lunedì 22 luglio

di | 21 Luglio 2019

2 Pt 3,10-18                                                                                   10 Il giorno del Signore verrà come un ladro; allora i cieli con fragore passeranno, gli elementi consumati dal calore si dissolveranno e la terra con quanto c’è in essa sarà distrutta. 11 Poiché dunque tutte queste cose devono dissolversi così, quali non dovete essere voi, nella santità della condotta e nella pietà, 12 attendendo e affrettando la venuta del giorno di Dio, nel quale i cieli si dissolveranno e gli elementi incendiati si fonderanno! 13 E poi, secondo la sua promessa, noi aspettiamo nuovi cieli e una terra nuova, nei quali avrà stabile dimora la giustizia. 14 Perciò, carissimi, nell’attesa di questi eventi, cercate d’essere senza macchia e irreprensibili davanti a Dio, in pace. 15 La magnanimità del Signore nostro giudicatela come salvezza, come anche il nostro carissimo fratello Paolo vi ha scritto, secondo la sapienza che gli è stata data; 16 così egli fa in tutte le lettere, in cui tratta di queste cose. In esse ci sono alcune cose difficili da comprendere e gli ignoranti e gli instabili le travisano, al pari delle altre Scritture, per loro propria rovina. 17 Voi dunque, carissimi, essendo stati preavvisati, state in guardia per non venir meno nella vostra fermezza, travolti anche voi dall’errore degli empi; 18 ma crescete nella grazia e nella conoscenza del Signore nostro e salvatore Gesù Cristo. A lui la gloria, ora e nel giorno dell’eternità. Amen!

Commento

E siamo alla conclusione della piccola e breve lettera di Pietro. Come conclusione direi così:   quante volte speriamo che il Signore possa venire al più presto su questa terra per sistemare tutto. È quello che è successo alla comunità di Pietro a cui la lettera è indirizzata: vi era come una specie di euforia per la venuta definitiva del Signore, quando si vede che Gesù tarda a venire per sistemare il mondo si spegne la speranza. L’autore della lettera pone il problema da un altro punti di vista. l’apostolo Pietro ci offre la buona notizia della pazienza di Dio. Pietro vuole dirci: Se il Signore esprimesse con il rigore da noi desiderato il suo totale rifiuto dell’ingiustizia, tutti ne saremmo travolti da questo tempo del giudizio.  I tempi lunghi di Dio sono la misura della sua pazienza e della sua fiducia nell’uomo. Il Signore si fa carico della debolezza dell’uomo, ma non accetta la sua inerzia, il suo disimpegno. Ciò che ci consola è proprio questo messaggio di pazienza, di tenerezza. Attraverso un linguaggio apocalittico Pietro vuole invitarci a riflettere che le cose di questo mondo sono destinate a passare mentre le cose di Dio restano in eterno. Certo dice Pietro, durante questo tempo di attesa l’uomo non può rimanere con le mani in mano in un’attesa inerte, ma deve darsi da fare perché su questo mondo si affermi la misericordia e la carità di Dio, “nel frattempo” che Egli ritorni. In questo tempo intermedio tra la prima venuta di Gesù sulla terra (la sua nascita) e l’ultima venuta (il suo ritorno) Pietro ci invita a non perdere la speranza e a vivere di carità

Preghiamo

Preghiamo per Jacopo

Un pensiero su “lunedì 22 luglio

  1. srAlida

    Aspettiamo cieli nuovi cieli e terra nuova ,,,,in attesa di questi eventi.. crescete nella grazia e nella conoscenza del Signore. non perdendo la speranza e vivere di carità ….Aiutaci ,Signore ad essere attenti all’Essenziale a ciò che non passa,al vero amore fatto di pazienza di tenerezza ,di costanza …mi unisco alla preghiera per Jacopo per tutte le donne che portano il nome di Maddalena ,per quanti non cercano più il Signore,per quanti lo cercano e fanno fatica …

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