martedì 24 luglio

di | 23 Luglio 2018

1 corinti1 Cor 5,6-13                                              

6 Non è una bella cosa il vostro vanto. Non sapete che un po’ di lievito fa fermentare tutta la pasta? 7 Togliete via il lievito vecchio, per essere pasta nuova, poiché siete azzimi. E infatti Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato! 8 Celebriamo dunque la festa non con il lievito vecchio, né con lievito di malizia e di perversità, ma con azzimi di sincerità e di verità. 9 Vi ho scritto nella lettera precedente di non mescolarvi con gli impudichi. 10 Non mi riferivo però agli impudichi di questo mondo o agli avari, ai ladri o agli idolàtri: altrimenti dovreste uscire dal mondo! 11 Vi ho scritto di non mescolarvi con chi si dice fratello, ed è impudico o avaro o idolàtra o maldicente o ubriacone o ladro; con questi tali non dovete neanche mangiare insieme. 12 Spetta forse a me giudicare quelli di fuori? Non sono quelli di dentro che voi giudicate? 13 Quelli di fuori li giudicherà Dio. Togliete il malvagio di mezzo a voi!

Commento

Nel suo insieme il nostro brano di oggi ci ricorda una tentazione permanente della comunità cristiana, che è quello di essere complice e condiscendente con se stessa e di gettare il giudizio al di fuori di sé, nei confronti di chi non si considera parte e partecipe della stessa fede. A questo è collegato il pericolo di considerare la propria “appartenenza” come privilegio e garanzia ignorando l’appello alla perenne conversione del cuore e della vita, che è dono ed esigenza della vita cristiana. Paolo nel nome del Signore reclama la sincerità e la verità e non esita a mettere allo scoperto questo male senza mezzi termini: il giudizio e la condanna sempre fuori di sé e della comunità e mai dentro. Prima di ogni servizio e di ogni testimonianza cristiana, è necessario che la coscienza sia in ordine. E la santità esige che i credenti, non solo si astengano dal male nella loro vita, ma si tengano separati dalle persone che vivono nel peccato pur fregiandosi del titolo di figli di Dio. Qual è il grande motivo per il quale, individualmente e come assemblea, dobbiamo guardarci da ogni comunione e da ogni leggerezza nei riguardi del male? Non certo la nostra superiorità sugli altri, ma per il valore infinito del sacrificio che ha espiato i nostri peccati, cioè la croce di Gesù Cristo che non condanna ma salva.

Preghiamo

Preghiamo per tutti i lavoratori

3 pensieri su “martedì 24 luglio

  1. srAlida

    Togliere il lievito vecchio..essere nuovi ogni giorno …è un Suo dono ,richiede un atteggiamento di accoglienza,di risposta umile e serena ….la conversione del cuore è un’esigenza cristiana….
    che lo Spirito Santo ci aiuti e ispiri in questo cammino a servizio di quanti ci affida …Con voi prego per tutti i lavoratori e per quanti si affidano alla nostra preghiera …

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  2. sr Rita

    …un po’ di lievito fa fermentare tutta la pasta..
    La forza del lievito è nascosta. Il lievito scompare quando fa il suo effetto nella pasta.
    Lievito vecchio e lievito nuovo. Sono cose che ci appartengono. Essere l’uno o l’altro dipende anche da noi.
    Oggi sono stata nel cimitero dove è sepolto Lucas, morto settimana scorsa in incidente. Ero con la mamma del Lucas che lo ha investito. Questa mamma si è inginocchiata per terra, ha accarezzato i fiori ancora freschi, sulla terra ed ha pregato così: Lucas,perdona mio figlio.
    Qui c’è il lievito nuovo in atto. Per grazia.

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  3. . Elena

    Fa, o Signore, che il lievito buono e nuovo sani le nostre esperienze dalla presunzione di essere perfetti o migliori. Tutti, inginocchiati a terra, possiamo solo chiedere il perdono affinché questo lievito che viene da Te faccia di noi nuova pasta, e poi, pane buono per tutti….

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