lunedì 23 luglio

di | 23 Luglio 2018

1 corinti 1 Cor 5,1-5

1 Si sente da per tutto parlare di immoralità tra voi, e di una immoralità tale che non si riscontra neanche tra i pagani, al punto che uno convive con la moglie di suo padre. 2 E voi vi gonfiate di orgoglio, piuttosto che esserne afflitti, in modo che si tolga di mezzo a voi chi ha compiuto una tale azione! 3 Orbene, io, assente col corpo ma presente con lo spirito, ho già giudicato come se fossi presente colui che ha compiuto tale azione: 4 nel nome del Signore nostro Gesù, essendo radunati insieme voi e il mio spirito, con il potere del Signore nostro Gesù, 5 questo individuo sia dato in balìa di satana per la rovina della sua carne, affinché il suo spirito possa ottenere la salvezza nel giorno del Signore.

Commento

Ci troviamo di fronte ad un testo molto complesso che mette in gioco la legge morale del tempo che va sempre confrontata con la legge morale del nostro tempo. Il problema che pone Paolo non deve scadere solo nel sapere che cosa è lecito oppure no, ma nel comprendere come ogni atto morale negativo genera male e divisione dentro tutta la comunità. L’apostolo affronta  un argomento penoso. Oltre alle spiacevoli divisioni, vi era nell’assemblea di Corinto un grave peccato morale di un tale che convive con la moglie di suo padre. tale gesto, anche se commesso da un solo individuo, infangava l’intera assemblea. È verosimile che ci fosse una tacita sopportazione (se non approvazione) di questo comportamento, e allora Paolo chiede alla comunità di allontanare chi si comporta in tal modo. Tutto questo dice da un lato il rischio di “contagio” che si può vivere all’interno di una comunità, dove per contagio intendo dire che il male, se non li si affronta, si diffonde e dove il comportamento sbagliato di uno “abbassa” il tono di tutta la vita comunitaria e dall’altro dice la responsabilità di ciascuno nell’intervenire per il bene di tutta la comunità. L’intervento dell’escludere non è frutto di una condanna, ma della libera decisione dell’uomo di rimanere nel male. Dio non si oppone alla libertà dell’uomo, anche se questa scelta lo porta verso il male. Non è Dio che condanna, ma l’uomo che si autodetermina verso il bene o il male.

Preghiamo

Preghiamo per la nonna di Viola che ci ha lasciato.

4 pensieri su “lunedì 23 luglio

  1. srAlida

    Ogni nostra azione nel bene o nel male si allarga,ci responsabilizza nella diffusione….
    di un bene comune…di ciò che rende la vita bella e vivibile ..una preghiera per la nonna di Viola
    e per le intenzioni che abbiamo in cuore

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  2. . Elena

    Siamo come una rete: se una maglia si allenta o si rovina, tutta la rete ne risente. Siamo come un’unica famiglia: se un suo componente è ammalato, tutta la famiglia ne risente. Preghiamo perché il senso di responsabilità di ciascuno sia sensibile a chi gli sta attorno. In fondo siamo tutti intrecciati nel ricamo prezioso di Dio, e la perdita di un solo filo rovina la bellezza del ricamo nel suo insieme. Prego con voi per le intenzioni di ciascuno, per la nonna di Viola e per quanti ci lasciano, prego per alcune donne che soffrono molto in questo tempo…

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  3. Luca

    E voi vi gonfiate di orgoglio, piuttosto che esserne afflitti

    Senza entrare in moralismi vari, questa Parola è cmq un invito chiaro alla coerenza e non alla complicità.
    Chiedo per tutti noi e per la chiesa intera questo dono, oggi così difficile da vivere.

    Buona giornata a tutti!

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  4. sr Rita

    Situazioni come quella descritta da Paolo qui da noi sono purtroppo molto frequenti e se si dovesse affidare al diavolo tutti…ne resterebbero pochi in chiesa… Ci aiuti il Signore a lavorare perché ogni persona conosca la propria dignità di UOMO e valorizzi il proprio corpo come dono bello da amare e far amare.

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