lunedì 22 marzo

di | 21 Marzo 2021

Giobbe 40,1-5

1 Il Signore prese a dire a Giobbe:
2«Il censore vuole ancora contendere con l’Onnipotente?
L’accusatore di Dio risponda!».
3Giobbe prese a dire al Signore:
4«Ecco, non conto niente: che cosa ti posso rispondere?
Mi metto la mano sulla bocca.
5Ho parlato una volta, ma non replicherò,
due volte ho parlato, ma non continuerò».

Commento

Dopo il lungo discorso di Dio ecco la risposta di Giobbe. Tra l’altro Dio chiama Giobbe il censore, l’accusatore. È come se Dio a suo modo ha lanciato la sfida a Giobbe. Il linguaggio sapienziale che Dio ha utilizzato nel precedente discorso ora si trasforma in un linguaggio giudiziale. Proprio quello che voleva Giobbe. Dio viene a cercare Giobbe proprio su quel terreno che Giobbe stesso aveva chiesto. Quello del tribunale, quello della contesa giudiziaria. Giobbe rimane come stupito per il fatto che Dio ha accetto di scendere al suo livello, forse non se lo aspettava, forse immaginava Dio lontano, ed invece lui viene vicino. Dio sembra dire: hai chiesto di venire in tribunale con te per vedere  chi ha ragione e io, Dio accetto. Adesso che sono qui che cosa hai da dire. Dio non rifiuta mai il dialogo con l’uomo. Si tratta di un dialogo che diventa sfida, così come l’ha concepita l’uomo. Giobbe, che non si aspetta questa cosa, inizialmente sembra non accettare la sfida perchè è cosciente che non ha molti argomenti da contrapporre al pensiero di Dio. Qui non si tratta di una resa di uno che non sa più che cosa dire, ma il prendere atto che Dio è ben più grande dell’uomo Giobbe. Può avere Giobbe la capacità e la forza di sostituirsi a Dio nel giudizio del mondo?; se avesse tale grandezza provi a dimostrarla!. E qui Giobbe si ferma per un attimo.

Preghiamo

Preghiamo per tutte le missioni

Un pensiero su “lunedì 22 marzo

  1. Elena

    A volte è meglio fermarsi che replicare o sbottare! A volte è meglio tacere e aspettare. Alda Merini diceva “Mi piace chi sceglie con cura le parole da non dire”…
    Ecco forse è meglio fermarsi , pensare e scegliere queste parole…
    Accompagniamo con la preghiera le missioni vicine e lontane.

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