per omicidio. 20Pilato parlò loro di nuovo, perché voleva rimettere in libertà Gesù. 21Ma essi urlavano: «Crocifiggilo! Crocifiggilo!». 22Ed egli, per la terza volta, disse loro: «Ma che male ha fatto costui? Non ho trovato in lui nulla che meriti la morte. Dunque, lo punirò e lo rimetterò in libertà». 23Essi però insistevano a gran voce, chiedendo che venisse crocifisso, e le loro grida crescevano. 24Pilato allora decise che la loro richiesta venisse eseguita. 25Rimise in libertà colui che era stato messo in prigione per rivolta e omicidio, e che essi richiedevano, e consegnò Gesù al loro volere.

Commento

Ma Pilato vuole salvare Gesù o è altro il problema? Secondo me il grande problema è che ci troviamo di fronte ad una giustizia falsata. Da una parte le false testimonianza, dall’altra Pilato non segue la prassi dei processi, vuole solo risolvere il problema velocemente. Quindi non siamo solo di fronte ad un errore giudiziario, ma un errore voluto. Questo è la fine della giustizia, è il male della giustizia. Siamo di fronte al fallimento della giustizia umana, che ormai fa solo l’interesse del potere e non la giustizia vera. Il fatto che Pilato non trova nessuna colpa in Gesù non è segno della sua capacità di amministrare la giustizia, quanto invece della sua volontà di asservire il potere che voleva Gesù morto. Ed anche l’idea di liberare Gesù dopo averlo punito è come un contentino ai sacerdoti che però lo vogliono morto in croce. Capite bene che qui non c’è nulla di regolare. E’ la negazione della giustizia di cui l’autorità pretende di essere al servizio. In realtà la vera pretesa è quella di poter manipolare la giustizia con la potenza del potere. Pilato cede di fronte alle alte grida dei sacerdoti e delle autorità del popolo. Quindi possiamo dire che qui emerge tutta la debolezza del potere, che pensa di essere grande. Non voglio fare nessun collegamento con i nostri tempi, ma anche oggi possiamo parlare di debolezza del potere e della giustizia umana.

Preghiamo

Preghiamo per Davide.

2 pensieri su “martedì 19 maggio

  1. Elena

    La fragilità umana nelle mani di chi dovrebbe governare un paese è davvero pericolosa perché non c’è giustizia, non c’è rispetto per la persona. I tempi ci riportano spesso e con dolore ad esperienze simili a quelle vissute ai tempi di Gesù. Quanti Pilato ancora asserviti al potere? Quanto silenzio portato ancora dalle urla degli ultimi??? Preghiamo per Davide, e per i nostri governanti.

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  2. sr Alida

    Condivido in pieno i vostri commenti ,Preghiamo per Davide e Daniele .Preghiamo per i nostri gobvernanti .

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